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Aggressione nel carcere di Potenza, il SAPPE: ''Basta violenze contro la Polizia Penitenziaria''

8/08/2026

“Basta aggressioni contro la Polizia Penitenziaria. Non possiamo più assistere alla sistematica esposizione dei nostri poliziotti alla violenza senza dotarli degli strumenti necessari per difendersi”. Lo denunciano Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), e Saverio Brienza, segretario nazionale SAPPE per la Basilicata, dopo la gravissima aggressione avvenuta oggi nella Casa circondariale di Potenza.
L’episodio si è verificato dopo le 13 nel reparto osservazione dell’istituto. Un detenuto di nazionalità nigeriana, per motivi che il SAPPE definisce “del tutto pretestuosi”, avrebbe aggredito fisicamente un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria in servizio. Il poliziotto ha riportato diverse ferite alla testa e al volto ed è stato accompagnato d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Potenza, dove è tuttora sottoposto alle cure e agli accertamenti dei sanitari. La prognosi non è ancora stata resa nota.
“Esprimiamo la massima solidarietà al collega, che ancora una volta ha pagato sulla propria pelle il prezzo di un sistema penitenziario nel quale la violenza nei confronti del personale sembra essere diventata una drammatica quotidianità – affermano Capece e Brienza -. Non possiamo limitarci a contare i feriti e a esprimere solidarietà dopo ogni aggressione. È una politica fallimentare”. “Da anni chiediamo strumenti concreti di autotutela. Lo spray al peperoncino deve essere assegnato immediatamente alla Polizia Penitenziaria. È uno strumento non letale, di semplice utilizzo e che può consentire all’operatore di interrompere un’aggressione senza ricorrere a mezzi più invasivi. Continuare a negarlo significa lasciare gli agenti in balia dei violenti”.
Per i due esponenti del SAPPE, “l’inerzia dell’Amministrazione e della politica rischia ormai di generare un gravissimo effetto emulativo. Ogni aggressione non adeguatamente contrastata rischia di diventare un precedente e di rafforzare, nei soggetti più violenti, la convinzione di poter aggredire un poliziotto senza che questo determini conseguenze sufficientemente deterrenti”.
“Chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato – sottolineano Capece e Brienza -. E lo Stato non può permettersi di apparire debole proprio nei luoghi nei quali esercita una delle sue funzioni più delicate: la custodia e la sicurezza. Il personale della Polizia Penitenziaria non può essere mandato allo scontro a mani nude contro detenuti violenti”.
“Chiediamo al ministro della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di passare immediatamente dalle parole ai fatti. Servono organici adeguati, organizzazione, formazione e strumenti di difesa. Ma lo spray al peperoncino, oggi, non può più essere rinviato”.
“Non aspettiamo che ci scappi il morto per accorgerci che il problema esiste. La sicurezza dei poliziotti penitenziari viene prima di qualsiasi alibi burocratico. Chi ha la responsabilità di decidere decida. Subito”, concludono Capece e Brienza.



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