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La voce della Politica
| Bolognetti: il Commissario all’emergenza Covid inizia ad assomigliare sempre più al generale Videla |
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1/07/2021 | Provvedimenti legislativi che hanno il sapore del ricatto di Stato; parole d’ordine sempre più violente; discriminazioni e attentato reiterato ai diritti politici di un popolo; Costituzione ridotta a carta straccia; caccia a presunti untori e agli eretici non in linea con il pensiero unico e i riti officiati da apprendisti stregoni assurti a scienziati di regime; invocazione di “modelli cinesi”.
Questa la fotografia, in estrema e brutale sintesi, del momento che stiamo vivendo, di una emergenza che è sempre più soprattutto emergenza democratica.
Capita di leggere in queste ore titoli che contengono parole quali “disertori”, “scovare”, “caccia”. Leggi e hai l’impressione di essere precipitato nel peggior incubo orwelliano.
In tanti, troppi, complice la paura e abbagliati dalla promessa di una libertà che sembra assomigliare alla libertà dello schiavo, hanno smesso di pensare. E’ calato, lo ripeto, il lockdown del pensiero.
Con la mediazione dell’”ordigno vociferante”, la gente ingoia di tutto. Ingoia e digerisce senza farsi domande.
Domande sul perché si è stabilita la quarantena per chi arriva dall’Inghilterra anche se si è sottoposto a due dosi di vaccino.
Domande sul perché se muori dopo il vaccino, per allontanare il dubbio che il decesso sia collegato all’inoculazione di uno dei sieri, dicono che il deceduto aveva delle patologie pregresse, ma se hai 3,6 patologie pregresse gravi e muori, il decesso inevitabilmente viene attribuito al Sarscov2 ed è vietato chiedersi se per caso non sia stato determinato dalle sopra citate patologie.
C’è in questo Paese una cappa di insopportabile conformismo, un clima da ventennio rosso-nero-bruno e con gli “occhi a mandorla”. Non solo non siamo diventati migliori ma questa storia ci sta mostrando l’animo peggiore di un popolo, che è pur sempre il popolo che riempiva Piazza Venezia fino al 1943, in un Paese dove i docenti che non giurarono fedeltà al fascismo si contano sulle dita di tre mani.
Mentre il Commissario all’emergenza Covid inizia ad assomigliare sempre più al generale Videla, non una domanda è consentita sulle gravi affermazioni di Guido Rasi che di Figliuolo è consulente. Un Rasi che, poco più di un mese fa, ha silurato di fatto la gestione della premiata ditta Speranza-Sileri, affermando che ci sono stati errori nella standardizzazione delle cure e che l’approccio tachipirina-vigile attesa è stato un po’ troppo minimalista.
E intanto nessuno che chieda a lor signori cosa abbiano fatto per ridare dignità a un Servizio Sanitario Nazionale, che avevano asfaltato negli anni precedenti; cosa abbiano fatto per rafforzare la medicina del territorio e la capacità di intervento della rete dei medici di famiglia.
Nessuno che chieda ragione dell’ostracismo praticato nei confronti di farmaci poco costosi, ma rivelatisi, ovunque siano stati utilizzati, efficaci.
Tutto scivola senza far rumore, ad iniziare da una escalation di parole che dovrebbero rendere inquieto ogni vero e sincero democratico. Come pecore che vanno docili al macello, abbiamo accettato provvedimenti discriminatori e dalle palesi finalità coercitive. Il tutto mentre non una parola è stata spesa su una importante risoluzione approvata dal consiglio d’Europa.
Il bacillo della peste, il virus dell’antidemocrazia avanza, lento e silenzioso, senza incontrare adeguata resistenza e accompagnato dai colonnelli-sanitari che lo scortano al grido di “Spezzeremo le reni alla Grecia”.
C’è un clima fatto di intolleranza in questo Paese, ci sono campagne d’odio, liste di proscrizione e inquisizioni e si intravedono all’orizzonte “stelle gialle”. E’ già in atto una deriva che sta determinando scelte autoritarie in materia di politiche sanitarie e non solo. Tra poco non dovremo parlare di “democrazia reale”, ma di democrazia della variante con scappellamento a destra e sinistra e tanto di supercazzole prematurate vendute per scienza. Una scienza che si fa dogma e verità rivelata e che quindi scienza non è.
E allora non c’è da stupirsi se leggiamo che ci saranno alunni di serie A e alunni di serie B e che chi si vaccina non farà la Dad.
Non c’è da stupirsi se un virologo invoca “il modello cinese” e se il generale scovatore Figliuolo vuol mettere all’indice gli insegnanti che non accettano di farsi inoculare sieri su cui poco, troppo poco, si sa.
A sentirlo parlare questo nostro caro generale, sembra quasi che da un momento all’altro possano scattare rastrellamenti e retate. Per carità va tutto bene, a patto che non gli venga in mente di ingaggiare degli squadroni della morte.
Godetevela questa “libertà” vigilata. Sì, l’immunità di gregge è stata quasi raggiunta, ma non è l’immunità che pensate.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e membro del Consiglio generale del Partito Radicale (in sciopero della fame dalle ore 23.59 del 6 giugno)
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