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La voce della Politica
| Grido d’allarme del comparto olivicolo lucano: costi in aumento, mercato in crisi e futuro incerto |
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26/03/2026 | La Oprol – Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani, rappresentativa di centinaia di aziende agricole e frantoi della Basilicata, lancia un forte grido d’allarme sulla drammatica situazione che sta attraversando il comparto olivicolo regionale. Dopo un periodo di piogge prolungate che ha solo in parte alleviato la grave carenza idrica accumulata nell’ultimo anno, il settore si apprestava a una ripresa delle attività con prospettive moderatamente positive. Tuttavia, questo scenario è stato rapidamente compromesso da una nuova e pesante congiuntura negativa. I costi di produzione continuano infatti a crescere in maniera insostenibile: si registrano aumenti pari a circa il +30% per concimi e fertilizzanti e anche più 60% per il gasolio agricolo, con picchi che negli ultimi mesi hanno raggiunto livelli sempre più elevati. A ciò si aggiungono le prime conseguenze delle dinamiche internazionali, tra cui i dazi e le tensioni sui mercati esteri, in particolare quello statunitense.
Il quadro è ulteriormente aggravato da criticità strutturali: cambiamenti climatici, carenza di manodopera specializzata, rallentamento fisiologico delle vendite e, soprattutto, un calo significativo delle quotazioni dovuto all’immissione sul mercato di ingenti quantitativi di olio comunitario ed extracomunitario. Nonostante ciò, l’olio extravergine italiano di qualità riesce ancora a mantenere quotazioni all’ingrosso intorno ai 7 euro al litro. In questo contesto, il rischio di chiusura per molte aziende agricole non è più remoto, ma concreto e imminente. È in gioco non solo la sopravvivenza del comparto, ma anche la tutela del territorio, del paesaggio agrario e della sovranità alimentare regionale.
OPROL rivolge pertanto un appello urgente alle Istituzioni regionali affinché vengano attivate misure straordinarie e immediate, in grado di affiancare gli interventi nazionali:
sostegni economici diretti alle imprese, attraverso fondi regionali di emergenza per compensare l’aumento dei costi energetici e dei carburanti;
semplificazione delle procedure burocratiche, in particolare per l’accesso al carburante agricolo agevolato (UMA);
istituzione di un tavolo di crisi permanente con le organizzazioni dei produttori, per monitorare l’andamento del settore e definire strategie di medio-lungo periodo.
Nonostante le difficoltà attuali, l’olivicoltura lucana guarda al futuro con una visione chiara: innovazione, qualità e valorizzazione del territorio. Nei prossimi anni si assisterà a un’evoluzione del comparto, con un incremento delle superfici olivetate, l’introduzione di nuovi modelli produttivi e una crescente differenziazione tra olivicoltura intensiva e tradizionale.
La sfida sarà quella di puntare sempre più sull’eccellenza, sulla tracciabilità e sul legame con il territorio, trasformando queste caratteristiche in valore aggiunto competitivo sui mercati nazionali e internazionali.
In questo scenario, assumono un ruolo strategico anche nuove opportunità come l’oleoturismo e l’enogastronomia, capaci di generare sviluppo economico e contribuire alla rigenerazione delle aree interne, oggi segnate da un progressivo spopolamento.
“Non possiamo permettere che la speculazione e l’aumento incontrollato dei costi mettano in ginocchio un settore fondamentale per la nostra economia e la nostra identità” – dichiara il Presidente di OPROL, Paolo Colonna – “Servono risposte rapide e concrete per salvaguardare il lavoro di intere generazioni di olivicoltori e costruire un futuro sostenibile per l’olivicoltura lucana”.
OPROL resta in attesa di un riscontro da parte della Regione Basilicata e auspica la convocazione urgente di un incontro istituzionale per approfondire le criticità e individuare soluzioni condivise.
Paolo Colonna
Presidente OPROL – Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani |
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