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Braia: 12 mesi di prove di esercizio per Total e con l’intesa Eni scaduta

10/12/2020

“Con l'arrivo di Dicembre 2020, Total dovrebbe terminare la fase estrattiva denominata “prove di esercizio”, durata ben 12 mesi invece dei 6 previsti per legge nazionale. In questi lunghi 12 mesi, dai giacimenti di Tempa Rossa Total ha estratto petrolio, senza versare un euro alla Basilicata, sino a 40.000 barili di greggio al giorno (senza contare il gas) per un controvalore di oltre 600 milioni euro.. Tutto questo è avvenuto nel silenzio più assoluto, con la completa complicità del Governo Regionale che altro non ha fatto se non far trapelare qualche notizia sugli investimenti di Total, di cui però non si conosce il valore economico oppure i ritorni occupazionali.”


Lo dichiara il Consigliere Regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva.


“Nulla di ufficiale sulla tempistica o sulle modalità di pagamento neanche dell’accordo Total-Regione - prosegue Luca Braia - circa il riconoscimento di 2 milioni di euro alle imprese lucane rimaste da circa 24 mesi non saldate dei rispettivi crediti vantati con le ditte subappaltatrici di Tecnimont, poi fallite. Doveva essere il risultato ottenuto dopo 16 mesi di battaglia estenuante e di cui tutti attendiamo, come tra l’altro annunciato dall’Assessore Cupparo, il lieto fine.



Non si vede alcun coinvolgimento o fatti concreti all'orizzonte: i Sindaci reiterano proteste e scioperi, le comunità dei 13 comuni dell’area interessata dalla Concessione Tempa Rossa sono in subbuglio, le aziende del territorio - nonostante si siano formate e organizzate per erogare servizi al centro oli - vengono spesso sostituite da aziende extra regionali e nazionali che neanche hanno il buon senso di coinvolgerle in attività di subappalto. Se non si cambia registro immediatamente, grande è il rischio di una grossa e plateale rivendicazione popolare.


Una situazione questa che, unita alla crisi economica nazionale causa pandemia, rischia di diventare esplosiva e che richiede un intervento immediato ed energico da parte del Presidente Bardi. Presidente, è lei che prima e più di tutti deve farsi garante degli accordi messi in campo e stipulati con le compagnie Total-Shell-Mitsui e, con la conclusione delle prove di esercizio, tutto deve essere immediatamente visibile, trasparente, noto all’intera comunità, sotto l’aspetto ambientale ed occupazionale.


Sul versante Eni la vicenda appare ancora più grottesca, assurda e incredibile, con la concessione per le estrazioni in Val d’Agri scaduta il 26 ottobre 2019, caduta anch’essa nell’oblio regionale. Viviamo nella consapevole certezza che le compensazioni ambientali di questi 13 mesi non saranno mai risarcite alla Basilicata, al netto di come si vorrà giustificare o mascherare la questione da parte del Governo Regionale, si sta consumando un’altro grande smacco a danno dei lucani che si somma all’accordo da noi sempre ritenuto “truffa” fatto con la Total, il 6 Febbraio 2020.


Non c’è più tempo da perdere, Presidente Bardi, tenga a bada i suoi consiglieri di maggioranza, soprattutto quelli della Lega, in questo vuoto politico e nell’imbarazzante vostro silenzio istituzionale, appare tanto sbagliato quanto paradossale alimentare inutili e fuorvianti guerre di campanile e competizione tra territori. Lei in primis, per il ruolo che ha e la funzione che svolge, deve richiamare direttamente le compagnie petrolifere a rispettare gli impegni presi con la Basilicata tutta. Guidi il popolo lucano richiamando la sua parte politica a comportarsi da classe dirigente regionale, promuova e alimenti confronti con i rappresentanti istituzionali, politici, sindacali e datoriali. Abbiamo bisogno di compattarci e fare fronte comune verso lo Stato e verso coloro che sfruttano il nostro territorio e che al territorio devono restituire investimenti, sviluppo ed occupazione.


Fintanto che si entra in dettaglio nel rispetto delle due intese, si deve avanzare immediatamente la discussione sul “Piano strategico regionale” atteso dall’inizio della legislatura. Un piano che, a questo punto, deve contenere le opportunità rivenienti, ci auguriamo, dal Mes e dal Recovery Fund di cui finalmente abbiamo ricevuto le schede progetto. Chiaramente solo dopo che le stesse sono state inviate al Governo senza che siano mai state approvate in giunta e mai discusse in consiglio regionale, ormai ridotto pressoché a orpello istituzionale e inutile palcoscenico mediatico, a uso e consumo di qualcuno, invece che luogo democratico del dibattito, delle decisioni e organo legislativo quale dovrebbe essere.


Noi di Italia Viva ci auguriamo si apra presto un confronto ampio, con i protagonisti del territori e le rappresentanze sindacali e datoriali, leale, serio e sincero, così come sulla, ormai, necessaria revisione della Legge 40, al fine di compensare adeguatamente, declinando tutte le opportunità, i 35 comuni interessati dalle estrazioni. Senza compromettere la funzionalità regionale, consapevoli che sono in ballo i destini di una intera Regione e non di un sindaco, di un paese, di un’area o, peggio ancora, di un partito.


Diversamente - conclude il Consigliere Braia – rischieremo di tornare ad ascoltare proposte come quelle contenute nell’emendamento presentato dal collega Cicala e discusso in consiglio senza una adeguata istruttoria e valutazione dei rischi e delle opportunità. Non possiamo permetterci, come Basilicata, in questo momento critico e nel bel mezzo di una pandemia che sta generando una crisi economica, occupazionale e sociale senza precedenti, di aprire un fronte pericoloso di rivendicazioni territoriali che vanno invece comprese e ricondotte a valore generale e regionale, condizioni da evitare perché invece di unirci per resistere, rischiano di divederci e, senza cogliere l'opportunità di una ripresa, di scomparire.”




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