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SMARTPAPER/ENEL : Lomuti porta la vertenza in Parlamento

25/03/2026

Depositata oggi alla Camera un'interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, dell’EConomia e Finanze e al Ministro del Lavoro. Al centro: il meccanismo del superminimo assorbibile applicato da Accenture ai 320 lavoratori di Sant'Angelo Le Fratte nel cambio di appalto Enel. Una vertenza che dura da settimane, che ha riempito le strade di Potenza di famiglie in presidio, e a cui il Governo nazionale non ha ancora risposto.





Ho depositato oggi un'interrogazione parlamentare per portare la vertenza Smartpaper dove deve stare: in Parlamento, di fronte al Governo nazionale. Perché quello che sta accadendo a Sant'Angelo Le Fratte non è una controversia aziendale tra privati. È una questione politica, di responsabilità pubblica, che riguarda direttamente lo Stato italiano.



Enel — azienda a partecipazione pubblica, 7 miliardi di euro di utili nell'ultimo esercizio — ha affidato tramite gara pubblica i suoi servizi di back office e quality management all'ATI Accenture/DataContact. Nel passaggio contrattuale, circa 320 lavoratrici e lavoratori di Sant'Angelo Le Fratte hanno ricevuto lettere di assunzione con applicazione del CCNL Telecomunicazioni e un meccanismo di retribuzione che i sindacati definiscono, senza mezzi termini, un ricatto: accetta o perdi il lavoro.



Il cuore del problema si chiama superminimo assorbibile: la differenza tra il vecchio contratto metalmeccanico e il nuovo viene formalmente colmata oggi, ma ogni futuro aumento — rinnovo contrattuale nazionale, scatto di anzianità, promozione, persino una sentenza — viene automaticamente assorbita e annullata. Il salario resta fermo. Per un decennio o più. Le organizzazioni sindacali hanno calcolato che ciascun lavoratore perderà quasi 100mila euro nell'arco della propria vita lavorativa. Su 320 lavoratori, stiamo parlando di centinaia di milioni di euro sottratti a famiglie che vivono con 1.200-1.300 euro al mese.



Non si tratta di chiedere aumenti. Si tratta di non vedersi sottrarre quello che già si guadagnava. Questo Governo lo deve spiegare ai lavoratori: perché Enel, partecipata dallo Stato, può fare una cosa del genere?



Ho chiesto ai Ministri competenti di rispondere a domande precise: sanno cosa sta accadendo? Ritengono compatibile con il ruolo pubblico di Enel una gara costruita su tabelle del costo del lavoro già superate, con documentazione negata ai sindacati, e con un meccanismo che scarica sui lavoratori il costo di un ribasso d'asta? Intendono convocare Enel — non i suoi appaltatori, Enel — a un tavolo ministeriale formale? E cosa intendono fare subito per tutelare chi si trova sotto pressione immediata?



Perché questo è il punto che non si può glissare: Enel non si è presentata a nessun tavolo. Non alla III Commissione del Consiglio Regionale della Basilicata. Non in Prefettura. I due tavoli ministeriali si sono svolti senza produrre alcun risultato concreto. I lavoratori hanno scioperato per settimane, hanno presidiato le strade di Potenza, hanno chiesto di essere ascoltati dal Consiglio Regionale che ieri si è riunito con i manifestanti fuori dalla porta. E Enel non c'era.



Non posso accettare che la Basilicata sia terra di serie B per i diritti del lavoro. Non posso accettare che si racconti ai lavoratori che 'i posti sono stati salvati' mentre li si condanna all'impoverimento salariale strutturale per vent'anni. L'assessore Cupparo ha detto che la Regione ha ottenuto tutto quanto richiesto. I sindacati, che sono stati ai tavoli con lui, rispondono che non è vero. Tra queste due versioni ci sono 320 famiglie.



C'è anche un problema di regolarità della gara che va chiarito: i documenti di gara non sono stati mai consegnati ai sindacati, nonostante si tratti di una procedura pubblica e nonostante il Tribunale del Lavoro di Potenza abbia imposto che vengano resi noti entro il 31 marzo. La gara era stata avviata nel marzo 2025 senza aggiornare le tabelle del costo del lavoro dopo l'accordo sugli inquadramenti professionali dell'ottobre 2024. Questo è un vizio che può rendere l'intera procedura irregolare, e l'Ispettorato Nazionale del Lavoro deve verificarlo.



Ho portato questa vertenza in Parlamento perché in Basilicata nessun'altra porta si è aperta. Ora vogliamo sapere dal Governo se intende tenere quella porta chiusa oppure no.



Continueremo a seguire questa vicenda finché non ci sarà una risposta vera. Non una dichiarazione di vicinanza. Non un comunicato che parla di processi ancora aperti. Una risposta vera, che metta Enel davanti alle proprie responsabilità di impresa pubblica e che riduca a zero la distanza tra chi produce il lavoro e chi ne incassa i miliardi.





Arnaldo Lomuti

Deputato M5S — XIX Legislatura

Segretario, Commissione Difesa — Camera dei Deputati

Segretario della Delegazione italiana al Consiglio d'Europa

Camera dei Deputati



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