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Rotonda Futura: ‘Il Poliambulatorio non chiude ma viene depotenziato’

29/05/2026

Il gruppo di minoranza in Consiglio comunale, “Rotonda Futura”, ha diramato un comunicato in merito alle rassicurazioni del sindaco di Rotonda, Rocco Bruno, circa il futuro del Poliambulatorio.

La nota di Rotonda Futuro

Abbiamo letto il comunicato del Sindaco di Rotonda e, a differenza di chi oggi canta vittoria, noi riteniamo che le parole utilizzate raccontino una realtà ben diversa. Nessuno mette in discussione il fatto che il poliambulatorio resterà aperto. Ma il problema non è l'insegna all'ingresso dell'edificio. Il problema sono i servizi che saranno realmente garantiti ai cittadini.
Nel comunicato si afferma che il poliambulatorio di Rotonda opererà "in connessione con la nuova Casa di Comunità di Viggianello" e che sarà pubblicato un calendario con la distribuzione di turni, orari e servizi tra le due strutture.
È proprio qui il punto. Se tutti i servizi, tutte le prestazioni specialistiche e tutte le funzioni sanitarie restassero a Rotonda, non vi sarebbe alcuna necessità di redistribuire attività, orari e personale tra due sedi differenti. La verità è che la nuova organizzazione sanitaria individua nella Casa di Comunità di Viggianello il centro di riferimento territoriale, mentre il poliambulatorio di Rotonda viene inevitabilmente ridimensionato nelle proprie funzioni. Lo si comprende chiaramente anche dal comunicato del Sindaco di Viggianello, che parla della Casa di Comunità come di una struttura a servizio dell'intera Valle del Mercure e come di un nuovo modello organizzativo destinato ad entrare a pieno regime. Ma c'è un aspetto ancora più grave che oggi non può essere taciuto. Negli anni passati, quando si discuteva della realizzazione della Casa di Comunità, l'Amministrazione Comunale di Rotonda ha commesso un errore politico enorme: ha sottovalutato la partita più importante per il futuro della sanità territoriale. Rotonda disponeva già di una struttura sanitaria esistente, funzionante e immediatamente utilizzabile. C'erano tutte le condizioni per rivendicare con forza che la Casa di Comunità venisse realizzata nel nostro Comune, valorizzando una struttura già presente e consolidando ulteriormente il ruolo sanitario di Rotonda nell'area del Pollino. Invece si è scelto il silenzio. Si è scelto il menefreghismo politico. Si è scelto di non combattere una battaglia che avrebbe dovuto vedere l'intera amministrazione in prima linea. Mentre altri territori difendevano con determinazione i propri interessi, a Rotonda si è preferito assistere agli eventi, probabilmente convinti che nulla sarebbe cambiato o che tutto si sarebbe risolto da solo. Oggi vediamo il risultato di quella sottovalutazione. La Casa di Comunità è stata realizzata altrove. Il nuovo centro organizzativo della sanità territoriale sarà altrove. Le nuove funzioni strategiche saranno altrove. E oggi ci viene chiesto di festeggiare il semplice mantenimento di ciò che già avevamo. Questa non è una vittoria. È il tentativo di presentare come un successo ciò che, in realtà, rappresenta il minimo risultato ottenuto dopo aver perso la partita più importante. I cittadini di Rotonda meritavano maggiore determinazione, maggiore visione e soprattutto una difesa più forte degli interessi del territorio. Per anni ci è stato raccontato che il poliambulatorio rappresentava un presidio strategico per l'intera area. Oggi, invece, assistiamo alla nascita di un nuovo assetto sanitario che sposta il baricentro altrove, relegando Rotonda ad un ruolo secondario. Noi non ci accontentiamo delle dichiarazioni trionfalistiche e delle fotografie istituzionali. I cittadini vogliono sapere quali specialisti resteranno, quante prestazioni saranno garantite, quali servizi verranno trasferiti e quali saranno le reali conseguenze di questa riorganizzazione. Perché la salute non si misura con i comunicati stampa, ma con i servizi che i cittadini trovano ogni giorno sul territorio. E se oggi siamo costretti a discutere del depotenziamento del poliambulatorio di Rotonda, è anche perché chi amministrava aveva il dovere di pretendere la Casa di Comunità per Rotonda e non lo ha fatto.
Noi continueremo a vigilare e a denunciare ogni scelta che penalizzi la nostra comunità, perché il diritto alla salute non può essere sacrificato sull'altare della propaganda politica.



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