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| Mediterraneo, il mare dei diritti negati: l’Accademia Mediterranea apre il dibattito su chi li difende |
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31/10/2026 | Chi garantisce davvero il rispetto dei diritti umani nel Mediterraneo? Chi interviene quando vengono violati? E quali responsabilità spettano alle istituzioni, all’Europa e alla comunità internazionale nella tutela della dignità umana?
A queste domande è dedicato il Focus di novembre dell’Accademia Mediterranea, dal titolo «Mediterraneo, il mare dei diritti negati. Chi li difende?», disponibile online sul sito dell’associazione.
Attraverso contributi di autorevoli esponenti del mondo istituzionale, accademico e giornalistico, il Focus propone una riflessione articolata sulle contraddizioni che attraversano il Mediterraneo: un mare che per secoli è stato luogo di incontro tra civiltà, culture e popoli e che oggi è, troppo spesso, teatro di conflitti, migrazioni drammatiche, discriminazioni e diritti fondamentali negati.
Il tema centrale è il divario tra il riconoscimento formale dei diritti umani e la loro effettiva tutela. Non mancano le convenzioni internazionali e gli strumenti giuridici, ma restano aperte questioni decisive: la mancanza di una volontà politica condivisa, l'insufficienza dei meccanismi di responsabilità e controllo e il rischio che la dignità delle persone venga subordinata agli interessi economici e agli equilibri geopolitici.
Sette contributi per una riflessione comune
Il Focus raccoglie le riflessioni di sette autori, che affrontano il tema da prospettive differenti e complementari.
Ad aprire il percorso è Gianni Pittella, presidente dell’Accademia Mediterranea, con l’introduzione «Mediterraneo, il mare dei diritti negati. Chi li difende?». Il suo contributo richiama la necessità di superare la distanza tra i diritti riconosciuti sulla carta e quelli effettivamente garantiti, attraverso una cooperazione più forte tra le due sponde del Mediterraneo e meccanismi concreti di responsabilità.
Adriana Grispo, vicepresidente dell’Accademia Mediterranea, firma «Prioritarizzare la Pace, difendere i Diritti Umani per guarire in un mondo diviso e sempre più polarizzato». Al centro della sua riflessione, il legame inscindibile tra pace, giustizia e diritti umani, con uno sguardo particolare all'esperienza storica del campo di internamento di Ferramonti di Tarsia e al valore della memoria come strumento di educazione e responsabilità collettiva.
Marco Tarquinio, giornalista ed eurodeputato del gruppo S&D, affronta la tragedia delle migrazioni nel contributo «Un mare di diritti senza custodi». Il suo articolo richiama l’urgenza di politiche europee capaci di tutelare la vita e la dignità delle persone migranti, attraverso canali sicuri, strumenti efficaci di soccorso e accordi internazionali fondati sul rispetto dei diritti.
Salvo Andò, costituzionalista ed ex ministro della Difesa, propone una riflessione dal titolo «Chi ha paura della Corte penale internazionale?». Il contributo mette in evidenza il ruolo della Corte penale internazionale come presidio dello Stato di diritto e sottolinea i rischi connessi ai tentativi di delegittimare un'istituzione chiamata a contrastare l'impunità.
Enzo Siviero, magnifico rettore dell’Università eCampus, firma «Mediterraneo ponte liquido pieno di contraddizioni, un breve excursus a tutto campo». Il suo contributo esplora le molteplici contraddizioni del bacino mediterraneo, affrontando questioni che vanno dalla tutela dei minori non accompagnati alla condizione dei migranti, dai conflitti in Medio Oriente al rapporto tra le due sponde, fino alle prospettive di collegamento tra Tunisia e Sicilia.
Enrico Caterini, ordinario di Diritto privato all’Università della Calabria, con «Mediterraneo termometro del pianeta» propone una lettura giuridica e civile del rapporto tra persona, diritti e società. La riflessione si concentra sul peso crescente delle logiche di mercato e sulla necessità di riaffermare la centralità della persona nelle scelte economiche e sociali.
Chiude il percorso Teresa Boccia, coordinatrice scientifica di URBANIMA-LUPT dell’Università di Napoli Federico II, con «I diritti delle donne nel Mediterraneo: il termometro della democrazia». Il contributo analizza la condizione femminile in diversi contesti mediterranei, dal Marocco alla Turchia, dalla Palestina alla Libia, proponendo la prospettiva di un Patto mediterraneo per rafforzare la tutela dei diritti delle donne e la qualità democratica delle società.
Una comunità mediterranea fondata sui diritti
Con questo Focus, l’Accademia Mediterranea intende promuovere uno spazio di confronto libero e plurale, capace di mettere in dialogo competenze, esperienze e sensibilità differenti. L’obiettivo non è soltanto analizzare le criticità, ma contribuire a individuare percorsi concreti per rafforzare la tutela dei diritti fondamentali, la cooperazione internazionale e la responsabilità delle istituzioni.
Il messaggio che unisce i contributi è chiaro: i diritti umani non possono essere universali nei principi e selettivi nella loro applicazione. La dignità delle persone deve essere tutelata senza distinzioni legate alla nazionalità, all’origine, alla religione o alle convenienze politiche del momento.
Il Mediterraneo non può essere considerato soltanto una frontiera da sorvegliare o uno spazio di interessi contrapposti. Deve tornare a essere un luogo di civiltà condivisa, dialogo e responsabilità, nel quale la pace sia accompagnata dalla giustizia e il riconoscimento dei diritti si traduca in garanzie effettive.
È questa la sfida al centro del Focus di novembre dell’Accademia Mediterranea: costruire una comunità mediterranea nella quale ai diritti corrispondano responsabilità, strumenti di tutela e volontà politica. |
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NEWS BREVI
| 1/12/2021 - Ultimo lotto Bradanica, domani alle 11.30 l’apertura al traffico | Come annunciato nei giorni scorsi verrà aperto domani, 2 dicembre, l’ultimo lotto “La Martella” della strada Statale “Bradanica”.
L’apertura al traffico è in programma alle ore 11.30 al km 135 lato La Martella.
Sarà presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra. | |
| | 28/11/2021 - Poste Italiane: estesi orari apertura di tre uffici postali lucani | Poste Italiane comunica che a partire lunedì 29 novembre, gli Uffici Postali di Matera 5, Melfi e Moliterno saranno interessati da un potenziamento degli orari di apertura al pubblico.
In particolare, gli uffici postali di Melfi e Moliterno (PZ) saranno aperti dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:20 – 19:05, il sabato dalle ore 8:20 alle 12:35. Matera 5 osserverà l’orario di apertura su 6 giorni lavorativi. Lun/ven 08:20 – 13:45, sabato 08:20 – 12:45.
Questi interventi confermano la vicinanza di Poste Italiane al territorio e alle sue comunità e la volontà di continuare a garantire un sostegno concreto all’intero territorio nazionale. Anche durante la pandemia, infatti, Poste Italiane ha assicurato con continuità l’erogazione dei servizi essenziali per andare incontro alle esigenze della clientela, tutelando sempre la salute dei propri lavoratori e dei cittadini.
L’Azienda coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a recarsi negli Uffici Postali nel rispetto delle norme sanitarie e di distanziamento vigenti, utilizzando, quando possibile, gli oltre 8.000 ATM Postamat disponibili su tutto il territorio nazionale e i canali di accesso da remoto ai servizi come le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito www.poste.it.
| | 15/11/2021 - Obbligo di catene o pneumatici da neve | E’ stata emessa questa mattina e trasmessa alla Prefettura ed a tutte le Forze dell’ordine, l’ordinanza firmata dal Dirigente dell’Ufficio Viabilità e Trasporti della Provincia, l’ing. Antonio Mancusi, con la quale si fa obbligo:“A tutti i conducenti di veicoli a motore, che dal 01 Dicembre 2021 fino al 31 Marzo 2022 transitano sulla rete viaria di competenza di questa Provincia di Potenza, di essere muniti di pneumatici invernali (da neve) conformi alle disposizioni della direttiva comunitaria 92/33 CEE recepita dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 30/03/1994 e s.m.i. o a quelle dei Regolamenti in materia, ovvero di avere a bordo catene o altri mezzi antisdrucciolevoli omologati ed idonei ad essere prontamente utilizzati, ove necessario, sui veicoli sopraindicati.
Tale obbligo ha validità, anche al di fuori del pericolo previsto in concomitanza al verificarsi di precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio”. |
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