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La voce della Politica
| M5S. Referendum sulla magistratura: il No trionfa, la Costituzione e la democrazia vincono |
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23/03/2026 | Referendum sulla magistratura: vince il No, vincono la Costituzione e la DemocraziaHa vinto il No. Ha vinto in modo chiaro. E con il No ha vinto anche un’idea precisa di democrazia, di equilibrio istituzionale, di rispetto della Costituzione.
Le italiane e gli italiani hanno respinto una riforma sbagliata, costruita male e raccontata peggio. Una proposta presentata come decisiva per risolvere i problemi della giustizia, ma che in realtà non avrebbe migliorato la vita dei cittadini, non avrebbe reso più rapidi i processi, non avrebbe ridotto i disservizi. Sarebbe servita soprattutto al Governo, alla sua propaganda e alla sua volontà di mettere bandierine politiche su un terreno delicatissimo come quello della magistratura.
Non era un tema semplice. Anzi. Era una materia tecnica, complessa, che qualcuno ha provato a semplificare in modo brutale, quasi ingannevole, pur di trascinare il Paese dentro uno scontro ideologico. Ma le cittadine e i cittadini non si sono fatti prendere in giro. Hanno capito. Hanno approfondito. E alla fine hanno scelto di difendere ciò che conta davvero.
In questo risultato c’è un dato che pesa più di ogni altro: la partecipazione consapevole di tanti giovani. Ragazze e ragazzi che non hanno girato la testa dall’altra parte, hanno fatto chilometri per raggiungere il proprio seggio e far sentire la propria voce oppure si sono messi a disposizione per fare i rappresentanti di lista. In molti hanno scelto anche di esporsi pubblicamente, sui social e nei luoghi del confronto, rivelando una partecipazione che lascia ben sperare.
Non è stata una reazione di pancia. Non è stata una mobilitazione improvvisata. È stata una risposta lucida, forte, matura. Una risposta a chi pensava di poter mettere mano con leggerezza all’autonomia e all’indipendenza della magistratura, piegando un principio costituzionale a convenienze politiche del momento.
Ed è proprio questo il punto politico che oggi il Governo non può far finta di non vedere: il Paese ha bocciato non solo una proposta, ma anche un metodo. Ha detto No a una riforma inutile e divisiva. Ha detto No a un modo arrogante di affrontare i temi istituzionali. Ha detto No a chi, come Trump, continua a usare la giustizia come terreno di scontro, invece di affrontarne seriamente i problemi reali.
Da questo voto arriva un messaggio fortissimo: gli italiani non vogliono propaganda, vogliono riforme vere. Non vogliono forzature, vogliono serietà. Non vogliono guerre tra poteri dello Stato alimentate per interesse politico, vogliono istituzioni credibili, rispettate e capaci di dare risposte concrete.
Per questo oggi non si può ridurre tutto a un passaggio tecnico. Sarebbe un errore grave, oltre che un tentativo maldestro di minimizzare una sconfitta politica evidente. Questo voto dice che c’è un Paese attento, più maturo di certa classe dirigente, che sa distinguere tra i problemi veri e le operazioni di facciata.
Ha vinto il No, sì. Ma soprattutto ha vinto l’idea che la Costituzione non si piega agli interessi del Governo di turno. Ha vinto la consapevolezza di cittadini che hanno scelto di esserci. Ha vinto una domanda di politica più seria, più sobria, più credibile.
E per il Governo questa è una bocciatura pesante. Perché quando provi a usare la giustizia come clava politica e il Paese ti risponde difendendo la Costituzione significa che hai perso molto più di un referendum: hai perso credibilità.
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata) |
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