Nei piccoli comuni lucani torna al centro dell’attenzione il tema della qualità della proposta politica in vista delle amministrative 2026. Sono tanti i cittadini che decidono di mettersi in gioco per amministratare i loro piccoli borghi, tante riconferme di sindaci e consiglieri uscenti e tanti volti nuovi. E fino a qui tutto bene.
A far discutere è quanto emerge dalla consultazione degli albi pretori di Castronuovo di Sant’Andrea e Cersosimo, dove una lista del movimento nazionale Italia dei Diritti ha depositato lo stesso identico programma elettorale in entrambi i comuni, senza alcuna modifica. Non è solo un ''copia e incolla'' ma è proprio lo stesso programma, quello di Castronuovo di Sant'Andrea. Non si tratterebbe quindi solo di contenuti generici o standardizzati perchè, diciamoci la verità, entrando nella sostanza della proposta ci accorgiamo che oltre al nome del comune il programma (2 pagine) potrebbe essere stato scritto per tutti i paesi di tutte le aree interne italiane, ma di un vero e proprio riutilizzo integrale del testo, con il nome di un comune riportato identico anche nell’altro. Una svista, sicuramente, che bene racconta però l'attenzione e l'importanza (poche evidentemente) date alle piccole comunità scelte soltanto perchè con meno di mille abitanti e, quindi, senza l'obbligo di dover prevedere la raccolta forme prima di presentare una lista.
Ne parliamo da anni. Una semplificazione pensata per favorire la partecipazione democratica, ma che secondo diversi osservatori rischia di trasformarsi in un meccanismo che facilita la presentazione di liste poco strutturate o scarsamente Si auspica soltanto una cosa: rispetto per i piccoli comuni.
Mariapaola Vergallito
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