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| Recensione del libro di Giancarlo Galli ''Necessità della politica'' |
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14/10/2026 | Il libro di Giancarlo Galli ''Necessità della politica''
Raffaello cortina editore pp.256 costo 16 euro mette in rilievo che la necessità della politica affronta una domanda fondamentale: perché la politica è necessaria, anche quando siamo delusi dai politici e non ci fidiamo delle istituzioni?
Carlo Galli, studioso di filosofia politica, sostiene che non possiamo eliminare la politica dalla vita umana. Ogni volta che le persone vivono insieme, devono affrontare questioni come il potere, le regole, la libertà, la giustizia e la distribuzione delle risorse. Tutte queste questioni sono, in qualche modo, politiche.
La politica non coincide soltanto con i partiti, le elezioni e il Parlamento. È presente anche nell'economia, nel diritto, nella religione, nella scienza e nelle relazioni sociali.
Dove esiste un rapporto di potere, esiste la possibilità che qualcuno decida per gli altri, stabilisca regole o condizioni le loro opportunità. Per questo motivo, pensare di vivere completamente al di fuori della politica è un'illusione.
La politica può produrre conflitti, ingiustizie, dominio e abuso di potere. È quindi comprensibile che molte persone la considerino qualcosa di negativo.
Tuttavia, rinunciare alla politica non significa eliminare il potere: significa rischiare di lasciarlo nelle mani di chi è già in grado di esercitarlo.
La politica è necessaria proprio perché permette di discutere le regole della convivenza, limitare gli abusi e cercare soluzioni ai problemi collettivi.
Uno dei temi centrali del libro è la possibilità di trasformare i rapporti di potere.
La libertà non consiste necessariamente nell'assenza di ogni regola o autorità. Consiste anche nella possibilità di partecipare alle decisioni, contestare le ingiustizie e modificare le condizioni che limitano la vita delle persone.
Per Galli, dunque, la questione non è liberarsi completamente dalla politica, ma agire per una maggiore libertà attraverso la politica.
4. I grandi pensatori politici
Per sviluppare la sua riflessione, l'autore ripercorre le idee di numerosi filosofi e teorici, tra cui:
Platone, per il rapporto tra politica e giustizia.
Machiavelli, per il realismo e la natura del potere.
Hobbes, per la necessità di un'autorità che renda possibile la convivenza.
Marx, per il legame tra potere politico e rapporti economici e sociali.
Nietzsche, per la critica dei valori e delle gerarchie.
Hannah Arendt, per la libertà e l'azione politica.
Attraverso questo percorso storico, Galli mostra che la politica cambia nel corso dei secoli, ma continua a essere indispensabile per comprendere e organizzare la vita collettiva.
Il libro affronta anche le difficoltà della democrazia di oggi. La democrazia non può essere considerata semplicemente un insieme di procedure elettorali: deve offrire alle persone la possibilità effettiva di partecipare alla vita pubblica e di incidere sulle decisioni che le riguardano.
Quando i cittadini si allontanano dalla politica, quando il potere appare incontrollabile o quando le disuguaglianze limitano la partecipazione, la democrazia rischia di perdere significato.
La sfida è quindi rendere la politica nuovamente capace di affrontare i problemi comuni e di dare spazio alla libertà dei cittadini.
Il pensiero centrale di Carlo Galli può essere riassunto così: non possiamo fare a meno della politica, ma possiamo e dobbiamo interrogarci su quale politica vogliamo.
La politica non è automaticamente buona e non garantisce da sola la giustizia. È però lo spazio nel quale una società può confrontarsi sui propri conflitti, stabilire regole condivise e cercare di cambiare i rapporti di potere.
In questa prospettiva, partecipare alla vita politica non è soltanto un diritto: è anche una responsabilità verso gli altri e verso la società in cui viviamo.
Biagio Gugliotta
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