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Il futuro dell'ospedale di Chiaromonte: sindaca Viola incontra assessore Fanelli

20/07/2022

Nella giornata di martedì 19 luglio ho incontrato l’Assessore alla salute e alle politiche sociali della Regione Basilicata, Francesco Fanelli, per illustrare e chiedere una risoluzione delle attuali problematiche e per discutere delle azioni da attivare per potenziare il POD di Chiaromonte, unico presidio ospedaliero distrettuale esistente nell’area Sud della regione, definita appunto “area interna”, e quindi più disagiata delle altre, soprattutto in termini di orografia, e deficiente di servizi come quello sanitario.
Dopo aver preso atto, non condividendola, della decisone della Giunta regionale di non individuare Chiaromonte quale sede di Ospedale di comunità ad integrazione dei servizi già erogati, senza conoscerne il motivo, poiché nessuna risposta ufficiale è giunta alla nota di osservazioni inviata lo scorso mese di marzo insieme agli altri 15 sindaci dei comuni ricadenti nel distretto sanitario di Senise, è ora più che mai necessario stabilire in termini di potenziamento quale ruolo dovrà rivestire questa struttura cosi centrale e importante per un intero territorio, in un’ottica di prossimità di servizi al cittadino, anche alla luce delle risorse economiche che continueranno ad arrivare in Basilicata per la Sanità ma soprattutto del Piano sanitario di prossima approvazione.
Occorre, a differenza di quanto accaduto per le Case e Ospedali di comunità, che i Sindaci, massime autorità sanitarie sui territori, vengano coinvolti in maniera adeguata e con tempismo, nel solco di un percorso di condivisione e confronto, nelle scelte che la Regione adotterà per garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini.
La struttura del San Giovanni di Chiaromonte ha ancora degli ambienti non utilizzati o sottoutilizzati (come, ad esempio, il reparto Covid di 28 posti letto, attualmente inattivo) che potrebbero essere impiegati per implementare sia le attività di lungodegenza che quelle afferenti alla cosiddetta Sindrome Post Covid-19 oltre che quelle ambulatoriali, in un’ottica di consolidamento e crescita di tutte le prestazioni sanitarie in materia di cronicità, quantomai necessarie a fronte del graduale invecchiamento della popolazione e dall’aumento dell’incidenza delle patologie ad andamento cronico ed evolutivo.
Inoltre, il polo sanitario di Chiaromonte si caratterizza e trae forza anche dalla presenza di centri di eccellenza, molto conosciuti, di natura riabilitativa in materia di autismo, disturbi del comportamento alimentare e alcolismo. Trattasi di strutture che hanno necessità di essere potenziate nella specificità dei servizi offerti ma anche per quelli ad essi collegati di diagnostica e, in generale, di supporto di cui possono usufruire anche altri utenti affetti da diverse patologie. Proprio perché il POD ha continuato a sostenersi negli anni sulla presenza di questi centri e gli stessi hanno derivato forti benefici dalla presenza in loco delle prestazioni sanitarie erogate dal Presidio distrettuale, è su tale imprescindibile binomio che bisogna lavorare.
Con altrettanta solerzia urge, altresì, intervenire sul presente. Infatti, la struttura sta vivendo un momento molto delicato e di sofferenza, che mette a rischio la continuità di alcuni dei servizi soprattutto in ragione della mancanza di personale sanitario medico ed infermieristico, per trasferimenti in altre sedi o collocamenti a riposo a cui non è seguita, se non in parte, una reintegrazione in termini assunzionali; a tanto si aggiunge l’inspiegabile ed improvvisa soppressione di alcune prestazioni, peraltro in assenza di preavviso all’utenza.
Uno tra tutti Il reparto di nefrologia e dialisi che, nonostante le convenzioni sottoscritte con il Madonna delle Grazie di Matera che garantiscono la continuità del servizio, è in affanno a causa della mancanza effettiva di un medico nefrologo. Ragioni di natura organizzativa che attengono alla presenza di professionisti condivisi con altre strutture costringono i pazienti sottoposti a dialisi ad orari non propriamente adeguati ed hanno indotto la mancanza del necessario servizio di reperibilità nelle ore notturne, precedentemente garantito.
È fondamentale che al più presto si adottino soluzioni stabili e durature che ridiano dignità a persone (nel numero di 30 utenti nel reparto dialisi e circa 250 che accedono all’ambulatorio di nefrologia provenienti da un’area che va da Sant’Arcangelo passa per Terranova del Pollino e arriva a Latronico) che usufruiscono di un servizio salva vita.
Altra circostanza che lascia l’amaro in bocca è quella relativa al finanziamento di un milione di euro che, assieme ai sindaci delle aree interne, con la precedente programmazione, abbiamo destinato al POD di Chiaromonte, prevedendo l’acquisto di strumentazioni tecnologiche al fine di migliorare e implementare i servizi sanitari per il territorio ma che ad oggi ancora l’Azienda Sanitaria di Potenza, affidataria del finanziamento in questione, non ha consegnato ai cittadini.
Il grande paradosso è che se da una parte c’è un problema di carenza di personale sanitario qualificato o di erogazione di servizi per i cittadini assistiamo, da qualche tempo, ad un aumento spropositato di personale non sanitario all’interno della struttura e afferente alle aziende private che gestiscono per conto dell’Asp multiservizi di pulizia e di tipo manutentivo.
Come è possibile tutto ciò? Pitturiamo e ripitturiamo le ringhiere, sistemiamo e risistemiamo la pavimentazione, sanifichiamo e sanifichiamo sul pulito, trasformando la struttura in un cantiere di manutenzioni a cielo aperto, ma i servizi sanitari per i cittadini dove sono?
Pertanto, ho chiesto all’Assessore Fanelli e per il suo tramite alla Regione Basilicata di intervenire in maniera seria e programmata sulla questione sanitaria della nostra area, perché diversamente non potremmo mai parlare di sviluppo socioeconomico di un intero territorio. È necessario potenziare e valorizzare le prestazioni sanitarie erogate dal POD di Chiaromonte, in quanto unico polo ospedaliero della nostra area, al fine di evitare che le famiglie che vivono qui o quanti approdano per turismo nei nostri borghi decidano di andare altrove perché il territorio non offre loro dei servizi adeguati.
Come primo cittadino del Comune che è sede di un presidio distrettuale non mi sottrarrò, come fatto già in passato, coinvolgendo anche i colleghi sindaci del territorio e nelle forme istituzionali opportune, ad una costante richiesta, semplice ma fondamentale, che è quella della garanzia del diritto alla salute dei nostri cittadini, che è l’unica funzione, purtroppo non scontata, a cui una struttura sanitaria ospedaliera dovrebbe assolvere.

Il Sindaco
Dott.ssa Valentina Viola



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