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Petrolio Basilicata, Lacorazza: Meloni rispetti Costituzione e Popolo

11/09/2026

Il Capogruppo del Pd: l’energia è materia concorrente tra Stato e Regioni, giurisprudenza e leggi sono già equilibrate; l’atteggiamento e i toni inaccettabili della Meloni porteranno inevitabilmente la nostra Regione al centro del dibattito nazionale, una Regione, per petrolio ed acqua, ancora debitrice rispetto al Paese. Il centrosinistra unitariamente è pronto ad affrontare una discussione trasparente con responsabilità e pragmatismo.



“L’annuncio della Presidente Meloni dello Sblocca Italia/Trivelle ha il sapore antico e neanche molta fortuna ha portato nel tempo; e peraltro lei stessa, insieme al Ministro Salvini, mise benzina nel referendum del 17 aprile 2016. Lascio questo riferimento ai social media manager o agli appassionati di like e di visualizzazioni perché tanto allora, con il governo Renzi, quanto ora, con il governo Meloni, ribadisco che il tema è politico, e politicamente va affrontato. Abbiamo qualche titolo per parlarne, essendo stati tra i principali promotori di un referendum, vinto, poiché su 5 quesiti su 6 imponemmo al Governo nazionale di allora il dietrofront, ed avendo pagato personalmente anche un prezzo politico. È tutto più comodo, bello e social quando sei all’opposizione a Roma e in Basilicata, cosa diversa è se a Roma e in Basilicata sei al governo. Questo fa la differenza, e che differenza, visto che nel secondo caso fare l’attacco con la difesa richiede la politica e la capacità di tenere insieme popolo e governo, competenze e passione. Quella battaglia fu vinta”. Lo dichiara Piero Lacorazza, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che prosegue:

“E io penso che noi, la Basilicata tutta, dobbiamo mobilitarci per vincere ancora; la decisione, e in particolare l’atteggiamento e i toni inaccettabili della Meloni, porteranno inevitabilmente la nostra Regione al centro del dibattito nazionale, una Regione, per petrolio ed acqua, ancora debitrice rispetto al Paese. Per ora mi limito a dire poche cose, non conoscendo il testo del presunto Sblocca Italia/Trivelle. Sia chiaro sin da subito: non potremo consentire scippi come è stato fatto sulla risorsa idrica e con la nascita di ‘Acque del Sud spa’, spostando il rubinetto in mano a pochi e sottraendolo totalmente alla Basilicata. Nei giorni scorsi, sul tema petrolio, ho posto il tema dell’accisa mobile rimettendo al centro la questione IRES, mostrando che la proposta accompagna le nostre posizioni e prova a sostanziare, offrendo una traccia concreta, anche quelle avanzate dalle parti sociali rappresentative del mondo del lavoro e delle imprese”.

“Andiamo al dunque – evidenzia Lacorazza – per evitare che il dibattito sia polarizzato nella luce e nella notte, come ha provato retoricamente e demagogicamente a fare la Meloni ieri sera. Il dunque è semplice: la Meloni non riesce a gestire il caro carburante e mena il can per l’aia. Ho l’impressione che, per preparare un intervento strutturale, non per tutte e tutti, per la riduzione delle accise sui carburanti, debba agitare norme modalità ‘rave party’ da cui è partita la sfilza di decreti per promettere agli italiani più sicurezza; altro fallimento! Ricordiamo che questo è il Governo più longevo della storia della Repubblica e che tra circa un anno si vota; gli effetti delle presunte decisioni? Vorrei dire a chi fa il verso all’atteggiamento meloniano che questo approccio in questi anni non ha pagato. In Basilicata, qualcuno dovrebbe spiegarlo alla Presidente, si è proceduto per accordi nel 1999 e 2006, si sono fatte intese con Governi del centrosinistra, altro che ‘comitatini’ e ‘professionisti del no che annunciano barricate’. Il Centrosinistra unitariamente nei giorni scorsi ha dichiarato che è pronto ad affrontare una discussione trasparente con responsabilità e pragmatismo, con l’idea che la transizione ecologica ed energetica rappresentino insieme una vicenda industriale e la costruzione di un mondo migliore dal punto di vista della giustizia sociale e climatica.”

“Nel merito. L’energia – spiega Lacorazza – come il governo del territorio, è materia concorrente nella Costituzione italiana. La riforma del Titolo V è stata bocciata da un referendum che ha visto anche la Meloni schierata per il NO. Ogni provvedimento deve rispettare la Carta e la giurisprudenza che ne è seguita ha determinato anche un contesto normativo equilibrato tra leale collaborazione ed interesse nazionale. Saranno nominati commissari per accorciare i tempi delle procedure? Capiremo dal testo. Dentro questo contesto, in maniera trasversale, negli anni si è detto, con tanto di voti, ‘non un barile in più rispetto a quelli autorizzati’ e anche, non sfuggirà la sottolineatura, non c’è altro suolo/territorio da occupare rispetto alle concessioni date. Cosa intende la Meloni per nuova ricerca? Nuove concessioni? Anche in questo caso procedure e tempi andrebbero approfonditi e conosciuti. Non c’è da aggiungere altro se non la richiesta di rispetto per il popolo lucano. Sono inaccettabili i toni sprezzanti ed arroganti (me ne frego!) utilizzati a Bari e ieri sera dalla Presidente Meloni; non sono rispettosi del popolo lucano. E se la destra, guidata dal Presidente Bardi, non assumerà lo stesso atteggiamento che anche noi, dal 2014/2016, abbiamo avuto con un ‘governo amico’, ci sarà un problema, un elefante rischia di arrivare nel corridoio del Palazzo della Regione Basilicata".

“Fuori di metafora. Le opposizioni di centrosinistra - conclude Lacorazza - hanno chiesto un Consiglio regionale straordinario; il rischio è che si ripeta il 4 dicembre 2014, quando circa quattromila manifestanti, guidati dagli studenti, giunsero a via Anzio, appunto nel Palazzo della Regione. A differenza dell’accusa di ‘complicità’ che ci rivolse allora la destra e che facemmo cadere guidando un referendum nazionale, vogliamo attendere qualche ora, concedere il tempo per una sostanziale correzione di rotta rispetto ad alcune posizioni che autorevoli esponenti della destra hanno già manifestato. Sapevano? Lo stesso presidente Bardi può rimanere ancora in silenzio?”



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