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La voce della Politica
| 23 maggio 2026. Corizzo: la legalità è un impegno quotidiano |
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22/05/2026 | La Giornata della Legalità, in programma sabato 23 maggio, rappresenta un momento importante per rinnovare la memoria e l’impegno civile nel nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non si tratta soltanto di ricordare due magistrati simbolo della lotta alla mafia, ma di riaffermare ogni giorno i valori della giustizia, della responsabilità e della partecipazione democratica. Anche la Toscana, la nostra regione, spesso percepita come lontana dai fenomeni mafiosi tradizionali, negli ultimi anni ha dovuto prendere coscienza di quanto le organizzazioni criminali tentino di infiltrarsi nei settori economici più strategici, dai lavori pubblici agli appalti fino al sistema delle imprese. Diverse indagini e interdittive antimafia hanno acceso i riflettori su tentativi di condizionamento nel settore edilizio, nelle cave e negli appalti pubblici, confermando che la criminalità organizzata cerca spazio ovunque vi siano interessi economici rilevanti. Per questo la legalità oggi non può essere considerata soltanto una questione giudiziaria o di ordine pubblico: è prima di tutto una sfida culturale ed educativa.
Ed è qui che la lezione di Falcone e Borsellino resta straordinariamente moderna. Entrambi avevano capito che la mafia si combatte certamente con le indagini e con le leggi, ma soprattutto formando coscienze libere, cittadini consapevoli e comunità capaci di reagire. Il nostro territorio possiede forti anticorpi sociali: una tradizione democratica radicata, il volontariato, l’associazionismo e il senso civico diffuso in tante comunità locali. Ma non bastano gli anticorpi sociali. Serve uno sforzo continuo e condiviso che parta dalle scuole fino all’impegno delle università. La cultura della legalità non si insegna soltanto nelle commemorazioni: deve entrare stabilmente nella formazione dei giovani, nel rapporto con le istituzioni e con il bene comune.
Occorre educare le nuove generazioni non soltanto al rispetto delle regole, ma anche al valore della partecipazione. Una società diventa più fragile quando prevalgono indifferenza, sfiducia e rassegnazione. Al contrario, una comunità cresce quando i cittadini partecipano, controllano, si informano e si assumono responsabilità. Parlare di cultura della legalità significa anche affrontare il rapporto tra etica pubblica e vita quotidiana. La legalità non riguarda soltanto i grandi fenomeni criminali. Si costruisce ogni giorno nei piccoli comportamenti: nel rispetto delle regole comuni, nel rifiuto delle scorciatoie, nella correttezza nei rapporti sociali e professionali, nel contrasto all’evasione, al lavoro nero e alla corruzione. Ogni volta che si accetta l’idea che “tanto fanno tutti così”, si indebolisce il senso stesso della convivenza civile.
La Giornata della Legalità non può ridursi a una semplice ricorrenza simbolica o a un esercizio di memoria affidato alle cerimonie. Il rischio è trasformare Falcone e Borsellino in icone da commemorare anziché in esempi da praticare. La loro eredità ci interroga invece ogni giorno sul tipo di società che vogliamo costruire.
La legalità vive nelle istituzioni credibili, ma anche nei comportamenti quotidiani dei cittadini: nella trasparenza, nel rispetto delle regole, nella difesa del bene comune e nella capacità di non voltarsi dall’altra parte davanti alle ingiustizie. È una scelta concreta che riguarda tutti, non soltanto magistrati e forze dell’ordine.
Per questo il contrasto alle mafie non si esaurisce nelle aule dei tribunali. Si gioca anche nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nell’informazione e nella qualità della partecipazione democratica. Una società consapevole, istruita e partecipe è il terreno più difficile per ogni forma di criminalità organizzata.
Ricordare Falcone e Borsellino significa assumersi una responsabilità collettiva: non cedere all’indifferenza o alla cultura delle scorciatoie. La mafia teme cittadini liberi, informati e consapevoli. La legalità resta un impegno quotidiano che misura la qualità della nostra democrazia.
Giuseppe Corizzo
Resp.le comitato Ass. PIU’ UNO – Pistoia |
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