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| Prostituzione a Rionero in Vulture, sequestrato un appartamento: tre indagati |
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4/11/2026 |
| .jpg) Un appartamento ritenuto adibito a casa di prostituzione è stato sottoposto a sequestro preventivo a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza. Il provvedimento è stato eseguito nell'ambito di un'indagine condotta dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza. Sono tre le persone indagate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Una di queste dovrà rispondere anche dell'ipotesi di estorsione, per aver minacciato ripetutamente una persona, prospettando possibili ritorsioni fisiche. La notizia è stata resa nota dalla Procura di Potenza attraverso un comunicato firmato dal procuratore della Repubblica, Camillo Falvo.
Il comunicato stampa Nel quadro delle attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e condotte dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di P.S. di Melfi e dall’Aliquota della Guardia di Finanza della Sezione di Polizia Giudiziaria, è stata eseguita un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Potenza. Il provvedimento cautelare reale ha disposto il sequestro preventivo di un appartamento situato al secondo piano di uno stabile a Rionero in Vulture, ritenuto stabilmente adibito a casa di prostituzione. Le indagini, avviate a seguito di denunce e riscontrate da servizi di osservazione, controllo e videosorveglianza, da dichiarazioni di vari soggetti escussi, nonché da accertamenti bancari, indagini patrimoniali e controlli tramite specifiche banche in uso alla Guardia di Finanza, che consentono un incrocio dei a carico dei soggetti coinvolti, hanno permesso di delineare un quadro indiziario grave a carico di tre persone complessivamente sottoposte a indagine, di cui una di nazionalità straniera. Secondo i provvisori capi di imputazione formulati, ai soggetti indagati sono contestati, a vario titolo, il delitto di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per avere adibito e gestito l’immobile a “casa di appuntamenti”, facendo alternare diverse donne di nazionalità straniera e riscuotendo somme giornaliere per la disponibilità dei locali, nonché il delitto di estorsione, contestato a una delle persone indagate, per avere reiteratamente una persona offesa, prospettando, nei suoi confronti, ritorsioni fisiche.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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