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Rotonda: controreplica del sindaco sulla situazione del Poliambulatorio

30/05/2026

Dopo i comunicati sul Poliambulatorio del gruppo di opposizione "Rotonda Futura e del Circolo di Rotonda del Pd, è arrivata la controreplica del sindaco di Rocco Bruno.

La nota del sindaco di Rotonda

Dopo la lettura di alcuni comunicati con annessi commenti ritengo doverose alcune precisazioni.
Ricostruire oggi la vicenda della Casa di Comunità come se il Comune di Rotonda fosse rimasto fermo e silenzioso non corrisponde alla realtà dei fatti.
Dal momento in cui l’Amministrazione comunale ha appreso della decisione assunta da ASP e Regione (senza la minima condivisione, quasi di nascosto), si è battuta con determinazione contro quella scelta, mettendo in campo atti amministrativi, iniziative istituzionali, interlocuzioni formali e ricorsi. Una battaglia portata avanti con forza e responsabilità per difendere il ruolo sanitario di Rotonda e i diritti dei cittadini.
Non si può scoprire improvvisamente questa vicenda, con tutto ciò che negli ultimi anni si è detto e fatto. Tra l’altro un gruppo consiliare dispone di tutti gli strumenti per approfondire i fatti: può accedere liberamente agli atti dell’Ente, verificare documenti, iniziative e provvedimenti adottati negli ultimi anni. Prima di cimentarsi in ricostruzioni parziali o comunicati politici, sarebbe opportuno consultare la documentazione disponibile. Questo in generale e non solo sulla vicenda in argomento.
Allo stesso modo ritengo utile evidenziare come noi non abbiamo mai organizzato incontri riservati o esclusivi con cittadini, partiti o associazioni, escludendo il gruppo di minoranza. Ma, al contrario, eravamo ben consapevoli che il PD di Rotonda si riuniva periodicamente con associazioni e realtà del territorio e abbiamo persino chiesto di essere coinvolti e invitati a quei momenti di confronto. Nessuno è mai stato escluso dal dialogo; semplicemente, chi oggi lamenta di non essere stato ascoltato spesso non ha partecipato e non ha chiesto di farlo we quando c’era la possibilità di farlo.
Vorrei inoltre chiarire un punto fondamentale: non ho mai cantato vittoria e non ho mai chiesto ai cittadini di esultare. Chi segue questa vicenda sa bene che ho sempre sostenuto, fin dall’inizio, che la scelta di realizzare la Casa di Comunità altrove fosse illogica e antieconomica. Ho sempre evidenziato il rischio che tale decisione producesse proprio le criticità che oggi stiamo vivendo, rimarcando l’opportunità di valorizzare l’esistente ben sapendo che il problema del personale sarebbe emerso.
Se oggi il poliambulatorio mantiene una propria funzione all’interno del nuovo assetto sanitario, ciò non cancella una scelta che abbiamo sempre contestato e che continuiamo a ritenere sbagliata. Proprio per questo trovo singolare che si voglia attribuire al mio intervento un significato che non ha mai avuto.
Così come con il mio post non mi sono autocelebrato. Ho semplicemente comunicato l’esito raggiunto attraverso il confronto istituzionale, la concertazione e il dialogo con tutti i soggetti coinvolti. Un risultato che consente di preservare una presenza sanitaria importante per la comunità. E se oggi si è arrivati a questo punto, è proprio grazie a quel dialogo e a quella capacità di confronto che, purtroppo, sono mancati negli anni in cui furono assunte le decisioni che hanno determinato l’attuale situazione.
E, a dire il vero, non occorre nemmeno leggere le parole del collega Rizzo per scoprire che la Casa di Comunità è una struttura pensata al servizio dell’intera Valle del Mercure e non del solo Comune nel quale ricade. Questo è un principio noto, previsto dalla stessa impostazione delle Case di Comunità e talmente evidente che quasi mi imbarazza doverlo specificare.
È inoltre opportuno chiarire ai cittadini un aspetto essenziale. Il poliambulatorio di Rotonda continuerà ad assicurare servizi in condivisione e in integrazione con la Casa di Comunità: dalle attività specialistiche al CUP, dai prelievi allo sportello di assistenza primaria. Questo è l’assetto definito e sul quale si sta lavorando.
Oggi, però, l’Azienda Sanitaria si trova a fare i conti con una situazione complessa, caratterizzata da difficoltà economiche e soprattutto da una carenza di personale medico e infermieristico. È questa la vera criticità, da noi più volte segnalata, che condiziona l’organizzazione dei servizi. In attesa che gli specialisti rispondano agli avvisi e alle procedure di reclutamento già avviate, alcune attività e alcune presenze professionali dovranno inevitabilmente essere alternate tra le due strutture.
Possiamo definire tutto questo un rafforzamento della sanità territoriale? Ad oggi, con onestà, no. Sarebbe poco serio affermarlo. Tuttavia, sarebbe altrettanto sbagliato ignorare la realtà e alimentare contrapposizioni che non aiutano nessuno. Oggi esistono due strutture sanitarie che devono coesistere e che hanno il dovere di integrarsi per garantire il miglior servizio possibile ai cittadini di Rotonda e dell’intera Valle del Mercure.
La vera sfida è proprio questa: fare in modo che le due strutture non diventino concorrenti ma complementari, valorizzando le rispettive funzioni e creando le condizioni affinché i servizi sanitari territoriali vengano progressivamente rafforzati. Ed è esattamente su questo che, in sinergia, Sindaci, ASP e Regione stanno lavorando, nella consapevolezza che la priorità non è rivendicare bandierine o primati territoriali, ma garantire ai cittadini risposte concrete e servizi adeguati.
Per questo motivo ho più volte affermato che, su questa vicenda, non ci sono vincitori. Siamo tutti sconfitti quando il territorio perde l’opportunità di compiere scelte programmatiche condivise.
Oggi il compito di tutti deve essere quello di evitare ulteriori errori, abbandonare protagonismi e strumentalizzazioni e lavorare insieme affinché la riorganizzazione sanitaria garantisca ai cittadini servizi adeguati, personale sufficiente e un’assistenza all’altezza dei bisogni del territorio.
La salute dei cittadini merita serietà, responsabilità e collaborazione istituzionale.



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