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Chirurgia senologica a Matera, Cifarelli: Dopo 9 mesi riparte il servizio, ma non è ancora una soluzione strutturata

17/08/2026

"Dopo nove mesi tornano al Madonna delle Grazie gli interventi di chirurgia senologica. È certamente un risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione delle donne, delle associazioni e di un'intera città. Ma ciò che sta accadendo rappresenta anche un paradosso politico colossale: la Regione prima interrompe un servizio essenziale, poi presenta con comunicati roboanti come una grande conquista l'avvio di un'attività che non restituisce ancora a Matera il servizio pieno e strutturato che compete a un ospedale al servizio della seconda città della Basilicata e di un territorio vastissimo".

Lo afferma il consigliere regionale di centrosinistra Roberto Cifarelli, annunciando la presentazione di un'interrogazione al Presidente della Giunta e all'Assessore alla Salute sul rispetto degli standard nazionali e sulla complessiva organizzazione della rete ospedaliera lucana.

"Non si può cancellare ciò che è accaduto. Nel novembre scorso gli interventi per i nuovi casi di carcinoma mammario sono stati fermati improvvisamente, interrompendo un'attività presente da anni al Madonna delle Grazie. Oggi la politica regionale vorrebbe trasformare il rimedio tardivo e parziale a quella decisione in un successo da celebrare. È un'operazione propagandistica che offende l'intelligenza dei cittadini e non risponde alle esigenze delle pazienti".

"Dopo il mio intervento, l'ASM ha precisato che la sospensione dell'attività non sarebbe stata una scelta discrezionale, richiamando la mancanza dei requisiti previsti dalla normativa e non meglio specificate 'disposizioni intervenute a livello ministeriale'. Ma questa spiegazione, anziché chiudere la discussione, rende ancora più evidenti le responsabilità politiche e amministrative e apre interrogativi ai quali la Regione deve rispondere".

"Il DM 70 risale al 2015. Le Breast Unit di San Carlo e CROB sono state individuate dalla Regione nel 2017. La stessa DGR 691 dell'11 novembre 2025, con la quale sono stati fermati gli interventi per i nuovi casi a Matera, conferma che le criticità erano conosciute da anni e che la Regione le aveva ripetutamente rappresentate all'ASM. Dalla delibera emerge inoltre che, tra il 2019 e il 2022, neppure le due Breast Unit regionali avevano raggiunto lo standard previsto. Perché, allora, il rigore è stato applicato improvvisamente e soltanto a Matera?".

Cifarelli richiama anche il nuovo Atto aziendale dell'ASM: "Nel luglio 2025 l'Azienda sanitaria di Matera ha adottato il proprio Atto aziendale, modificandolo nel mese di agosto e presentandolo come coerente con i DM 70 e 77. Se il problema della Chirurgia senologica era noto da anni, perché non è stato affrontato in quella sede? Quali sarebbero le nuove disposizioni ministeriali intervenute successivamente? Il Ministero ha davvero introdotto nuove regole oppure ha semplicemente chiesto alla Regione di sanare una criticità già ampiamente conosciuta?".

"La Regione ha approvato definitivamente l'Atto aziendale ASM il 17 dicembre 2025, oltre un mese dopo la decisione di fermare gli interventi. È quindi legittimo chiedere quale configurazione fosse prevista per la Chirurgia senologica di Matera e quali verifiche fossero state effettuate prima di approvare quell'Atto. Non è accettabile che gli strumenti di programmazione vengano approvati senza risolvere problemi noti e che, subito dopo, siano i cittadini a pagarne le conseguenze".

Secondo Cifarelli, la soluzione individuata attraverso l'integrazione tra ASM e CROB dimostra che la chiusura non era l'unica strada possibile: "Rispettare gli standard non significava necessariamente smantellare l'attività a Matera. Si poteva e si doveva costruire subito una rete clinica, organizzare équipe interaziendali e garantire continuità agli interventi. È esattamente la soluzione alla quale si arriva oggi, dopo nove mesi di interruzione e soltanto in seguito a una straordinaria mobilitazione della comunità materana".

"Ma non possiamo neppure far finta che sia stato ripristinato tutto. Quello annunciato è un servizio organizzato attraverso l'integrazione con il CROB, non ancora una struttura pienamente autonoma e consolidata all'interno dell'ospedale di Matera. Per una città come Matera, per il bacino di utenza della sua provincia e per il ruolo che il Madonna delle Grazie dovrebbe svolgere nella sanità regionale, non può essere considerato il punto di arrivo. È, al massimo, il primo passo per riparare un danno che non avrebbe dovuto essere prodotto".

Cifarelli estende quindi la questione all'intera rete ospedaliera regionale: "Se il rispetto del DM 70 è stato assunto come criterio per intervenire sulla Chirurgia senologica di Matera, allora lo stesso criterio deve valere ovunque. Con l'interrogazione chiedo alla Giunta di rendere disponibile al Consiglio regionale una ricognizione completa dei presidi di San Carlo, Matera, Policoro, Melfi, Villa d'Agri, Lagonegro e CROB. Per ogni ospedale e per ogni disciplina vogliamo conoscere gli standard previsti, i dati effettivi, gli eventuali scostamenti, le soluzioni programmate e i tempi di adeguamento".

"Non chiediamo la chiusura di altri reparti. Chiediamo esattamente il contrario: una strategia capace di difendere e potenziare la sanità pubblica lucana. Dove occorre investire, si investa; dove servono reti cliniche, si costruiscano; dove sono necessarie équipe interaziendali, si rendano operative; dove bisogna concentrare alcune attività per garantire sicurezza e qualità, lo si faccia sulla base di criteri trasparenti, omogenei e non penalizzanti per singoli territori".

"La sanità lucana non può continuare a essere governata reparto per reparto, emergenza dopo emergenza, senza una visione complessiva. Il DM 70 non può essere agitato come una clava quando serve per giustificare un taglio e poi dimenticato quando gli stessi standard non vengono rispettati altrove. Deve essere uno dei riferimenti di una programmazione seria, trasparente e uniforme dell'intera rete ospedaliera".

"Il punto politico è chiarissimo: una Regione che prima taglia un servizio e poi celebra rumorosamente la sua riattivazione parziale non sta programmando la sanità, sta inseguendo le conseguenze delle proprie decisioni. A Matera si torna finalmente a operare, ed è un risultato importante soprattutto per le pazienti. Ma la propaganda non può nascondere le domande: perché si è deciso di chiudere prima di costruire una soluzione alternativa? Perché sono stati necessari nove mesi? Perché si è intervenuti soltanto dopo la mobilitazione della città? E soprattutto, quando Matera avrà una Chirurgia senologica pienamente strutturata, stabile e adeguata al ruolo del suo ospedale? Su questo la Regione deve rispondere, senza trionfalismi e senza altri comunicati autocelebrativi".
Matera, 17 agosto 2026



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