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| Nel nome di Mimmo Beneventano. Oggi l'anniversario della morte, il 14 il Riconoscimento a Sasso di Castalda |
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7/11/2026 | Il 7 novembre è una data che porta con sé una ferita ancora aperta, ma anche una testimonianza che il tempo non ha cancellato. In questo giorno del 1980, a Ottaviano, veniva assassinato dalla camorra Mimmo Beneventano, giovane medico, consigliere comunale e uomo impegnato nella difesa della propria comunità dalle infiltrazioni e dalle speculazioni della criminalità organizzata.
Beneventano aveva scelto di non voltarsi dall'altra parte, opponendosi apertamente agli interessi della Nuova Camorra Organizzata e pagando con la vita il proprio impegno. A distanza di 46 anni, il suo esempio continua a rappresentare un riferimento per quanti credono nella democrazia, nella libertà, nella giustizia sociale e nella necessità di contrastare ogni forma di sopraffazione mafiosa.
È proprio nel segno di questa eredità civile e morale che sabato 14 novembre, a Sasso di Castalda, paese caro a Mimmo per le origini familiari e nel cui cimitero riposa, si terrà il XVIII Riconoscimento Nazionale Mimmo Beneventano, appuntamento annuale dedicato a valorizzare l'impegno di donne e uomini che, attraverso il proprio lavoro e le proprie scelte, contribuiscono ad affermare i valori della democrazia e della legalità contro le mafie e la corruzione.
Per l'edizione 2026 i riconoscimenti saranno assegnati a tre personalità provenienti da ambiti diversi, ma accomunate da percorsi di impegno civile e professionale.
Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e giornalista, è una figura di riferimento nel panorama dell'impegno sociale e della cooperazione internazionale. Per anni ha vissuto a Korogocho, una delle baraccopoli di Nairobi, condividendo la quotidianità delle comunità più povere. È stato direttore della rivista Nigrizia e successivamente di Mosaico di pace, distinguendosi per la sua attività di denuncia e per le battaglie sui temi della pace, del disarmo, della giustizia sociale e dell'acqua come bene comune.
Massimo Battista, al quale il riconoscimento sarà conferito alla memoria, è stato consigliere comunale di Taranto, operaio dell'ex Ilva e attivista. Ha legato il proprio percorso personale e pubblico alle vicende della città di Taranto, impegnandosi nelle questioni riguardanti il mondo del lavoro, la salute dei cittadini e la tutela ambientale. La sua figura resta legata alle battaglie civili e sociali del territorio tarantino.
Leo Amato, giornalista, ha svolto una parte significativa della propria attività professionale in Basilicata, collaborando con Il Quotidiano del Sud, per poi proseguire il suo percorso anche a livello nazionale nella redazione de Il Fatto Quotidiano. Nel corso della sua carriera si è occupato di cronaca, politica e inchieste, seguendo da vicino vicende e questioni di interesse pubblico legate ai territori.
Tre storie e tre percorsi che saranno al centro della cerimonia di quest'anno, nel solco dei valori che hanno contraddistinto la vita di Mimmo Beneventano. Un appuntamento che, da diciotto edizioni, rinnova il legame tra memoria e presente, ricordando come il contrasto alle mafie e la difesa della democrazia richiedano partecipazione, consapevolezza e responsabilità collettiva.
La giornata del 14 novembre si aprirà alle ore 10.00 con un momento di memoria presso il Cimitero comunale di Sasso di Castalda. Alle ore 10.30, a Palazzo De Luca, si svolgerà la cerimonia di consegna dei riconoscimenti 2026.
Interverranno Rocchino Nardo, sindaco di Sasso di Castalda; Rosalba Beneventano, sorella di Mimmo e presidente della Fondazione a lui intitolata; Antonia Cresci, referente del Presidio Libera Lagonegrese “Mimmo Beneventano”; Rosario Gigliotti, referente di Libera Basilicata, e gli alunni dell'I.C. Satriano-Brienza, plesso di Sasso di Castalda. La cerimonia sarà moderata da Mariapaola Vergallito.
Coordinamento regionale Libera Basilicata |
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