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| Tramutola, il Colonnello Carlo Calcagni incontra gli studenti: «Mai arrendersi» |
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6/11/2026 | Lunedì il Colonnello incontrerà gli studenti delle scuole del paese.
Dalla missione in Bosnia alla malattia, una testimonianza di coraggio,
resilienza e impegno civile: «Mai arrendersi, nonostante tutto e tutti».
Ci sono storie che vanno oltre il racconto personale e diventano
testimonianze capaci di lasciare un segno. È quella del Colonnello Carlo
Calcagni, ufficiale dell’Esercito, paracadutista della Folgore e pilota
militare, che lunedì sarà a Tramutola per incontrare gli studenti delle
scuole del paese e condividere la propria esperienza.
Una vita dedicata al servizio dello Stato, segnata profondamente dalla
missione in Bosnia Erzegovina, durante la quale entrò in contatto con
l'uranio impoverito e altre sostanze tossiche. Da quell'esperienza è
iniziata una lunga battaglia contro una grave malattia, che lo ha
portato a essere riconosciuto come vittima del dovere. Oggi Calcagni ha
trasformato il proprio vissuto in una missione: parlare ai giovani,
trasmettere valori e dimostrare che anche nelle prove più difficili è
possibile trovare la forza di andare avanti.
«Ciò che mi spinge a diffondere la mia storia non è il desiderio di
raccontare le mie sofferenze, ma la consapevolezza che la mia esperienza
possa diventare uno strumento utile per gli altri, soprattutto per le
nuove generazioni», spiega il Colonnello. «Ho conosciuto il dolore, la
malattia, i limiti fisici e momenti in cui tutto sembrava diventare
terribilmente difficile. Ma ho anche compreso che la vita, nonostante
tutto, continua a essere un dono straordinario e che abbiamo il dovere
morale di darle un significato».
Il suo messaggio ai ragazzi parte dai valori quotidiani: rispetto,
educazione, impegno e responsabilità. «Non serve indossare una divisa
per fare il proprio dovere. Ognuno di noi, per essere parte di una
società, deve fare la propria parte. Per un ragazzo significa essere
educato, rispettare gli altri, comportarsi bene e studiare. Perché
attraverso lo studio si diventa liberi e si acquisiscono gli strumenti
per scegliere consapevolmente il proprio futuro».
Un insegnamento che si accompagna a un richiamo forte contro
l'indifferenza: «Non bisogna mai girarsi dall'altra parte. Quando
assistiamo a un'ingiustizia, a una violenza o a una difficoltà e
scegliamo consapevolmente di non intervenire, finiamo per diventarne
complici».
Per Calcagni, incontrare gli studenti significa soprattutto ascoltarli.
«A volte basta ascoltare, senza giudicare. Spesso mi affidano storie
dolorose, esperienze traumatiche, persino vicende terribili che hanno
subito e che hanno custodito dentro di sé per tanto tempo. Quando
accade, comprendo ancora di più quanto sia importante esserci. Nessuno
si salva da solo!». Sono tanti i ragazzi che, dopo gli incontri,
continuano a seguirlo, approfondiscono la sua storia e scelgono di
raccontarla nei propri lavori scolastici e persino nelle tesi di laurea.
«Se riuscirò a lasciare anche soltanto un piccolo seme nella coscienza
di un ragazzo, se riuscirò a convincerlo a non voltarsi dall'altra
parte, a rispettare chi è più fragile, a studiare per conquistare la
propria libertà e a credere nei propri sogni, avrò fatto qualcosa che
vale più di qualsiasi medaglia».
È questo il senso della sua presenza nelle scuole: trasformare una
vicenda personale in un'occasione di crescita collettiva. Un messaggio
che a Tramutola incontrerà le nuove generazioni, con l'invito a non
arrendersi davanti alle difficoltà e a fare della solidarietà e del
rispetto i principi del proprio cammino.
«La vita è un dono meraviglioso e il modo più bello per onorarla è
imparare a donare il nostro tempo agli altri, senza chiedere nulla in
cambio. Questa è la mia missione. E continuerò a portarla avanti, finché
ne avrò la forza, fino all'ultimo respiro. Mai arrendersi. Nonostante
tutto e tutti, costi quel che costi». |
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