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Basilicata. Acque minerali, approvata la riforma

29/07/2026

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato la riforma della disciplina in materia di ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali. Il disegno di legge era stato proposto dalla Direzione Infrastrutture per aggiornare una normativa che negli anni aveva evidenziato criticità applicative, introducendo un sistema chiaro per la determinazione dei contributi dovuti dai concessionari e rafforzando il ritorno economico per i territori, incrementando le royalties destinate ai Comuni interessati e al Parco naturale regionale del Vulture.

"Dal 1996, a dimostrazione che la norma era farraginosa così come i pregressi tentativi di modificarla, non era mai stato pagato alcun canone per l’acqua emunta e non imbottigliata. Ora si pagherà in una logica di equità. Con l'approvazione del ddl portiamo a compimento un percorso avviato nei mesi scorsi, costruito attraverso un'approfondita attività tecnica e amministrativa che ha coinvolto la Direzione generale Infrastrutture, i suoi uffici e i suoi tecnici, ai quali rivolgo il mio ringraziamento. Abbiamo affrontato una materia complessa con l'obiettivo di superare criticità applicative che si trascinavano da tempo, individuando una soluzione equilibrata, sostenibile e fondata su presupposti tecnici. Il confronto in Consiglio regionale ha ulteriormente arricchito il provvedimento, confermando come il dialogo istituzionale rappresenti un valore quando è orientato a dare risposte ai territori". È il commento del vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe.

La riforma modifica e integra la legge regionale che disciplina la ricerca e la coltivazione delle acque minerali e termali, aggiornando il sistema contributivo applicato ai concessionari. La principale novità riguarda il contributo dovuto per l'acqua emunta e non imbottigliata, compresa quella utilizzata a fini industriali. Il testo stabilisce che il contributo sia determinato applicando un'aliquota di 0,30 euro per metro cubo al 20 per cento del volume complessivo dell'acqua imbottigliata, introducendo un criterio forfettario fondato sulle risultanze dell'istruttoria tecnica. La scelta del parametro del 20 per cento deriva dall'analisi dei processi produttivi del settore e rappresenta una stima prudenziale della quota di acqua emunta ma non destinata alla commercializzazione, superando le difficoltà di una misurazione diretta e uniforme dei quantitativi impiegati per esigenze tecniche.

"Ho tenuto confronti sul territorio con sindaci, rappresentanti istituzionali, rappresentanti del mondo delle imprese e cittadini, a valle dei quali, come da impegni, è stata incrementata la percentuale di royalties in favore dei comuni ed è istituita per il Parco del Vulture. Con questa riforma - spiega Pepe - affermiamo tre principi molto chiari. Il primo è che una risorsa pubblica come l'acqua deve generare un contributo a favore della collettività secondo regole certe, trasparenti ed equilibrate. Il secondo è che le imprese che investono in Basilicata non vanno demonizzate. Producono occupazione, valore e sviluppo e devono poter operare all'interno di un quadro normativo chiaro e stabile. Il terzo è che una parte della ricchezza generata dall'utilizzo di questa risorsa deve tornare ai territori che la custodiscono. Pertanto abbiamo rafforzato il ritorno economico a favore dei Comuni interessati e del Parco naturale regionale del Vulture, affermando un principio di equità che riteniamo fondamentale".

La norma introduce inoltre l'obbligo per i concessionari di comunicare trimestralmente alla Regione i dati relativi ai volumi di acqua imbottigliata e di acqua emunta e non imbottigliata e abroga la disciplina transitoria introdotta nel 2020. Nel testo approvato è stata inoltre recepita la modifica introdotta durante l'esame in Terza Commissione, che incrementa la quota delle royalties destinate al territorio.

"Questa riforma - commenta Pepe - fissa regole più chiare, garantisce un sistema contributivo più coerente con le caratteristiche del settore e rafforza il principio secondo cui la valorizzazione di una risorsa naturale deve produrre benefici anche per i territori che la custodiscono. È una legge che guarda al futuro, coniugando sostenibilità ambientale, certezza delle regole, sviluppo e responsabilità istituzionale. La Basilicata dispone oggi di una disciplina più moderna, equilibrata e capace di accompagnare la crescita del settore nel rispetto dell'interesse pubblico. Credo che la politica abbia dimostrato di saper essere autorevole, equidistante dalle posizioni di parte e protagonista di una rinascita bisognosa di riforme. Sono fiducioso nel fatto che ieri ci sia stato un nuovo inizio fatto di coraggio e di buonsenso”.



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