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L’appello dei primi cittadini contro rischio di nuove disuguaglianze. Tortorelli rilancia 'Progetto Basilicata 2026/36'

10/08/2026

La Basilicata dei sindaci si mobilita contro il rischio che l'autonomia differenziata possa trasformarsi in una nuova frattura tra Nord e Sud. Sono circa ottanta i primi cittadini lucani che hanno sottoscritto l'appello rivolto al Governo centrale per chiedere un passo indietro sull'iter delle pre-intese e un'attuazione dell'autonomia «equa e costituzionalmente corretta», nel rispetto della legge 26 giugno 2024, n. 86 e dei principi indicati dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 192 del 2024.

Una presa di posizione che arriva direttamente dai territori, da amministratori che quotidianamente si confrontano con lo spopolamento dei piccoli comuni, la carenza di servizi, le difficoltà della sanità, i collegamenti insufficienti e la progressiva perdita di giovani e competenze.

Tortorelli: «Una nuova idea di Basilicata»
È su questo terreno che la UIL Basilicata rilancia il “Progetto Basilicata 2026-2030”, una proposta che punta a costruire una strategia di sviluppo di medio-lungo periodo partendo dall'ascolto delle comunità.

Il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, individua nelle aree interne non delle «periferie da assistere», ma comunità vive che devono essere messe nelle condizioni di crescere e di attrarre nuove energie.

Un'impostazione maturata anche attraverso “On the Way. 131 – La UIL Basilicata incontra le Persone”, il percorso realizzato nei 131 comuni lucani per incontrare cittadini, lavoratori, pensionati, giovani e amministratori.

«On The Way non è stata soltanto un'iniziativa – afferma Tortorelli – ma un metodo permanente di lavoro: un sindacato che va nei territori, ascolta le persone e intercetta i problemi prima che diventino emergenze. Vogliamo costruire insieme ai lucani una nuova visione della Basilicata».

Dall'ascolto dei territori nasce la “Magna Carta sociale e territoriale della Basilicata”, una piattaforma che individua le priorità sulle quali concentrare le politiche regionali nei prossimi anni.

Il primo punto è il lavoro. Non soltanto più occupazione, ma occupazione stabile, sicura e qualificata. Per la UIL servono investimenti produttivi, capacità di attrarre nuove imprese e soprattutto la possibilità di trattenere in Basilicata una quota maggiore del valore prodotto.

«Senza lavoro non c'è futuro per le nostre comunità», sottolinea Tortorelli.

Giovani e diritto a restare
La seconda grande sfida è quella demografica. La Basilicata continua a fare i conti con l'emigrazione giovanile e con l'invecchiamento della popolazione. Per questo il sindacato propone di rafforzare il rapporto tra scuola, università e imprese, sviluppare percorsi di alta formazione e creare condizioni concrete per favorire il rientro dei giovani lucani che hanno costruito il proprio percorso professionale fuori regione.

Non si tratta, quindi, soltanto di convincere i giovani a non partire. La sfida è rendere la Basilicata abbastanza attrattiva da consentire loro di tornare.

Da qui la prospettiva indicata da Tortorelli: trasformare la regione «da terra di emigrazione a terra di ritorno».

Un obiettivo che, secondo la UIL, richiede una politica complessiva. Il lavoro deve essere accompagnato da servizi sanitari efficienti, scuole di qualità, infrastrutture, trasporti, connettività digitale e welfare territoriale.

Sanità e servizi di prossimità
La sanità rappresenta uno dei capitoli più delicati. Il potenziamento dei servizi di prossimità viene indicato come una priorità soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove la distanza dai principali presidi sanitari pesa maggiormente sulla vita quotidiana delle persone.

Il ragionamento della UIL si lega direttamente alla battaglia sull'autonomia differenziata. Se i diritti fondamentali devono essere garantiti in maniera uniforme sul territorio nazionale, sostiene il sindacato, occorre evitare che la capacità di accesso ai servizi dipenda dalla ricchezza o dalla capacità fiscale della Regione di appartenenza.

È il nodo dei livelli essenziali delle prestazioni e della perequazione, che diventa centrale nel confronto politico sull'autonomia.

Infrastrutture per uscire dall'isolamento
Altro capitolo fondamentale del “Progetto Basilicata 2026-2030” è quello delle infrastrutture. Per la UIL la regione deve superare definitivamente il proprio isolamento e migliorare i collegamenti con i grandi assi nazionali ed europei.

«La Basilicata deve superare il proprio isolamento e diventare più connessa ai grandi assi nazionali ed europei», sostiene Tortorelli.

Una rete infrastrutturale più efficiente viene considerata decisiva non soltanto per la mobilità dei cittadini, ma anche per lo sviluppo economico. Turismo, agroalimentare, manifattura, ricerca e innovazione hanno bisogno di territori accessibili e collegati.

Borghi, energia e ambiente
La piattaforma della UIL comprende inoltre la valorizzazione dei borghi e delle comunità locali, l'energia, la tutela dell'ambiente e la gestione delle risorse naturali.

Anche in questo caso la parola chiave è territorio. Le risorse della Basilicata, sostiene il sindacato, devono produrre benefici concreti per le comunità che le ospitano, attraverso investimenti, occupazione e servizi.

La “Magna Carta sociale e territoriale” mette quindi insieme lavoro e sviluppo, welfare e infrastrutture, ambiente ed energia, formazione e innovazione. Un progetto che vuole superare la logica degli interventi emergenziali per costruire una programmazione pluriennale.

«Non possiamo rassegnarci al declino»
Il confronto sull'autonomia differenziata diventa così, per la UIL Basilicata, parte di una questione più ampia: quale modello di sviluppo scegliere per i prossimi anni.

Da una parte c'è il rischio di una maggiore frammentazione dei diritti e delle opportunità; dall'altra la proposta di rafforzare la coesione nazionale e territoriale attraverso investimenti e politiche di riequilibrio.

L'appello degli ottanta sindaci va nella stessa direzione. La richiesta al Governo è che l'autonomia non produca cittadini di serie A e di serie B, ma sia accompagnata da strumenti capaci di garantire gli stessi diritti fondamentali in ogni parte del Paese.

Per la UIL, la Basilicata deve essere protagonista di questa discussione, non limitarsi a subirla.

Il “Progetto Basilicata 2026-2030” nasce proprio con questo obiettivo: mettere al centro le persone e costruire una regione nella quale restare sia una scelta possibile, lavorare sia una prospettiva concreta, curarsi vicino casa sia un diritto e vivere nei piccoli comuni non significhi essere cittadini di serie B.

«Vogliamo costruire insieme ai lucani una nuova visione della Basilicata», ribadisce Tortorelli.

Una visione che parte dai 131 comuni attraversati dalla UIL e arriva alla sfida del 2030. Con una convinzione di fondo: la coesione territoriale non è un costo, ma la condizione per costruire sviluppo, lavoro e futuro.



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