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La voce della Politica
| Petrolio, Cifarelli: Bardi chiarisca in Consiglio regionale |
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21/09/2026 | “Se, come assicurano il presidente Bardi e il ministro Pichetto Fratin, i tetti massimi di produzione previsti dagli accordi per la Val d’Agri e Tempa Rossa non saranno modificati, allora la prima domanda da porre è molto semplice: che cosa c’è da accelerare in Basilicata?”.
Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, tornando sul comunicato congiunto del Presidente della Regione e del Ministro dell’Ambiente relativo alle attività petrolifere lucane.
“È proprio questa l’apparente contraddizione che rende necessaria una discussione trasparente in Consiglio regionale. Da una parte Bardi e Pichetto Fratin rassicurano sul mantenimento degli attuali tetti massimi; dall’altra rivendicano norme finalizzate a rendere ‘più rapidi e certi i procedimenti autorizzativi’, fino alla possibilità, in determinate condizioni, di nominare un commissario ad acta.
Se i limiti restano quelli previsti dagli accordi esistenti, quali procedimenti devono essere velocizzati? Per quali pozzi? Per quali attività? Da quanto tempo sono pendenti? Presso quali amministrazioni? E soprattutto: riguardano attività già comprese negli attuali programmi oppure nuovi sviluppi estrattivi?”.
Il Consigliere Cifarelli sottolinea come il riferimento ai massimali di 104 mila barili al giorno per la Val d’Agri e 50 mila per Tempa Rossa non esaurisca la questione.
“Quei tetti derivano dagli accordi sottoscritti rispettivamente nel 1998 e nel 2006. È un dato noto. Non abbiamo alcuna difficoltà a riconoscere la storia e ad assumerci la responsabilità delle scelte compiute dai governi regionali di centrosinistra in una fase profondamente diversa della politica energetica nazionale ed europea.
Ma il tema di oggi non è chi abbia stabilito quei limiti venti o quasi trent’anni fa. Il punto è capire che cosa il Governo intenda fare oggi del petrolio della Basilicata.
Lo stesso comunicato precisa infatti che la produzione può ‘aumentare o diminuire in funzione delle esigenze del periodo’ e richiama la necessità della ‘piena valorizzazione delle risorse nazionali’. Questo significa che una cosa è il tetto massimo autorizzato, altra cosa è la quantità effettivamente estratta”.
Da qui, insiste il Consigliere Roberto Cifarelli, emergono interrogativi che restano ancora senza risposta.
“Qual è oggi la produzione effettiva di Val d’Agri e Tempa Rossa? Quanto margine esiste rispetto ai massimali complessivi richiamati? E fino a quale livello si intende eventualmente aumentare la produzione?
Se l’estrazione effettiva è molto inferiore ai massimali, occorre inoltre chiarire le ragioni: dipende dall’andamento dei giacimenti, dalle strategie industriali delle compagnie, dal numero dei pozzi produttivi oppure dalla presenza di autorizzazioni o modifiche dei programmi di sviluppo ancora ferme nei procedimenti amministrativi?
È questo il punto decisivo: se il Governo ritiene necessario accelerare, vogliamo sapere esattamente cosa intende accelerare in Basilicata”.
Esiste anche il tema delle competenze regionali, continua Cifarelli.
“Se esistono procedimenti che la Regione Basilicata non ha concluso, Bardi deve dire quali sono e per quali ragioni siano ancora pendenti. Dopo oltre sette anni di governo regionale non sarebbe credibile attribuire genericamente ad altri eventuali ritardi dell’amministrazione regionale.
C’è poi una questione ulteriore che il comunicato congiunto non chiarisce: l’impegno a non superare i tetti della Val d’Agri e di Tempa Rossa riguarda esclusivamente le attività esistenti oppure il Governo esclude anche nuovi titoli minerari, nuove concessioni, nuovi pozzi o nuovi sviluppi estrattivi in altre aree della Basilicata?
Dire che non saranno modificati i limiti delle due aree oggi produttive non significa automaticamente affermare che non potranno essere autorizzate altre attività. Ed è un chiarimento indispensabile, soprattutto mentre il Governo parla di maggiore valorizzazione delle risorse nazionali e contemporaneamente accelerare i procedimenti autorizzativi”.
Resta infine, conclude Cifarelli, una questione politica.
“Quando la Presidente Meloni ha parlato a Bari della volontà di aumentare la produzione nazionale di petrolio citando espressamente la Basilicata, il Presidente della Regione era stato preventivamente informato? La Basilicata era stata consultata? Quale posizione aveva espresso?
Il comunicato congiunto di Bardi e Pichetto Fratin non chiude quindi la discussione. Al contrario, apre ulteriori interrogativi.
Per questo il Consiglio regionale straordinario richiesto dalle opposizioni è ancora più necessario. Non serve una discussione ideologica sul petrolio e non bastano rassicurazioni generiche. Servono dati e risposte precise: quanto petrolio viene estratto oggi, quanto se ne intende eventualmente estrarre domani, quali procedimenti devono essere accelerati, quali pozzi e programmi di sviluppo sono interessati, se esistono ipotesi di nuove attività estrattive e quale ruolo resterà effettivamente alla Regione Basilicata.
Se non cambiano i tetti, Bardi spieghi allora cosa bisogna accelerare. È da questa risposta che deve partire il confronto in Consiglio regionale”. |
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