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La voce della Politica
| Psr, ospedali e CdC, Bochicchio: chiarire il modello da applicare |
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8/05/2026 | “Proseguono nelle Commissioni consiliari le audizioni degli stakeholder pubblici sulla proposta di Piano sanitario regionale già approvata dalla Giunta. Dal confronto con il mondo sanitario stanno emergendo indicazioni e proposte importanti che dovranno essere considerate per migliorare l’impianto del Piano, soprattutto nella fase in cui dovrà essere tradotto nei successivi atti attuativi delle aziende sanitarie. In questo quadro, la delibera di Giunta n. 600/2024 sulla medicina territoriale e sulla continuità assistenziale ha già prodotto effetti che rischiano di entrare in contrasto con gli indirizzi del Piano sanitario regionale, che dovrebbe invece rappresentare il principale documento per definire la nuova organizzazione della sanità lucana. Per questo motivo, come opposizione, abbiamo chiesto di sospendere ulteriori atti almeno fino al voto del Consiglio regionale sul Psr”. Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp, Antonio Bochicchio.
“Nel corso delle audizioni – prosegue Bochicchio – sono emerse valutazioni positive sul documento, ma anche molte preoccupazioni, in particolare sui temi della medicina territoriale, della continuità assistenziale e della carenza di personale medico e infermieristico. Il personale sanitario deve essere incrementatp, distribuito in modo più razionale e valorizzato nei nuovi assetti organizzativi. Gli infermieri, ad esempio, hanno sottolineato la necessità di riconoscere e rendere misurabile il loro contributo all’interno del sistema sanitario, così da valutare concretamente l’impatto del lavoro infermieristico sulla qualità dell’assistenza. Un numero adeguato di infermieri è fondamentale per ridurre il rischio clinico, gli eventi avversi, la mortalità e il burnout del personale. Serve quindi un investimento coerente con i bisogni reali del territorio. Il servizio infermieristico deve essere garantito in modo uniforme in tutta la Basilicata, anche attraverso le figure dell’infermiere di famiglia e di comunità, evitando assunzioni episodiche e prive di programmazione. È inoltre necessario ripensare i modelli di distribuzione del personale per garantire maggiore sicurezza ai pazienti”.
“Anche sul tema degli ospedali e delle Case di comunità – aggiunge Bochicchio – registriamo dubbi e preoccupazioni, condivisi anche da molti sindaci. Entro la fine di giugno le Case di comunità dovrebbero essere completate secondo le scadenze del Pnrr, ma ad oggi non è ancora chiaro come funzioneranno concretamente. Bisogna evitare che queste strutture restino scatole vuote, soprattutto considerando le difficoltà già esistenti nel reperire personale sanitario. Occorre chiarire anche quale sarà il futuro della guardia medica, quindi la continuità assistenziale, quando entreranno a regime le Aggregazioni funzionali territoriali collegate alle Case di comunità. È fondamentale coinvolgere i Sindaci per spiegare nel dettaglio il funzionamento del nuovo modello sanitario ed evitare che i cittadini, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni, perdano punti di riferimento essenziali come il medico di medicina generale, perché in questa direzione sembra andare la ‘riforma Schillaci’. Dal punto di vista delle assunzioni, bisogna sapere in anticipo quale personale sarà destinato alle Case di comunità. Resta inoltre centrale il tema della presa in carico globale del paziente, che deve essere seguito in ogni fase del percorso di cura. Da qui la necessità di rafforzare l’integrazione socio-sanitaria tra aziende sanitarie, professionisti e ambiti comunali”.
“Ci sono dunque ancora molti aspetti da chiarire e, al momento – conclude Bochicchio - i segnali non sono tutti positivi. Va inoltre ricordato che queste trasformazioni stanno avvenendo in una fase delicata per il sistema salute in Basilicata, segnata anche dalla necessità di un emendamento alla legge di Bilancio per coprire un disavanzo di 54 milioni di euro. Resta quindi da capire se la riforma sarà davvero in grado di superare le criticità che hanno portato a questa situazione”. |
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