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Sanità territoriale Lagonegrese-Pollino: i Sindaci ribadiscono il percorso condiviso e chiedono rafforzamento dei servizi

18/05/2026



I sindaci del Distretto Sanitario n. 4 Lagonegrese–Pollino ribadiscono il percorso condiviso sulla riorganizzazione della sanità territoriale, avviato nell’ambito della Conferenza dei Sindaci. La riforma, fondata sul DM 77/2022 e sul PNRR, è oggi nella fase attuativa con Case e Ospedali di Comunità, COT e servizi di prossimità. I primi cittadini chiedono il rafforzamento della rete territoriale, il mantenimento dei presidi locali, la tutela dei Punti di Assistenza Territoriale e il potenziamento del 118. Centrale il metodo del confronto istituzionale con ASP e Regione, per garantire servizi equi e sostenibili nelle aree interne.
Di seguito la nota stampa


I Sindaci del Distretto Sanitario n. 4 Lagonegrese – Pollino intendono ribadire con chiarezza il percorso istituzionale condiviso e portato avanti in questi mesi sul tema della riorganizzazione della sanità territoriale, nel rispetto delle comunità rappresentate e del lavoro costruito all’interno della Conferenza dei Sindaci.
La riforma della sanità territoriale non nasce oggi, ma trova il proprio fondamento nel Decreto Ministeriale n. 77 del 23 maggio 2022, recante “Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale”, successivamente recepito dalla programmazione regionale della Basilicata e dagli interventi collegati alla Missione Salute del PNRR.
Tale riforma ha previsto una profonda riorganizzazione dell’intero sistema sanitario territoriale attraverso l’attivazione delle Case di Comunità, degli Ospedali di Comunità, delle Centrali Operative Territoriali, il potenziamento dell’assistenza di prossimità, della telemedicina e l’integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari.

Oggi quella riforma è entrata nella fase concreta della sua attuazione.
Vista la ricostituzione dopo anni della Conferenza dei Sindaci e la delicatezza e l’importanza di questo passaggio storico, i Sindaci del Distretto hanno scelto di rendere pienamente operativo tale strumento istituzionale ritenendolo fondamentale per garantire rappresentanza, confronto e partecipazione dei territori nelle scelte riguardanti la sanità pubblica. All’interno di questo percorso condiviso è stato individuato quale referente il Sindaco di Chiaromonte al quale va il ringraziamento per il lavoro svolto, per l’impegno costante e per la capacità di mantenere aperto un dialogo continuo tra territori, ASP, Regione e comunità locali.
Nel corso di questi mesi si sono svolte numerose riunioni, approfondimenti tecnici e confronti istituzionali che hanno portato alla definizione di una posizione unitaria del territorio, formalizzata anche nella proposta condivisa e trasmessa all’ASP in data 15 aprile 2026.
In quella sede, i sindaci del Distretto, pur confermando la validità dell’impianto generale della riforma già condiviso, hanno avanzato precise richieste migliorative finalizzate a garantire una riorganizzazione realmente efficace, sostenibile e vicina ai cittadini.
In particolare:
- il mantenimento degli ambulatori territoriali presenti nei Comuni, quali presidi fondamentali di prossimità e punti essenziali per garantire almeno un presidio medico in ogni comunità;
- l’introduzione della rotazione del personale sanitario tra le diverse sedi PAT( ex continuità assistenziale) al fine di garantire il funzionamento dell’intera rete territoriale;
- la salvaguardia della rete dei 14 Punti di Assistenza Territoriale così come già condivisa, evitando riduzioni o modifiche peggiorative;
- il mantenimento e la valorizzazione dei POD di Lauria e Chiaromonte, con i relativi centri specialistici annessi, e del Poliambulatorio di Rotonda, strutture strategiche per l’intero comprensorio;
- il rafforzamento del sistema di emergenza-urgenza e della medicalizzazione del servizio 118, con particolare riferimento ai presidi territoriali e al mantenimento e valorizzazione dei PPI dei POD;
- la necessità che ogni scelta organizzativa continui ad essere preventivamente condivisa con i Sindaci, quali rappresentanti istituzionali delle comunità locali.
I Sindaci rivendicano con forza il metodo seguito in questi mesi: dialogo, concertazione, partecipazione e responsabilità istituzionale.
Un metodo che negli anni ha consentito al territorio di affrontare questioni strategiche anche al di fuori del comparto sanitario, superando logiche di campanile e privilegiando una visione comprensoriale capace di attrarre investimenti, servizi e opportunità per l’intera area.
La gran parte degli amministratori coinvolti vive da anni il governo dei rispettivi territori e conosce bene le difficoltà, le aspettative e le esigenze delle comunità locali. Proprio per questo ogni scelta affrontata in questi mesi è stata spesso sofferta e complessa, ma sempre orientata alla tutela complessiva del territorio e mai a interessi particolari o rivendicazioni isolate.
I cittadini delle nostre comunità hanno dimostrato maturità, consapevolezza e senso di responsabilità rispetto ai cambiamenti in atto. Ed è proprio per questo che non possono essere utilizzati o trascinati dentro dinamiche di contrapposizione territoriale che rischiano soltanto di indebolire il comprensorio.
Ogni Comune può legittimamente avanzare richieste, proposte o osservazioni, ma la realtà attuale della sanità territoriale impone scelte responsabili, equilibrate e sostenibili, capaci di garantire servizi a tutti i territori e non risposte dettate da logiche particolaristiche o da posizioni di mera contrapposizione.
Le differenti sensibilità territoriali rappresentano un elemento naturale del confronto democratico, ma non possono mettere in discussione il valore del percorso unitario costruito nel tempo né indebolire il ruolo della Conferenza dei Sindaci, che oggi rappresenta il principale strumento di interlocuzione dei territori nei confronti di ASP e Regione.
È evidente che il percorso di riorganizzazione possa comportare anche scelte complesse e sacrifici a causa delle note carenze di personale sanitario e del contesto economico in cui versa la sanità lucana, ma queste devono comunque essere condivise e costruite insieme ai Sindaci, che rappresentano il presidio istituzionale delle comunità.
I Sindaci del Distretto n. 4 Lagonegrese – Pollino confermano pertanto la volontà di proseguire il percorso avviato, continuando a lavorare in maniera condivisa e responsabile affinché l’attuazione della riforma sanitaria possa garantire servizi sempre più vicini ai cittadini, nel rispetto delle esigenze delle aree interne e dell’equilibrio complessivo del territorio.




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