Due giornate di memoria per il naufragio del piroscafo Utopía
19/03/2026
Due giornate di commemorazione del naufragio del piroscafo utopia avvenuto nel 1891 al largo della città andalusa della Linea De La Conceptión. Le due giornate all’insegna del ricordo del tragico evento sono iniziate ieri, 16 marzo con la presentazione del libro di Giovanni Palumbo Tra le nebbie della memoria alla presenza del Sindaco della linea, Alcalde Juan Franco Rodriguez , dell’assessore alla Cultura di Pomarico Beatrice Difesca, del Presidente del consiglio comunale di Matera Donato Braia e del Presidente del Com.It.es Andrea Lazzari.
La presentazione moderata dall’archivista Jose Martinez Feliz ha ripercorso le principali tappe che hanno portato a scoprire la storia del naufragio e dei molteplici documenti ritrovati nei più disparati archivi che ne hanno permesso una ricostruzione analitica dei fatti. Una storia che ancor oggi tocca le corde dei cuori lucani così come ha ribadito l’assessore Difesca rimarcando quanto il valore della memoria sia fondamentale non solo nella ricostruzione di vicende storiche sommerse dalla storia quanto nella consapevolezza di una identità ritrovata anche Il 17 marzo invece la giornata celebrativa per il ricordo dei naufraghi, sepolti nel Cimitero comunale De La Linea, con la deposizione di una corona di fiori.
Nel pomeriggio sono continuate le celebrazioni del centotrentacinquesimo anniversario con la proiezione del docufilm Utopía: viajes sin retorno, prodotto e promosso dal Com.It.Es de Madrid con il patrocino dell’Ambasciata Italiana e del Consolato Italiano , diretto dal regista Pietro Mariani. Il docufilm, che vede nella direzione della fotografia la firma del Pomaricano Aldo Amati, racconta attraverso la voce di 35 persone , tra amministratori e studiosi, la catastrofica vicenda legata al piroscafo e alle comunità coinvolte.
Subito dopo è seguita la deposizione di una corona di fiori in memoria delle ventisei vittime sepolte alla linea ma anche dei Quarantaquattro i lucani che navigavano nelle acque del mediterraneo nella speranza di una vita migliore. Ha raccontato il lavoro di ricerca, le testimonianze raccolte, le immagini d’epoca che hanno guidato la costruzione del racconto. Poi ha aggiunto un dettaglio che ha colpito tutti: per realizzare il film, la troupe ha percorso oltre 7.000 chilometri, attraversando regioni, borghi, archivi e comunità, inseguendo le tracce di una storia dispersa tra Italia e Spagna. Mariani ha ricordato che 35 persone compaiono nel film tra testimoni, studiosi, amministratori locali e cittadini dei borghi coinvolti. Un mosaico umano che restituisce profondità e pluralità al racconto. Il regista ha voluto sottolineare anche il contributo decisivo di due figure chiave: • Aldo Amati, operatore e direttore della fotografia, la cui sensibilità visiva ha dato al film un linguaggio intimo e rispettoso, capace di trasformare luoghi e volti in emozione pura. • Il Maestro Fabio Turchetti, autore delle musiche originali, che con le sue composizioni ha aggiunto al film una dimensione emotiva profonda, fatta di suggestioni, memorie sonore e atmosfere che accompagnano lo spettatore in un viaggio interiore oltre che storico. Mariani ha poi espresso un ringraziamento speciale a due studiosi che hanno dato al film una solidità storica e interpretativa fondamentale: • Pina Mafodda, storica e scrittrice, che ha contribuito con ricerche, analisi e una sensibilità narrativa capace di illuminare il contesto umano del naufragio. • Gianni Palumbo, studioso e collaboratore dell’Archivio Storico di La Línea, che ha fornito dati, documenti e una lettura rigorosa delle fonti locali, indispensabile per ricostruire la vicenda con precisione. Infine, il regista ha rivolto un ringraziamento particolarmente sentito al Console Onorario d’Italia a Gibilterra, Patrick Canessa, che non solo ha sostenuto il progetto, ma ha partecipato al film offrendo una lettura giuridica approfondita della tragedia e delle conclusioni dei tribunali dell’epoca. Il suo contributo ha permesso di comprendere meglio il contesto legale, le responsabilità e le dinamiche istituzionali che seguirono il naufragio, aggiungendo al film una prospettiva rara e preziosa. Al centro dell’attenzione proprio il dialogo del Mediterraneo e di Matera quale Capitale per l’anno 2026. La presenza del dott. Braia del Comune di Matera ha infatti reso possibile l’inizio di un dialogo che vedrà Pomarico Matera e la Linea come centri propulsori di attività legate alla memoria ed alla valorizzazione del Mediterraneo quale frontiera sempre battuta nella ricerca di nuovi orizzonti.
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