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| Al via lo screening sulla “Riserva ovarica” |
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15/10/2026 | Destinato a donne lucane tra i 25 e i 30 anni con l'obiettivo di individuare precocemente eventuali situazioni di ridotta riserva ovarica, ovvero del patrimonio di follicoli od ovociti presenti nelle ovaie. L'assessore Latronico e il dg Spera del San Carlo: "Prevenzione e innovazione".
C’è una frase che ogni donna si sente dire almeno una volta nella vita, quasi sempre con quel tono tra il premuroso e l’indiscreto che solo i parenti ai pranzi di Natale sanno maneggiare: “Hai figli? Quando ti decidi a fare un bambino?”. Come se la maternità fosse una pratica burocratica con una data di scadenza stampata a fuoco sull’anima. Dietro quella domanda invadente si nasconde una verità biologica con cui prima o poi bisogna fare i conti, ma che per troppo tempo è rimasta chiusa nei cassetti dei tabù o negli incubi dell’ansia: l’orologio biologico è un timer che scorre senza fare rumore, spesso senza inviare un solo segnale di avvertimento. Da oggi in Basilicata si è deciso di smettere di lasciare il futuro al caso o al pallottoliere del “vedremo”. Con una campagna pionieristica presentata a Potenza, la Regione e l’ospedale San Carlo hanno trasformato quell’ansia in conoscenza. Un semplice prelievo del sangue, un esame dell’ormone anti-Mülleriano, per permettere alle ragazze tra i 25 e i 30 anni di guardare dentro il proprio futuro riproduttivo con la luce della scienza e non con l’ombra della fretta. Perché la vera libertà di scegliere se e quando diventare madri non nasce dai pii desideri, ma dalla consapevolezza. E sapere prima è l’unico modo per non trovarsi, domani, a dover rincorrere il tempo quando è già troppo tardi.
La campagna “Screening riserva ovarica – Il futuro è oggi” è stata presentata questa mattina, nella Sala Inguscio della Regione, nel corso di un incontro a cui hanno preso parte l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera, il direttore generale del Dipartimento Salute della Regione, Domenico Tripaldi, il direttore del dipartimento Materno Infantile del San Carlo, Sergio Schettini, e la ginecologa del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del San Carlo, Assunta Iuliano.
Lo screening è destinato alle donne residenti in Basilicata di età compresa tra i 25 e i 30 anni e ha l’obiettivo di individuare precocemente eventuali situazioni di ridotta riserva ovarica, ovvero del patrimonio di follicoli od ovociti presenti nelle ovaie. L’esame consiste in un semplice prelievo di sangue per il dosaggio dell’ormone anti-Mülleriano (Amh), tra i principali indicatori della riserva ovarica, eseguito con metodiche di laboratorio avanzate e standardizzate. Se il valore risulta nella norma, pari o superiore al decimo percentile, non sono necessari ulteriori controlli. Se invece è inferiore ai valori attesi per l’età, la donna sarà contattata dall’ambulatorio di Procreazione medicalmente assistita per una valutazione specialistica di secondo livello, un’ecografia con conta dei follicoli antrali, un colloquio di counseling riproduttivo ed eventuali approfondimenti personalizzati, compresa, se necessario, la valutazione di un percorso di preservazione della fertilità.
Per accedere allo screening è necessaria una prescrizione con la dicitura “Screening regionale di fertilità” e il codice di esenzione D01. La prenotazione si effettua sul sito www.ospedalesancarlo.it aderendo al questionario e inserendo il codice della ricetta. Il prelievo si esegue al punto prelievi ospedaliero, negli orari dedicati, presentando la ricevuta di prenotazione.
“La presentazione della campagna ‘Screening riserva ovarica – Il futuro è oggi’ – ha detto l’assessore Latronico – rappresenta un’occasione significativa per ribadire l’attenzione della Regione Basilicata nei confronti della salute delle donne e per riaffermare il valore della prevenzione quale componente essenziale delle nostre politiche sanitarie. Promuovere la conoscenza della salute riproduttiva vuol dire riconoscere e tutelare il diritto di ciascuna donna a scegliere liberamente il proprio futuro, disponendo di informazioni scientificamente corrette e di un sistema sanitario capace di accompagnarla senza condizionamenti. La prevenzione – ha aggiunto – deve essere uno strumento di libertà, non una fonte di preoccupazione. Ringrazio tutti i professionisti e le strutture coinvolte, dall’Azienda Ospedaliera San Carlo all’Asp, all’Asm e all’Irccs Crob, e tutti i consiglieri regionali che hanno contribuito alla realizzazione di questa campagna, nella consapevolezza che la qualità del nostro Servizio Sanitario Regionale si costruisce attraverso la capacità di condividere obiettivi comuni”.
“Con l’avvio di questo percorso di screening per la valutazione della riserva ovarica – ha ribadito il Dg Spera – la nostra Azienda compie un passo concreto nella tutela della salute sempre più personalizzata e nella diffusione di una maggiore consapevolezza sui temi della fertilità. Investire nella prevenzione significa anche offrire alle donne strumenti di conoscenza e occasioni di approfondimento, affinché possano compiere scelte informate rispetto al proprio percorso di vita. La fascia d’età tra i 25 e i 30 anni rappresenta una finestra anagrafica cruciale per offrire alle giovani donne la possibilità di conoscere lo stato della propria salute riproduttiva. Non si tratta solo di erogare un prestazione diagnostica – ha concluso Spera – ma di guidare e supportare le donne in scelte di vita consapevoli, prevenendo diagnosi tardive o criticità legati al calo precoce della riserva ovarica”. |
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