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| Francesco Maria Maiuri presenta a Pisa il volume su Agostino d’Ippona |
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23/03/2026 | Il 17 marzo scorso, presso la sala San Pio X dell’Arcivescovado di Pisa, si è tenuta la presentazione del volume “Il problema gnoseologico in Agostino d’Ippona”, lavoro di Francesco Maria Maiuri, studente del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. L’opera, redatta dall’autore all’età di diciassette anni, durante la frequenza del Liceo Classico di Trebisacce, si configura come un’indagine di carattere sistematico sulla struttura della conoscenza nel pensiero agostiniano. Un incontro che ha destato interesse e apprezzamento, ma anche tanta curiosità umana e intellettuale intorno al giovanissimo autore calabrese. L’impianto metodologico adottato si colloca nell’orizzonte fenomenologico-ermeneutico e si articola attraverso un confronto serrato con la tradizione filosofica — da quella antica a quella contemporanea — nonché con le principali linee della letteratura critica recente. L’incontro, promosso dall’Associazione culturale Esperia, diretta dal dott. Francesco Lochiatto, è stato coordinato da Felice Bonamassa. L’importante convegno si è aperto con l’intervento dell’Arcivescovo Metropolita di Pisa, S.E. Mons. Saverio Cannistrà, il quale ha posto in evidenza la rilevanza epistemologica del contributo, sottolineando la significativa tensione tra la solidità dell’architettura argomentativa e la giovane età dell’autore. Tale elemento è stato interpretato come indice di una precoce maturità speculativa, non frequente nel panorama degli studi filosofici. Le successive relazioni di Tommaso Greco, Pierluigi Consorti e Luigi Mariano Guzzo (Università di Pisa) oltre a sottolineare il valore e il rigore scientifico e metodologico del giovane autore, hanno approfondito, da prospettive disciplinari differenti, il profilo teorico del volume. In particolare, è stata evidenziata l’attualità della questione gnoseologica quale fondamento della riflessione etica, nella misura in cui la chiarificazione delle condizioni di possibilità del conoscere si configura come presupposto per l’elaborazione di modelli di razionalità pratica orientati all’agire. Nel suo intervento conclusivo, l’autore ha ricostruito il contesto patristico e filosofico entro cui si sviluppa la riflessione agostiniana, con particolare attenzione alle matrici neoplatoniche e alla dinamica ascensionale del processo conoscitivo. Tale dinamica viene interpretata come un itinerarium mentis che, a partire dalla dimensione sensibile, tende progressivamente alla sfera intelligibile, fino alla conoscenza della forma pura, identificata con il principio divino. Sotto il profilo delle fonti e degli interlocutori teorici, il lavoro si caratterizza per un’ampia estensione del quadro di riferimento: accanto ai testi agostiniani, vengono mobilitati autori quali Platone, Cartesio, Tertulliano, Giustino, Stenone e Turoldo, in una prospettiva che mira a restituire la complessità e la stratificazione del problema gnoseologico come processo graduale di elevazione dall’esperienza sensibile alla dimensione intelligibile, culminante nella conoscenza della forma pura, identificata con il principio divino. La discussione finale, che ha visto la partecipazione di studenti, studiosi, ricercatori, esponenti del mondo accademico e culturale pisano, tra cui il canonista Paolo Moneta, già professore emerito dell’Ateneo pisano e membro della commissione per la riforma del processo matrimoniale canonico istituita da Papa Francesco, ha ulteriormente evidenziato la fecondità delle questioni sollevate dal volume. In conclusione, il richiamo al noto chiasmo agostiniano — “cercare per trovare e trovare per cercare” — ha sintetizzato efficacemente l’orizzonte metodologico e speculativo entro cui si inscrive la ricerca dell’autore, prospettandone gli sviluppi futuri in ambito accademico.
Vincenzo Diego
nella foto Francesco Maria Maiuri con S.E. Mons. Saverio Cannistrà, Arcivescovo Metropolita di Pisa |
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