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Il Flag Coast to Coast sulle alluvioni e l’importanza dei Contratti di Fiume in Basilicata

8/04/2026

La Basilicata torna sotto i riflettori per gli eventi di esondazione che hanno interessato diversi bacini fluviali, evidenziando quanto sia urgente affrontare la gestione integrata dei corsi d’acqua. Le criticità non derivano solo dalle piogge intense, ma anche dalle fragilità legate alla trasformazione degli alvei, alla riduzione delle aree di esondazione naturale e agli effetti dei cambiamenti climatici. In questo contesto, strumenti come i Contratti di Fiume diventano leve strategiche per pianificare, coinvolgere le comunità e tutelare il territorio.
Segue comunicato stampa.

Negli ultimi giorni, gli eventi di esondazione che hanno interessato diversi territori della Basilicata riportano con forza al centro del dibattito pubblico il tema della gestione integrata dei bacini fluviali.
Non si tratta di episodi isolati, né esclusivamente imputabili all’intensità delle precipitazioni. Piuttosto, queste criticità evidenziano fragilità strutturali legate alla trasformazione degli alvei, alla riduzione delle aree di esondazione naturale, alla pressione delle attività antropiche e, non da ultimo, agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

In questo contesto, strumenti come i Contratti di Fiume assumono un ruolo strategico fondamentale. Essi rappresentano percorsi partecipati e volontari che mettono attorno allo stesso tavolo enti pubblici, comunità locali, associazioni, portatori di interesse e mondo scientifico, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa e sostenibile del sistema fluviale.
Un esempio concreto e già attivo sul territorio è il Contratto di Fiume delle Valli del Noce e del Sinni, che si configura come una buona pratica di governance integrata. Questo strumento non si limita alla gestione del rischio idraulico, ma promuove un approccio sistemico che include la tutela degli ecosistemi, la riqualificazione ambientale, la valorizzazione delle risorse locali e la prevenzione dei rischi.

Attraverso il Contratto di Fiume è possibile:
– pianificare interventi di manutenzione e rinaturalizzazione degli alvei;
– recuperare le aree di espansione naturale delle piene;
– migliorare il monitoraggio e la conoscenza dei bacini;
– rafforzare la consapevolezza e il coinvolgimento delle comunità locali;
– integrare politiche ambientali, agricole e di protezione civile.

Gli eventi di questi giorni devono quindi essere letti non solo come emergenze da affrontare, ma come segnali chiari della necessità di investire in strumenti di pianificazione partecipata e resiliente.
La sfida non è solo quella di contenere i danni, ma di ripensare il rapporto tra territorio e corsi d’acqua, passando da una logica emergenziale a una visione preventiva e integrata.
In Basilicata esistono già esperienze e competenze in grado di guidare questo cambiamento. Sta ora alle istituzioni, alle comunità e a tutti gli attori del territorio rafforzare e valorizzare questi percorsi, a partire proprio dai Contratti di Fiume.
Perché la sicurezza del territorio nasce dalla conoscenza, dalla partecipazione e dalla capacità di costruire insieme soluzioni durature.



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