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La voce della Politica
| FILT-CGIL: 'Il Governo valuti poteri sostitutivi' |
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14/09/2026 | Il trasporto pubblico in Basilicata non può continuare a essere gestito nell’emergenza permanente. A fronte di procedure di affidamento che si trascinano, scadenze che vengono affrontate con soluzioni temporanee e un servizio che continua a presentare criticità, la domanda che la FILT-CGIL pone non è più soltanto rivolta alla Regione Basilicata.
La domanda è rivolta al Governo nazionale e alle istituzioni europee.
Quanto ancora deve durare questa situazione prima che lo Stato decida di esercitare pienamente le proprie responsabilità? L’articolo 120 della Costituzione stabilisce che il Governo può esercitare poteri sostitutivi quando lo richiedano, tra l’altro, la tutela dell’unità economica e, in particolare, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.
La FILT-CGIL non sostiene che il semplice ritardo di una gara determini automaticamente i presupposti per un intervento sostitutivo. Ma riteniamo legittimo chiedere al Governo se la situazione del trasporto pubblico lucano, per la sua durata, per la reiterazione delle soluzioni transitorie e per le conseguenze sulla mobilità dei cittadini, non richieda almeno una verifica formale sull’esistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri previsti dall’articolo 120 della Costituzione.
Non è possibile avere uno Stato forte e presente quando sono in gioco determinati interessi economici e uno Stato spettatore quando a essere compromessa è la mobilità quotidiana di migliaia di cittadini.
C’è poi un secondo livello che intendiamo chiamare in causa: la Commissione europea.
Il Regolamento europeo 1370/2007 disciplina i servizi pubblici di trasporto passeggeri su ferrovia e su strada e stabilisce il quadro europeo per l’organizzazione, l’affidamento e il finanziamento degli obblighi di servizio pubblico. La stessa Commissione europea sottolinea l’importanza dell’apertura del mercato dell’affidamento competitivo dei contratti di servizio pubblico.
Per questo la FILT-CGIL ritiene necessario chiedere alla Commissione europea di verificare la situazione del trasporto TPL regionale lucano, con particolare riferimento alla programmazione e alle procedure di affidamento; alla reiterazione di soluzioni temporanee; alla corretta applicazione del Regolamento 1370/2007; alla trasparenza delle procedure; all’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al servizio; alla qualità e continuità del servizio assicurato ai cittadini; alla compatibilità delle scelte adottate con gli obblighi derivanti dalla normativa europea.
Non chiediamo all’Europa di sostituirsi alla Regione. Chiediamo che l’Europa faccia l’Europa, verificando che le regole comuni siano effettivamente applicate anche in una regione periferica del Mezzogiorno..La Basilicata non può essere considerata un territorio nel quale le regole possono essere continuamente rinviate, prorogate o interpretate in modo emergenziale. La mobilità non è un lusso. È una condizione essenziale per garantire il diritto allo studio, al lavoro, alla cura, alla libera circolazione e alla permanenza delle persone nelle aree interne.
E allora poniamo una domanda politica precisa: se il Governo ritiene di dover intervenire direttamente quando sono in gioco interessi economici e strategici nazionali come l’estrazione di idrocarburi, perché non dovrebbe verificare la possibilità di intervenire quando è in gioco il diritto alla mobilità di un’intera comunità regionale?
La FILT-CGIL Basilicata ritiene che sia arrivato il momento di rompere il silenzio. Chiederemo al Governo un confronto formale sull’applicazione dell’articolo 120 della Costituzione e sui poteri di intervento dello Stato. Perché non è più sufficiente dire che si sta lavorando alla soluzione. I cittadini hanno bisogno mezzi pubblici , non di proroghe..I lavoratori hanno bisogno di certezze, non di emergenze permanenti.
La Basilicata ha bisogno di una politica dei trasporti, non di una politica dell’attesa.
La FILT-CGIL continuerà a stare dalla parte dei lavoratori e dei cittadini e porterà questa vertenza dal livello regionale a quello nazionale ed europeo affinché anche in questa regione vengano rispettati le regole per dare la possibilità a tutti di esercitare il proprio diritto alla mobilità.
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