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565mila assunzioni a settembre: il trionfalismo dei numeri e la realtà

14/09/2026

Sono numeri che, letti in fretta e senza il fastidio di girare pagina, sembrano quasi consolatori: 565mila nuove entrate previste nelle aziende italiane per il mese di settembre 2026, che salgono a 1,5 milioni se si allarga lo sguardo all'intero trimestre settembre-novembre. Il Sistema di monitoraggio Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali li mette nero su bianco, e c'è da scommettere che nelle prossime ore qualcuno li userà come prova provata che il mercato del lavoro italiano tira, che l'occupazione cresce, che va tutto bene. Peccato che basti leggere la riga successiva del medesimo comunicato per capire che la festa, come sempre accade in questo Paese, riguarda pochi e lascia fuori la stragrande maggioranza degli altri.

Il 65,6% delle entrate programmate si concentra nei servizi, il 26,5% nell'industria comprese le costruzioni, appena il 7,9% nel settore primario. Rispetto a settembre dello scorso anno la domanda è addirittura in lieve flessione, meno 0,6%, e la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese sfiora il 44%. Un dato, quest'ultimo, che i cantori dell'ottimismo di maniera preferiscono raccontare come segno di scarsità di manodopera, quando in realtà racconta l'esatto contrario: racconta di imprese che cercano tecnici di apparecchiature ottiche e audio-video, specialisti dell'educazione e ingegneri e non li trovano perché offrono, troppo spesso, contratti che con la qualifica richiesta hanno poco a che fare, salari fermi a vent'anni fa e stabilità che è un miraggio. Non è il lavoro che manca. È il lavoro dignitoso che continua a mancare.

Come FILCOM CONFSAL guardiamo a questi numeri con il distacco di chi il mercato del lavoro lo attraversa ogni giorno nelle vertenze, non nei convegni. La fotografia nazionale conferma una tendenza che denunciamo da tempo: un'economia che genera movimento senza generare valore, che assume e licenzia, che chiama flessibilità quella che è precarietà, e che scarica sui lavoratori il costo di una competitività mai davvero costruita su innovazione e formazione.

In Basilicata questa dinamica si presenta, se possibile, ancora più nitida. La nostra regione conosce bene cosa significhi vivere di appalti nei servizi, di cooperative che si aggiudicano commesse al ribasso, di mense, multiservizi e vigilanza dove il turnover dei lavoratori è la norma e la puntualità dello stipendio l'eccezione. Lo abbiamo visto e lo continuiamo a vedere nelle vertenze che seguiamo ogni settimana negli uffici di Potenza e di Matera: lavoratrici e lavoratori assunti con qualifiche adeguate e trattati come manodopera di scarto, aziende che vincono gare pubbliche promettendo qualità e poi comprimono orari, mansioni e buste paga. Se il 65,6% della crescita nazionale è nei servizi, in una regione come la nostra quella percentuale non è una statistica astratta: è la vita concreta di migliaia di famiglie lucane.

Per questo la FILCOM Basilicata non si limita a denunciare, ma da mesi porta avanti una proposta concreta rivolta alla Regione: l'introduzione di un salario di dignità, un minimo retributivo di 9 euro l'ora vincolante per tutti gli appalti pubblici regionali nei settori a maggiore intensità di manodopera, dalla ristorazione collettiva ai multiservizi, dalla vigilanza all'assistenza. Non è un atto di generosità che chiediamo, è una condizione minima di civiltà: la Regione Basilicata non può continuare a finanziare, con risorse pubbliche, appalti che producono lavoro povero e la definiscono occupazione.

I numeri di Excelsior dicono che l'Italia, e la Basilicata con essa, avranno bisogno di centinaia di migliaia di nuovi lavoratori nei prossimi mesi. La domanda che come organizzazione sindacale continuiamo a porre a Governo e Regione è una sola, semplice e scomoda: con quali contratti, con quali salari, con quale futuro pensiamo di riempire quei posti di lavoro? Finché la risposta resterà il silenzio, i numeri record di oggi saranno solo la premessa delle vertenze di domani.



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