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M5S Basilicata. Vertenza Callmat: tra incertezze, tagli e 320 posti a rischio

30/05/2026

Sulla vertenza Callmat è tempo di superare la propaganda e di guardare alla realtà dei fatti, che purtroppo vede oltre 320 famiglie a un passo dal triste scenario che si voleva scongiurare. La recente replica dell’assessore Cupparo sui futuribili progetti da 10 milioni di euro si scontra con una verità meno rosea: i due bandi per la digitalizzazione sembrano non essere mai partiti e, allo stato attuale, l’unico atto concreto e pubblicato dalla Regione Basilicata resta l'avviso '#BASILIMPRESAINVESTIMENTI' che non garantisce la continuità aziendale ma incentiva altre imprese ad assumere, tra l’altro solo una parte dei lavoratori Callmat, sancendo di fatto lo smantellamento della società.

Una criticità denunciata dalla stessa governance di Callmat in una recente lettera ai sindacati, in cui definisce il bando regionale 'del tutto inidoneo' e annuncia l’avvio delle procedure di mobilità per gli oltre 320 lavoratori entro fine giugno 2026, complici il blocco delle commesse e l'assenza di soluzioni strutturali.

Il quadro è aggravato dallo slittamento al 10 giugno del tavolo di crisi presso il Mimit. Un rinvio che prolunga l'attesa dei lavoratori e che ha indotto alla mobilitazione: l'opposizione in Consiglio comunale a Matera ha chiesto una convocazione straordinaria per fare fronte comune, mentre la Prefettura è stata investita direttamente dell'emergenza.

A rendere lo scenario ancora più opaco si aggiunge la condotta di TIM, che sta svuotando il call center di Matera giustificando il taglio dei volumi con una presunta 'mancanza di traffico'. In realtà, vi è il fondato sospetto di una esternalizzazione dell'assistenza 119 verso l'intelligenza artificiale della start-up israeliana Wonderful.

Una scelta che, laddove confermata, riteniamo doppiamente inaccettabile: da un lato, contrasta apertamente con l'impegno di interrompere i rapporti commerciali con Israele, di fronte al drammatico scenario di occupazione e genocidio a Gaza; dall'altro, calpesta il valore e la tutela di lavoratrici e lavoratori cinicamente soppiantati da un algoritmo che, peraltro, starebbe già penalizzando gli utenti con un servizio che parrebbe essere scadente e motivo di lunghi tempi d’attesa. Tutto ciò avverrebbe, tra le altre cose, in violazione delle direttive in materia di telecomunicazioni. Queste ultime, infatti, impongono ai concessionari di mettere a disposizione un operatore umano per i reclami e di garantire una risposta entro 150 secondi; norme sulla cui osservanza l'AGCOM dovrebbe vigilare.

L’assessore Cupparo non può continuare a liquidare le nostre denunce come superficiali. Tra bandi regionali che restano sulla carta, il disimpegno di TIM a favore dell'IA israeliana e i licenziamenti collettivi ormai avviati da Callmat, il territorio materano rischia un vero e proprio tracollo sociale. Al tavolo ministeriale del 10 giugno pretendiamo che la Regione attivi immediatamente i percorsi strutturali promessi e che TIM risponda delle proprie scelte davanti a lavoratrici, lavoratori e alle istituzioni.

Auspichiamo, infine, l’apertura di un dibattito serio e concreto relativamente all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, prima che altre persone vedano erosi i propri diritti o si ritrovino direttamente in mezzo a una strada. Ci chiediamo quanti altri casi Callmat e SmartPaper debbano consumarsi prima che ciò accada.

Viviana Verri, Alessia Araneo (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)



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