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La voce della Politica
| Latte, Cia-Agricoltori Bas: bene l'accordo sul prezzo alla stalla, ora garantire reddito e stabilità agli allevatori |
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26/06/2026 | Cia-Agricoltori Basilicata esprime soddisfazione per l'intesa raggiunta al tavolo lattiero-caseario convocato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che definisce il prezzo del latte alla stalla fino al 31 dicembre 2026 e offre agli allevatori un quadro di maggiore certezza in una fase caratterizzata dall'aumento della produzione europea e dalle forti tensioni sui mercati.
L'accordo, che segue quelli sottoscritti a dicembre 2025 e a marzo 2026, prevede per il Nord Italia un prezzo progressivo di 48 centesimi al litro nei mesi di luglio e agosto, 49 centesimi a settembre e ottobre e 50 centesimi a novembre e dicembre, con un sistema di indicizzazione collegato all'andamento del mercato del Grana Padano. Per il Centro-Sud viene confermato il principio di una remunerazione aggiuntiva destinata a compensare i maggiori costi di produzione sostenuti dagli allevatori, così come previsto nelle precedenti intese.
«L'intesa semestrale sul prezzo del latte alla stalla mira a garantire più certezze agli allevatori in una fase di incremento produttivo che richiede stabilità per l'intero comparto – dichiara il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini –. Si introduce un equilibrio di mercato utile a frenare le speculazioni da qui a fine anno».
Fini sottolinea però la necessità di mantenere alta l'attenzione sulle criticità ancora aperte. «L'accordo raggiunto dà prospettiva alle stalle, ma manterremo alta la guardia. Il prezzo pieno al 100% è vincolato ai volumi del 2025, mentre le eventuali eccedenze saranno demandate alla trattativa privata con l'industria, un fronte delicato per la tenuta contrattuale dei produttori. Positivo il ricorso ai controlli terzi sui dati produttivi del 2026, ma l'obiettivo resta la difesa strutturale del reddito agricolo e una collaborazione sempre più forte lungo tutta la filiera».
Per Cia Basilicata l'accordo assume un'importanza particolare in una regione dove l'allevamento bovino rappresenta una componente significativa dell'economia agricola. Gli allevatori di bovini sono complessivamente poco meno di 3.000 e ogni anno consegnano all'industria lattiero-casearia circa 152 mila tonnellate di latte vaccino. Il comparto dei prodotti lattiero-caseari genera inoltre un volume di scambi commerciali stimato in circa 3 milioni di euro, contribuendo al reddito di centinaia di aziende agricole distribuite sull'intero territorio regionale.
«La conferma della remunerazione aggiuntiva per il Centro-Sud – evidenzia Cia Basilicata – rappresenta un elemento fondamentale perché riconosce le maggiori difficoltà strutturali che caratterizzano gli allevamenti delle regioni meridionali, dove incidono in misura più elevata i costi dei mangimi, dell'energia, dei trasporti e della logistica».
L'organizzazione agricola valuta positivamente anche il mantenimento del sistema di indicizzazione sui quantitativi prodotti nel 2025 e la decisione di affidare a soggetti terzi i controlli sui dati produttivi del 2026, strumenti che rafforzano la trasparenza del mercato e limitano possibili fenomeni speculativi.
Resta tuttavia aperto il tema della gestione delle produzioni eccedenti, che continueranno a essere disciplinate dalla contrattazione privata tra allevatori e industria. «È un aspetto che dovrà essere monitorato con attenzione – sottolinea Cia Basilicata – affinché nessuna impresa agricola venga penalizzata in una fase nella quale i costi di produzione restano elevati e i margini aziendali continuano a essere compressi».
Per l'organizzazione agricola il comparto lattiero-caseario lucano dispone di importanti potenzialità di crescita, legate sia alla qualità delle produzioni sia alla valorizzazione delle filiere territoriali e delle produzioni certificate. Per questo diventa indispensabile accompagnare gli accordi sul prezzo con interventi strutturali a sostegno degli allevamenti, investimenti per l'innovazione aziendale, misure per favorire il ricambio generazionale e politiche capaci di rafforzare il potere contrattuale dei produttori lungo tutta la filiera.
«La stabilità dei prezzi – conclude Cia Basilicata – rappresenta una condizione indispensabile per consentire alle aziende di programmare investimenti e attività produttive. Ma occorre continuare a lavorare per garantire una giusta remunerazione del latte, salvaguardare la competitività delle imprese zootecniche lucane e assicurare un futuro a un comparto strategico per l'agricoltura e per le aree interne della Basilicata.» |
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