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Da Rotonda a Londra fino a Buckingham Palace

16/04/2017

La storia di Francesco Filizzola, rotondese classe 1981, inizialmente sembra somigliare a quella di tanti giovani italiani. Si laurea a Potenza in "Scienze Forestali ed Ambientali" e, dopo aver vinto una borsa di studio di tre mesi, lascia Rotonda e l'Italia per andare a vivere a Londra dove trova lavoro in un'azienda come esperto nella tecnologia del legno, per occuparsi dell'impiego di questo materiale nell'impiantistica sportiva. «Andava tutto bene - racconta - tanto che ero arrivato a firmare un contratto molto vantaggioso a tempo indeterminato e, in occasione dei giochi, avevo preso parte persino alla realizzazione dello Stadio Olimpico di Londra». Tuttavia, Francesco non rinuncia alla sua più grande passione: la musica. Alla fine del 2010 con altri due italiani, uno spagnolo e un argentino forma una band, i "Colomboloco" (letteralmente Colombo pazzo), di cui è il solista. «Abbiamo scelto di chiamarci così - continua - perché volevamo un nome che racchiudesse noi stessi e i nostri paesi di origine». E Cristoforo Colombo rappresentava la sintesi perfetta. «Lui - spiega - era un italiano che aveva intrapreso un viaggio su navi spagnole per compiere un'impresa all'epoca ritenuta folle, e che portò alla scoperta dell'America».


E gli impegni con la band crescono. «Le serate aumentavano e con esse le ospitate nei locali più noti e prestigiosi di Londra». E in una di queste a "Portobello", una zona londinese dove nasce il gruppo, vengono notati e chiamati per incidere un brano che farà da colonna sonora all'associazione "Elephan Family" di Mark Shand, fratello di Camilla seconda moglie di Carlo, il principe di Galles. Da lì arriva addirittura la possibilità di esibirsi a Buckingham Palace nell’estate del 2014, per un evento benefico alla presenza di Carlo e Camilla, testimonials dell'associazione che si pone l'obiettivo di tutelare gli elefanti in India. A quella serata è collegato anche un aneddoto particolare che vede Francesco e Carlo protagonisti di una fotografia. «Gli scatti con i reali seguono un protocollo ben preciso, che vieta gli abbracci. Ma io non l'ho rispettato, anche perché Carlo è stato molto gentile e disponibile e mi aveva messo a mio agio». Non solo. «Sono stato il primo italiano a suonare la tromba per annunciare i reali d'Inghilterra». No sarà l'unica volta di fronte ad un pubblico di sangue blu, e in una di queste: «Ho avuto modo di parlare anche con il principe Hanry». Un'altra tappa fondamentale nella storia artistica dei Colomboloco è stato l'approdo al "Bassoon Bar", un locale nei pressi di Trafalguare Square da dove spiccano il volo suonando davanti a personaggi del calibro di Kylie Minogue, Al Pacino, i Deep Purple, e dove hanno in programma due date mensili. Ma parallelamente l'artista rotondese riesce a fare anche altro. «Sono stato comparsa in "Le origini di Moby Dick" di Ron Howard e "Spectre", l'ultimo film della saga di James Bond, con Daniel Craig». Oltre al cinema arriva anche il piccolo schermo. «Ho lavorato in alcuni documentari per varie reti, tra cui Discovery Channel».
Il repertorio del complesso è vario ma adesso, senza trascurare i generi di sempre quali rock, rag, folk, punk, mescolati a un'imprescindibile mediterraneità, i ragazzi hanno scelto di andare verso pezzi tipici della musica italiana anni 30 e 40 del secolo scorso, rivisitati. Anche perché Francesco intanto ha frequentato la London Opera City Accademy. Oltre Manica l'idea piace, tanto da dare il via a un vero e proprio boom di richieste anche dall'Europa. Alcune delle quali molto più remunerative di altre. «Ci hanno chiesto di suonare anche durante il compleanno di qualche magnate russo che vive a Londra, e non nascondo che è stato molto redditizio». Ma Francesco non dimentica la sua Nazione e Rotonda, dove torna con i Colomboloco nell'agosto del 2015. «Amo l'Italia ma in Inghilterra ho avuto possibilità che da noi non avrei potuto nemmeno immaginare. Ma un giorno mi piacerebbe tanto tornare».
Adesso della band fanno parte altri tre giovani: al basso e sintonizzatore il 25enne di Frascati Giulio Granchelli, alla batteria e alle percussioni il 19enne trapanese Peppe Allotta, e alla chitarra Berdin Pamukcu, 34 anni di Istanbul. E, dopo l'album "Luz" uscito nel 2014, è in cantiere un nuovo singolo che dovrebbe uscire tra non molto in collaborazione con Paul O'Duffy, già co - autore di Amy Winehouse.
«Il lavoro andava bene, e fino al 2014 riuscivo a conciliarlo con la musica. Ma poi mi è stato impossibile e ho dovuto fare una scelta. Non volevo avere rimpianti, ma soprattutto non volevo avere paura di inseguire il mio sogno. Adesso a livello personale mi sento realizzato perché sono riuscito a fare quello che volevo. Ma non ho nessuna intenzione di fermarmi voglio crescere ancora, individualmente e come gruppo».

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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