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La Passio Christi al Santuario della Madonna del Pantano tra spiritualità, territorio e memoria

10/04/2025

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali, con la collaborazione del Circolo Laudato si’ Valsarmento, propone, venerdi 11,“Passio Christi” nelle vie crucis della restanza, in uno scenario unico, quello del Santuario della Madonna del Pantano, a San Giorgio Lucano. Un tema non scontato quello scelto per la Via Crucis di quest’anno giubilare, a partire dalla stessa parola “restanza”, non nuova, ma neppure diffusamente conosciuta. “Questo nostro tempo, scrive Anna Maria Bianchi, Presidente CDAL Animatrice Laudato si’, è marcatamente segnato da migrazioni e spopolamento delle aree interne. Un tempo silenzioso per chi “resta” nel suo luogo di origine, sentendosi ancorato e allo stesso tempo spaesato in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente. Per chi parte si chiedono sempre maggiori diritti, mentre si continua ad essere meno sensibili sui diritti di chi sceglie di restare”. Riflessioni e preghiere sul tema si accompagnano a parole della scrittura e del magistero e alla poetica visione offerta da un’opera unica, giovanile, “La Promenade”, “La Passeggiata”, di Marc Chagall, dove chi vola, viene trattenuto per mano da chi resta. Appunto, andare e restare. “A ben vedere, precisa la professoressa Bianchi, restare e andare sono anche i poli della vita del discepolo: restare con il Maestro per nutrirsi di Lui, Parola e Pane, per poi mettersi in cammino e portare a tutti la gioia e l’amore che questo incontro dona, per ritornare poi a una nuova sosta rigeneratrice”. Una Passio Christi accompagnata dalle strofe di “Pastori di Greggio”, brano del cantautore lucano Alberto Giovinazzo, che si chiudono con il saluto di chi resta, di chi non vuole lasciare la sua terra per quanto malridotta, a chi se ne va. Il tema della restanza: partire, restare o tornare come poli attorno ai quali si snoda la vita. “Un tema – ci tiene a sottolineare Anna Maria Bianchi - che ha punti di aggancio con lo spopolamento delle aree interne, la carenza di infrastrutture, la precarietà della medicina territoriale, la perdita progressiva dei presidi nei piccoli centri (scuole, ufficio postale, farmacia, biblioteca …), abbandono dei lavori e di mestieri tradizionali”. Aspetti che la CDAL ha preso in considerazione anche nel passato, organizzando convegni, focus, laboratori. Frammenti, sì, ma con il forte bisogno di ricomporre tutto in unità. Una base di riflessione per chi vive quotidianamente questa realtà. “Questo nostro tempo segnato dalle migrazioni – continua la Bianchi - è anche il tempo di chi “resta” nel suo luogo di origine e lo vive, lo interpreta. La restanza va "politicizzata", perché chiede nuovi diritti, nuovi servizi, nuove opportunità. E nel farlo ci vuole amore, che alimenta l’amicizia sociale e porta un valore aggiuntivo al principio liberale della corresponsabilità”. Parole forti, ricche di sensibilità. Una sorta di lettera d’amore per un territorio sempre più povero, dove il diritto di restare viene negato. Si recidono storie, radici e sentimenti. Questo lo sfondo che ha portato alla scelta dell’immagine per la Via Crucis 2025. Ecco riaffacciarsi ancora La promenade, di Marc Chagall. Per il pittore, il villaggio d’origine è il luogo più caro del mondo e non smette mai di evocarlo attraverso i suoi quadri. L’amore per il proprio luogo, l’amore per la propria donna può ben essere la metafora del legame di chi parte, di chi è “andato”, con chi ha scelto di restare nel suo luogo ideale. Un Cammino che deve riscoprire il comune senso di appartenenza, la storia di ognuno, i sentimenti. Una terra di passione, culla di una civiltà che ci accompagna ai nostri giorni, terra di lotte e di martirio, senza dubbio, ma ricca di speranza, quella speranza che porta alla risurrezione della carne, del sangue, del corpo. I paesi non moriranno mai, se le persone riscopriranno la loro essenza: la “struttura di sentimento”, che costituisce il cuore di ogni paese, di ogni comunità.

Vincenzo Diego



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