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La voce della Politica
| Cultura in Basilicata: programmi approvati, fondi inesistenti |
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22/05/2026 | Con la delibera di Giunta n. 219 del 12 maggio 2026, la Regione Basilicata ha aggiornato l'elenco dei soggetti culturali ammessi al sostegno previsto dall'art. 16 della L.R. 22/88. La delibera, pur ridisegnando la platea dei soggetti ammissibili al sostegno regionale, non indica alcun impegno finanziario. Aggiornare i beneficiari senza stanziare risorse non è programmazione culturale: è propaganda amministrativa.
Non si tratta di un episodio isolato. Il Programma Triennale delle Politiche Culturali 2025–2027, approvato con DCR n. 161/2025, e il Piano Triennale dello Spettacolo, anch'esso approvato dal Consiglio regionale, condividono la stessa sorte: esistono come documenti, non come impegni finanziari. Le risorse iscritte nel bilancio regionale 2026 per il programma "Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale" ammontano a circa 40 milioni di euro in previsioni di competenza, ma la quota prevalente è costituita da fondi europei e PNRR, vincolati a destinazioni specifiche e non disponibili per il finanziamento ordinario dell'associazionismo culturale storico, delle biblioteche, degli archivi, degli ecomusei e del sistema dello spettacolo dal vivo.
Il dato più allarmante emerge dalla proiezione pluriennale: nel 2027, quando la componente straordinaria di derivazione europea si esaurirà, le previsioni di competenza per l'intero programma culturale crollano a circa 2 milioni di euro, contro i 40 dell'anno corrente. Un taglio nell'ordine del 95 per cento. Non si tratta di una variazione tecnica: è la cifra reale di ciò che la Regione intende investire con risorse proprie nella cultura lucana a partire dal prossimo anno.
A fronte di questi numeri, il Presidente Bardi ha dichiarato in più occasioni pubbliche che la Basilicata intende "trasformare il patrimonio storico e artistico in un motore di crescita economica e sociale" e "produrre cultura come valore economico, come impresa, come industria". Parole che trovano eco in ogni inaugurazione e in ogni atto formale, e che si scontrano con la realtà di capitoli a zero e di piani privi di copertura finanziaria ordinaria. Un motore senza carburante non è un progetto industriale: è uno slogan.
Va inoltre rilevato che la L.R. 22/88 — la legge che disciplina la programmazione e il sostegno alle attività educative e culturali in Basilicata — è una norma approvata quasi quarant'anni fa, mai organicamente riformata. Aggiornare l'elenco dei soggetti ammissibili ai suoi benefici, come ha fatto la delibera, è un atto dovuto ma svuotato di senso se non accompagnato da risorse. Associazioni culturali storiche, realtà teatrali, operatori del patrimonio immateriale e dell'animazione territoriale non hanno bisogno di essere inseriti in un elenco: hanno bisogno di fondi certi, continuità programmatica, certezza di prospettiva.
Come M5S chiediamo alla Giunta regionale di chiarire con atti concreti — variazioni di bilancio, impegni di spesa, cronoprogrammi verificabili — quali risorse regionali ordinarie sono destinate al finanziamento della L.R. 22/88 per l'anno in corso, e quali le previsioni per il biennio successivo al termine dei fondi europei. La cultura in Basilicata non può continuare a sopravvivere di retorica istituzionale e di fondi straordinari non rinnovabili. Continueremo a vigilare e a portare questa questione in Consiglio regionale.
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata) |
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