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Il nuovo documentario di Alessandra Lancellotti entra nella fase conclusiva

3/04/2026

Continuano le attività di produzione di Uno si distrae al bivio, il film documentario scritto e diretto da Alessandra Lancellotti, prodotto da Caucaso in collaborazione con Fedelissimi. Un progetto che segna il ritorno della regista lucana nella sua terra d’origine dopo il documentario Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi.



Dedicato alla memoria di Rocco Scotellaro, Uno si distrae al bivio prende vita nei paesaggi che furono teatro della sua vicenda umana e politica. L’opera si configura come un western contadino cantato: un’epica rurale che sostituisce ai codici della frontiera americana il canto, la fatica e i bivi esistenziali del mondo agricolo lucano. Un racconto corale che coinvolge attori, maestranze e comunità locali nella realizzazione di un’opera che attraversa e interroga la vita e i valori contadini alla luce delle sfide del presente, riaffermando il Sud non come margine nostalgico, ma come spazio vivo di elaborazione culturale e possibile laboratorio del futuro.



Le riprese in Basilicata si sono concentrate sulla rappresentazione della primavera, stagione cruciale nel calendario agricolo: è il periodo in cui i contadini scongiurano le intemperie, innestano alberi da frutto, mentre il grano e gli altri cereali crescono.



La produzione aveva preso avvio nell'estate del 2025, per restituire idealmente il ciclo delle stagioni, tra paesaggi collinari, querceti, vecchie masserie dei latifondisti e case coloniche della Riforma agraria del 1950. I comuni interessati dai set saranno i già indagati Oppido Lucano, Tricarico, Grassano, Irsina e Genzano. Si aggiunge il territorio industriale di Melfi, che rappresenta l’altrove del regno contadino.



Tra i momenti più significativi delle ultime riprese, la performance di un gruppo di musicisti di cannette all'interno di uno jazzo, un particolare cortile destinato al ricovero stagionale delle pecore. Le cannette sono uno tra gli strumenti effimeri più utilizzati nel film, ovvero quegli strumenti derivati da materiali naturali, che spesso hanno una vita breve. Queste saranno suonate dal percussionista sperimentale Pino Basile, originario di Altamura e noto a livello internazionale, che ha costituito per il film un gruppo di musicisti del territorio. Con la sua voce emergerà ancora una volta il contadino cantore Antonio Guastamacchia, voce di rilievo del canto popolare lucano e fil rouge della narrazione.



Il film è prodotto da Caucaso, cooperativa di produzione cinematografica con oltre vent’anni di storia, nata con una vocazione specifica per il cinema d’autore. Accanto a Caucaso, la lucana Fedelissimi, giovane realtà produttiva radicata nel territorio. La natura produttiva e quella narrativa coincidono in modo organico: il film è scritto e girato prevalentemente in Lucania, nel territorio dell’Alto Bradano, dove si svolge la vicenda e dove vive la comunità coinvolta, con una partecipazione piemontese che riflette drammaturgicamente l’altrove industriale verso cui si sono dirette le migrazioni interne del Novecento. Questa duplice traiettoria è sostenuta dalle rispettive istituzioni territoriali: la Lucana Film Commission accompagna il progetto nello sviluppo e nella realizzazione, mentre la Film Commission Torino Piemonte sostiene la produzione sul versante piemontese. Determinante è inoltre il sostegno del bando SIAE “Per Chi Crea”, promosso dalla SIAE e dal Ministero della Cultura a favore dei giovani autori. A rafforzarne il percorso di crescita e definizione artistica si aggiunge la selezione nel programma di residenza Itineranze Doc, prestigiosa realtà nazionale dedicata allo sviluppo del documentario di creazione.




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