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La voce della Politica
| Cisl: confronto sul Piano regionale della prevenzione per tutelare la salute dei lucani |
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29/07/2026 | Nei giorni scorsi è stato approvato, con il via libera del ministero dell’Economia e delle Finanze il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 (PNP) con intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni e Province autonome. Il PNP è uno dei principali strumenti di programmazione nazionale, dentro il quale sono definiti i principali obbiettivi e le azioni conseguenti al fine di guidare tutte le attività di prevenzione e promozione della salute che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire in modo uniforme sul territorio italiano: è lo strumento centrale con cui lo Stato definisce sul tema priorità, obiettivi, programmi e standard che Regioni e Province autonome devono poi tradurre, attraverso l’adozione dei loro Piani Regionali della Prevenzione (PRP).
Il nuovo PNP 2026-2031, e i conseguenti PRP, sono chiamati a rafforzare gli interventi tradizionali e i risultati ottenuti, in continuità con l’approccio One Health, per affrontare in maniera sistemica e coordinata le connessioni tra salute umana, animale e ambientale. Il PRP è lo strumento operativo per l’attuazione dei LEA dell’area “Prevenzione collettiva e sanità pubblica” che deve essere strutturalmente integrato nella rete territoriale prevista dal DM 77/2022, presupposto fondamentale per garantire prossimità, accessibilità e continuità degli interventi di prevenzione, a partire dagli screening oncologici, le vaccinazioni, la promozione di stili di vita salutari, la sfida dell’invecchiamento attivo.
I PRP dovranno agire nella direzione di superare le disparità, oggi significativamente presenti tra le Regioni, con disuguaglianze nell’accesso ai servizi e nella qualità degli interventi, punto che per noi rimane una sfida prioritaria per garantire equità e omogeneità su scala nazionale, attraverso azioni trasversali attinenti l’intersettorialità, la formazione, la comunicazione, l’equità, responsabilità e trasparenza.
Sarà necessario raccogliere dati epidemiologici, demografici, socioeconomici, comportamentali e organizzativi per descrivere il contesto e lo stato di salute della popolazione; confrontare i bisogni reali con l’offerta dei servizi; monitorare nel tempo i cambiamenti del contesto e della salute; valutare l’efficacia delle azioni intraprese. Nel nuovo PNP vengono individuati 7 Macro Obiettivi (MO) che identificano le aree di intervento prioritarie per la salute pubblica quali: MO1 - Malattie croniche non trasmissibili; MO2 - Dipendenze e problemi correlati; MO3 - Incidenti domestici e stradali; MO4 - Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori; MO5 - Ambiente, clima e salute; MO6 - Malattie infettive prioritarie; MO7 - Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. Come sindacato teniamo particolarmente al MO4 - Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori che è strettamente connesso alche al MO5 - Ambiente, clima e salute.
L'ossatura operativa del PNP è costituita dai 14 Programmi predefiniti (PP): guardiamo con particolare interesse ed attenzione al programma predefinito PP3 - Luoghi di lavoro che promuovono salute, al PP5 - Piano mirato di prevenzione (PMP) per la definizione di modello di monitoraggio della qualità e dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; al PP7 - Prevenzione in edilizia, agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro; e al PP9 - Ambiente, clima e salute, piano che confermano ancora una volta il nesso strettissimo tra salute e lavoro e la necessità di fare dei luoghi di lavoro dei luoghi di promozione della salute e di stili di vita sani.
Due sono le date importanti: la prima il prossimo 30 settembre, data entro la quale le Regioni dovranno inserire nella piattaforma nazionale gli elementi necessari a valutare la correttezza e corrispondenza della pianificazione regionale agli obbiettivi generali fissati dal PNP, la seconda: il 31 dicembre 2026 per l’adozione, con atto formale, dei nuovi Piani regionali di prevenzione (PRP). È necessario attivare quanto prima il confronto con il sindacato per la stesura di un documento di grandissima importanza per il profilo di salute ed equità della comunità lucana, consapevoli che date le caratteristiche socio demografiche della nostra regione, che si appresta a dover convivere con le caratteristiche tipiche di una società anziana.
È necessario più che altrove investire nella prevenzione, nell’accessibilità alle cure e nella promozione di corretti stili di vita, ed invertire una tendenza che vede la Basilicata di anno in anno progressivamente scendere lungo la classifica regionale del ranking dei Livelli essenziali di assistenza del ministero della Salute. Ricordiamo che nel 2017 era all’undicesimo posto, nel 2024 è al diciottesimo posto: retrocedere di 7 posti, significa peggioramento del profilo di salute di una intera comunità. Riteniamo che la definizione del piano regionale di prevenzione, con un attento e mirato studio dei dati epidemiologici, del profilo reale di salute della comunità, e un vero confronto nel merito con le organizzazioni sindacali, possa rappresentare l’occasione per invertire la tendenza delle perfomance LEA della Basilicata. |
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