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Nuovi ticket sanitari, SPI e Federconsumatori: ''Doppia stangata per i lucani''

24/09/2026

Mentre il Governo discute di diritto allo studio, arriva la stangata sulla salute. Con il decreto del 21 settembre aumentano le tariffe per 448 prestazioni specialistiche e 222 protesi e ausili. L'aumento medio è del 5,8% e vale 210,7 milioni di euro, di cui 27 milioni pagati direttamente dai cittadini come nuovi ticket.
Persino il prelievo del sangue venoso passa da 3,80 a 4,30 euro. Una visita cardiologica con ECG da 33,60 a 38,00 euro.
Il Ministero tranquillizza: +1,50 euro a cittadino in media. Per SPI CGIL e Federconsumatori è una media falsa. Per un pensionato lucano con diabete, cardiopatia e controlli semestrali l'aumento reale è di decine di euro al mese.
In Basilicata il paradosso è che spendiamo meno perché siamo poveri, ma paghiamo di più per curarci fuori. Siamo infatti ultimi in Italia per spesa privata: 377 euro pro-capite contro 730 euro di media nazionale. Non è virtù, è mancanza di capacità di spesa. Lo dice il Report Gimbe 2023. Siamo primi in Italia per fuga sanitaria: 220 euro per ogni lucano che se ne va fuori regione per curarsi. Un saldo negativo di 81 milioni nel 2022-2023. I lucani scappano in Puglia, Campania, Nord perché qui non trovano la prestazione. Rinunciamo a curarci: il 6,7% dei lucani ha rinunciato alle cure nel 2023, meno della media nazionale (7,6%) solo perché non possiamo permetterci il privato. Liste d'attesa: la Basilicata oggi garantisce il 94,6% delle prestazioni nei tempi contro l'84,6% nazionale, ma il tempo medio di attesa reale è ancora di 133 giorni. Siamo quinti ultimi in Italia per rispetto dei LEA.
Per i lucani e le lucane la stangata è doppia all’aumento stabilito dal Governo Meloni nella spesa sanitaria si aggiunge il ticket di 2,50 euro a ricetta nella farmacia convenzionata, stabilito dalla delibera di Giunta del 27 agosto 2026. Si tratta dei farmaci prescritti dal medico di base e ritirati nelle farmacie territoriali. La misura nasce come adempimento previsto dalla normativa nazionale a seguito del monitoraggio AIFA 2025, che ha rilevato per la Basilicata uno scostamento dello 0,58% rispetto al tetto programmato, pari a circa 7 milioni di euro. Per legge il superamento del tetto comporta misure di contenimento, pena la perdita dei finanziamenti integrativi statali. La Basilicata è stata una delle ultime regioni in Italia ad adottare questo contributo. A differenza di altre regioni, la quota è per ricetta e non per confezione: l'onere massimo resta di 2,50 euro indipendentemente dal numero di confezioni prescritte. Sono previste esenzioni: circa il 40% delle ricette regionali resta totalmente esente sulla base dei dati del Sistema Tessera Sanitaria. Sono tutelati i codici di esenzione per reddito E01-E05, i pazienti oncologici, malati cronici e rari, invalidi civili, e rimane esclusa la distribuzione diretta ospedaliera, che comprende farmaci ad alto costo e terapie salvavita. L'addizionale regionale IRPEF resta all'aliquota minima di legge dell'1,23%. Operativamente, la misura prevista dal 1° settembre ha trovato attuazione nelle farmacie dal 1° ottobre 2026.
L'impatto economico e sociale nelle aree interne e per un cittadino non esente, in particolare anziano o pensionato residente nei comuni interni, l'effetto cumulato è di 2,50 euro per la ricetta farmaceutica cui va sommato un massimo fino a 36,15 euro per la ricetta specialistica, ai quali si aggiungono i costi di spostamento verso Potenza o Matera, oltre ai tempi di attesa.
Alla luce di ciò chiediamo alla Regione Basilicata di valutare forme di tutela aggiuntiva per i residenti dei comuni più distanti dai centri erogatori e la piena riapertura del confronto con le organizzazioni sindacali e sociali. La Regione non scarichi sui cittadini lo sforamento, apra un tavolo su esenzioni per reddito basso e pensionati sotto i 20.000 euro e potenzi l'extra LEA regionale. Al Governo Nazionale chiediamo di ritirare gli aumenti e finanziare il SSN con tassazione su extraprofitti e grandi patrimoni, non sulle analisi del sangue. Serve un piano straordinario per abbattere la migrazione sanitaria: se i lucani trovano la prestazione qui, non pagano due volte.
La salute non è una merce. Per gli anziani lucani è già una corsa a ostacoli tra CUP, distanze e pensioni basse. Con questi ticket diventa una rinuncia.
*SPI CGIL Basilicata – Segretario Regionale Angelo Summa: **Federconsumatori Basilicata – Presidente Regionale Michele Catalano



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