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Furti in tabaccherie tra Basilicata e altre regioni: quattro misure cautelari eseguite dai Carabinieri

19/05/2026



Quattro cittadini di origine albanese sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Potenza e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Venosa su una presunta rete criminale specializzata in furti ai danni di tabaccherie e rivendite di generi di monopolio. Contestati 34 episodi, tra furti consumati e tentati, commessi tra il 2023 e il 2024 tra Basilicata, Campania, Puglia e Lazio. Uno degli indagati è stato arrestato nel Bolognese, mentre proseguono le ricerche degli altri tre. Il danno complessivo stimato supera i 300mila euro.
I Particolari nel comunicato che segue

Nel quadro delle sistematiche attività di contrasto alla criminalità predatoria, coordinate in stretta sinergia, la Procura della Repubblica di Potenza e il Comando Provinciale Carabinieri hanno inferto un significativo colpo ad un'articolata rete delinquenziale dedita alla commissione di reati contro il patrimonio, a salvaguardia dell’integrità del tessuto economico locale. Nella mattinata odierna, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Potenza, i Carabinieri della Compagnia di Venosa sono stati incaricati di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro soggetti di origine albanese, indagati per il loro stabile inserimento in un circuito criminale a carattere itinerante e interregionale.
L’articolato dispositivo d'intervento ha consentito la formale localizzazione dell'intero gruppo indiziato e la contestuale cattura, nel comprensorio di Bologna, di uno dei principali esponenti della rete. Nei confronti degli altri tre sodali — i quali, a seguito della loro precedente sottoposizione a differenti adempimenti processuali, si sono deliberatamente sottratti alla custodia — l'Arma territoriale e la Magistratura inquirente hanno immediatamente attivato le previste procedure di rintraccio. Tale condotta elusiva, prontamente intercettata dalle istituzioni dello Stato, rappresenta la plastica conferma della spiccata pericolosità sociale e dell'allarmante propensione a delinquere dei soggetti indagati, elementi già pienamente valorizzati nell'impianto cautelare.
Il provvedimento restrittivo emanato, poggia su un solido quadro indiziario emerso a seguito di una complessa attività investigativa svolta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Venosa. Le indagini hanno permesso di ricostruire la sistematica commissione di numerosi episodi di furto aggravato - complessivamente trentaquattro fatti delittuosi, tra consumati e tentati, perpetrati tra il febbraio 2023 e il marzo 2024 - caratterizzati da una spiccata mobilità transregionale. L'azione del gruppo criminale ha interessato un vasto perimetro geografico, che andava dai territori di Venosa, Melfi, Rionero in Vulture e Lagonegro per l'area lucana, fino ad interessare i comprensori di Sala Consilina, Foggia e Frosinone. In tali contesti, le incursioni hanno preso di mira in modo seriale e mirato rivendite di generi di monopolio e tabaccherie. Fenomeno, questo, che ha suscitato allarme sociale e ha fatto si che, anche la Prefettura – UTG di Potenza effettuasse un’attività di coordinamento mirata ad arginare e prevenire il fenomeno. Attività che ha portato ad una tangibile flessione statistica della fenomenologia in esame. Il gruppo agiva secondo un consolidato modus operandi: a seguito di preliminari attività di osservazione degli obiettivi, i soggetti entravano in azione in orario notturno, forzando gli accessi degli esercizi commerciali al fine di asportare tabacchi lavorati, valori bollati, denaro contante e titoli delle lotterie istantanee, destinati a essere reimmessi nei circuiti illeciti. Le incursioni hanno colpito piccoli commercianti e imprenditori operanti soprattutto nei contesti rurali e periferici, arrecando significativi danni patrimoniali e strutturali alle attività economiche coinvolte, con inevitabili riflessi sulla stabilità del tessuto produttivo locale.
L’azione investigativa si è distinta per l'elevato livello tecnologico e per l'efficace combinazione tra metodologie d'indagine tradizionali e moderne attività di riscontro documentale e digitale. Attraverso una complessa attività di analisi dei flussi e di convergenza dei dati emersi dalle verifiche sul territorio, gli investigatori dell'Arma sono riusciti a codificare un modus operandi rigoroso e standardizzato: il sodalizio procedeva a preliminari e accurati sopralluoghi volti a monitorare i sistemi di difesa passiva degli obiettivi — con una netta predilezione per le rivendite di generi di monopolio e tabaccherie — per poi entrare in azione in piena notte, forzando le infrastrutture degli esercizi e provocando gravissimi danni strutturali, al fine di asportare ingenti quantitativi di valori e refurtiva, per un danno complessivo stimato in oltre 300mila euro. Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Potenza, Colonello Luca D’Amore, ha dichiarato: “L'esito dell'attività testimonia l'elevata efficacia della risposta istituzionale fornita dallo Stato alle esigenze di tutela del cittadino e dell’economia. Rinnovo l’invito a tutta la cittadinanza a contattare senza esitazioni, in caso di necessità o per segnalare ogni movimento sospetto, il Numero Unico per le Emergenze 112 al fine di permettere un tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine”. Per i soggetti colpiti dai provvedimenti odierni vige il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza sino a sentenza definitiva di condanna. 





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