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| In-Dipendenza dall’alcol. Informazione e sensibilizzazione a S. Severino Lucano |
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29/11/2025 | La Cooperativa Sociale Medihospes, dopo il flash mob fortemente voluto per il 25 Novembre, giornata contro la violenza sulle donne, il 28 Novembre in mattinata ha organizzato e realizzato, a S. Severino Lucano, una giornata di sensibilizzazione ed informazione sul tema della dipendenza da alcol. L’iniziativa, dal titolo “In – Dipendenza”, ha visto protagonisti il Responsabile del Centro Alcologico, Luigi Viola di Chiaromonte, il Dott. Alberto Dattola, che da anni si occupa di alcolismo e tossicodipendenze, ed un’equipe del personale che quotidianamente segue e sostiene le persone alcoldipendenti ed i beneficiari del progetto SAI del Comune di S. Severino Lucano. La referente di Medihospes, Mariana La Sala, che ha parlato per prima all’incontro, ha spiegato che è importante informare la popolazione su problematiche come questa che purtroppo, si riscontrano sempre più, in piccole comunità come quella di S. Severino Lucano. Il Dott. Dattola ha ribadito successivamente, che Medihospes rappresenta uno dei “nodi” della “rete socio sanitaria”, costituita da Amministrazioni, forze dell’ordine e personale sanitario. L’attivazione di uno di questi “nodi” permette di contrastare queste forme di abuso, sentinella di un disagio profondo. Continuando nel suo intervento, ha poi spiegato che la presenza del Sindaco del piccolo borgo, il Dott. Giuseppe Ciminelli, in giornate simili, dimostri la volontà politica dell’Amministrazione Comunale di collaborare ed essere parte attiva della cosiddetta rete, unico strumento per evitare l’avanzare del problema. Si è ampiamente parlato durante l’evento, dei danni da alcol che coinvolgono molti organi del corpo umano. Durante la gravidanza, ed allattamento, i danni sono riscontrati maggiormente nel bambino. Purtroppo come spiega il Responsabile del Centro, per anni il vino è stato considerato da molti, erroneamente, come un “alimento” della dieta Mediterranea, attribuendogli benefici che in realtà non ha.
Ricordiamo che il Centro di Riabilitazione Alcologica di Chiaromonte, è attivo dal 16 Luglio 2007 ed è il primo del Centro-Sud Italia. In esso gli alcolisti possono seguire, insieme con le loro famiglie, un percorso finalizzato al cambiamento di stile di vita per poter smettere di bere e continuare a restare sobri. La struttura ha già ospitato utenti provenienti da molte regioni italiane. Chi ha bisogno, può contattare il centro ed avrà un primo colloquio. Il percorso al C.R.A. prevede l’utilizzo della metodologia “ecologico-sociale” del Prof. V. Hudolin secondo la quale l’alcolismo non è né un vizio né una malattia, ma un particolare modello comportamentale, uno stile di vita che riguarda non solo l’alcolista ma anche i suoi congiunti e la comunità di appartenenza. Conformemente all’approccio, la permanenza al Centro vedrà il pieno coinvolgimento delle famiglie che parteciperanno costantemente alle comunità multifamiliari (momenti di terapia di gruppo) e ad attività di sensibilizzazione sui problemi alcolcorrelati attraverso delle lezioni di educazione alla salute. Questo è quanto spiegato dalle Educatrici professionali, Benedetto Lucia e Falabella Rosanna che hanno illustrato le proprie mansioni. Lo scopo fondamentale del C.R.A. non è solo quello di smettere di consumare alcolici, quanto quello di cambiare stile di vita inteso come miglioramento delle relazioni con gli altri e acquisire regole e comportamenti per il benessere psico-fisico, ridando così la capacità alla persona ed ai suoi familiari, di reintegrarsi nel contesto sociale. Inoltre, con l’aiuto della Infermiera professionale D’Arretta Lucia è stata fatta una dimostrazione dell’alcol test, con etilometro. Per indagini più approfondite, viene fatto il test del capello, che rileva se in tre mesi il soggetto abbia bevuto in maniera eccessiva. Stessa verifica che si fa per le tossicodipendenze. Facendo indossare delle lenti particolari ai volontari del pubblico, tra cui i beneficiari del progetto SAI, questi, hanno vissuto le difficoltà visive di chi è alterato dopo aver bevuto. Lo psicologo Marco Avenà, ha poi simulato il colloquio necessario per ogni soggetto che chieda aiuto, per comprendere il suo vissuto, ciò che lo ha reso vulnerabile. A parlare con lo specialista, è stata una giovane madre, ospite per il SAI, che con l’aiuto dell’interprete, ha raccontato di provenire dalla Tunisia, dove lavorava soltanto il marito ed economicamente non riuscivano ad avere una vita dignitosa, visti i suoi problemi di salute e le cure a pagamento. Così ha deciso per il bene dei suoi figli, di partire per l’Italia e dopo ore ed ore di mare mosso ed aver superato i controlli, con tanta paura perché non capiva l’Italiano, ci confessa che il suo timore più grande era quello di essere rimpatriata. Visibilmente commossa, alla fine del racconto, ha pianto dimostrando quanta sofferenza abbia provato e provi ancora oggi, nel ricordo di quei giorni. L’immagine di questa mamma in lacrime resterà sicuramente nella mente e nel cuore dei presenti. Il Sindaco, il Dott. Ciminelli che ha parlato subito dopo, concordando in pieno su quanto detto precedentemente, ha poi sottolineato, come questi comportamenti sbagliati derivino dalla mancanza di luoghi di ritrovo diversi dai bar. Come ribadito per tutto l’incontro, i gestori di questi locali non hanno colpe. Ognuno di noi, deve imparare ad autogestirsi ed autoproteggersi da eventuali tentazioni poco salutari. Per salvaguardare i propri concittadini da tali pericoli, è volontà dell’ Amministrazione, offrire alternative valide che fungano da punti di aggregazione e svago.
In conclusione del dibattito, ha parlatola psicologa di Medihospes, la Dott.ssa Annalisa Graziadio, sottolineando come le dipendenze, oltre a danneggiare il fisico, danneggino la psiche e di conseguenza facciano cambiare il comportamento e l’interazione con gli altri, inducendo all’isolamento. É importante quindi che ognuno di noi, impari a comprendere come si sente e se dovesse avere bisogno d’aiuto a chiedere supporto, senza timore. É fondamentale inoltre, anche riconoscere negli altri, i segnali del malessere e dare loro sostegno. Solo così riusciremo a vivere veramente liberi.
Rosanna Viceconti
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