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“Alla Controra”: il cortometraggio lucano che indaga la violenza di genere da una prospettiva inedita

16/05/2026

Si è conclusa tra Accettura e Policoro la lavorazione di Alla Controra, cortometraggio d’esordio scritto e diretto da Francesco Siggillino, prodotto dall’Associazione Culturale Virò con il sostegno del Comune di Accettura e del Circolo ANSPI, e con il patrocinio del Comune di Policoro. Un progetto che si propone come opera simbolica e contemporanea, destinata al circuito festivaliero nazionale e internazionale.

Il film affronta uno dei temi più urgenti del dibattito sociale contemporaneo — la violenza di genere — scegliendo però una prospettiva inedita: quella della mente maschile. Non la rappresentazione della violenza nella sua forma più evidente, ma il suo processo originario, interiore e spesso invisibile.

Alla Controra racconta il percorso di un uomo che, immerso in una dimensione onirica sospesa nel tempo della “controra”, si confronta con il femminile, con le proprie fragilità e con l’eredità culturale del maschilismo. Un viaggio interiore che diventa rito di trasformazione, in cui lo sguardo precede l’azione e la consapevolezza diventa il primo atto di cambiamento.

L’obiettivo del film non è giustificare, ma interrogare: indagare i meccanismi profondi che possono trasformare insicurezza in controllo, possesso in ossessione e controllo in violenza. Il tutto dentro una cornice narrativa che mette in discussione un sistema culturale ancora radicato.

«I continui femminicidi e le violenze di genere ci obbligano a fermarci e a interrogarci sulle profondità della nostra cultura», ha dichiarato il regista Francesco Siggillino. «Ho sentito il dovere di affrontare questo tema attraverso il mio linguaggio artistico, non per generare conflitto ma per aprire una possibilità di trasformazione collettiva».
Uno degli elementi distintivi dell’opera è la rappresentazione delle figure femminili: non vittime né simboli decorativi, ma presenze consapevoli, forti e trasformative. Donne che diventano spazio di cambiamento e coscienza, capaci di guidare il protagonista verso una nuova consapevolezza.

Il cast femminile è composto da donne lucane al loro debutto cinematografico, una scelta precisa che punta a valorizzare autenticità, corpo e presenza scenica. Le interpreti sono Antonella Petruzzolo, Alessandra Spaltro, Luisa Spadola, Maria Antonella Forleo, Maria Alicia Trivigno, Rosa Gaetano e Valentina Cortese.
Il progetto nasce anche come esperienza di “cinema di comunità”, sviluppata al di fuori dei tradizionali circuiti produttivi, coinvolgendo professionisti e maestranze locali. Molti dei partecipanti hanno lavorato per la prima volta su un set cinematografico, contribuendo a costruire una filiera creativa radicata nel territorio lucano.

Tra le principali figure tecniche: Brain Digital (Stefano e Federico Passaro con Piero Buccella) per riprese, fotografia e montaggio; Maria Cappiello per la scenografia; Antonio Tomacci per i costumi; Guido Gioioso per le musiche originali; Gianluca Sanza (Casalu_dub Studio) per il sound design; Giuliano Piscinelli per il make-up; Giuseppe Scavetta per l’hair styling; Claudio Focarazzo per la fotografia di scena.


Un modello produttivo indipendente che punta a diventare replicabile e capace di valorizzare le competenze locali nei contesti culturali nazionali e internazionali.

Le riprese si sono svolte tra Accettura e Policoro, in scenari fortemente simbolici. Tra questi spicca il Parco Archeologico di Herakleia e il Museo della Siritide, dove si inserisce l’installazione “Siris – Rovina Inversa” dello scultore Edoardo Tresoldi, parte del progetto di valorizzazione del sito archeologico.

A questi si aggiunge la cripta sottostante la Chiesa Madre di San Nicola di Bari ad Accettura, insieme ad alcuni interni girati in una casa sul mare a Policoro. Luoghi in cui memoria storica e contemporaneità si intrecciano, rafforzando il linguaggio visivo del film.



Alla Controra non si limita alla dimensione cinematografica, ma si propone come atto sociale e culturale. Il film invita a una riflessione collettiva sulla necessità di un’educazione affettiva e relazionale condivisa, capace di attraversare scuole, famiglie e comunità.

Nel suo impianto narrativo, il progetto rifiuta la contrapposizione tra generi e propone invece un percorso di consapevolezza comune: se la violenza è sistemica, la risposta non può che essere collettiva.

Il cortometraggio è attualmente in fase di montaggio e sarà presentato nel circuito festivaliero. Sono previste inoltre anteprime pubbliche a Matera e Potenza, oltre che nei luoghi delle riprese, accompagnate da incontri, momenti di approfondimento e una mostra fotografica e dei costumi di scena dedicata al progetto.

foto di Claudio Focarazzo



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