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| Calvera celebra Josè Libertella, che salvò il Tango dall'oblio |
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12/10/2023 | Sabato 14 ottobre iniziano gli eventi celebrativi, cofinanziati dalla Regione Basilicata, del nostro illustre concittadino Josè “Pepe” Libertella, nato il 9 luglio 1933 a Calvera ed emigrato a meno di un anno a Buenos Aires, dove cresce nel “barrio” di Villa Lugano e ben presto comincia a suonare il bandoneón.
Il suo precoce talento lo porta già da adolescente, alla fine degli anni ’40, a suonare in prestigiose orchestre di tango, fra cui quelle di Osmar Maderna e Carlos Di Sarli, fino a fondare nel 1973 il famoso Sexteto Mayor.
Occupa un posto di grandissimo rilievo nella Storia del Tango per essere stato uno dei "traghettatori" del genere musicale dal periodo di decadenza, iniziato negli anni ’60, alla rinascita degli anni ‘80; e ciò grazie agli spettacoli "Tango Argentino" del 1983 e “Tango Pasión” del 1992, portati in giro per il mondo, che lo hanno visto, con il Sexteto Mayor, fra gli ideatori ed interpreti: se oggi la magica danza di Buenos Aires continua ad affascinare gli appassionati, e a conquistare dappertutto nuovi adepti, lo si deve anche alla sua preziosa attività di musicista.
Scomparso a Parigi a 71 anni, l'8 dicembre 2004, alla vigilia dell’ennesimo concerto che avrebbe dovuto tenere, carismatico direttore d’orchestra e geniale arrangiatore, fecondo compositore di brani antologici, in possesso di non comuni capacità tecniche e interpretative nel suonare il bandoneón, è oggetto tutt’oggi di una grande devozione, un vero e proprio cult, fra gli appassionati di Buenos Aires e di tutto il mondo: un ponte fra l’Italia e l’Argentina con le radici saldamente fissate nelle Musica, e segnatamente nel Tango.
Si parte sabato alle ore 16:45 con una Messa in suffragio nella Chiesa Madre di Calvera.
Seguirà, nella Sala multimediale del Museo Anamnesis, a partire dalle 18.30, una “Milonga di benvenuto” (ingresso e buffet gratuiti), con Masterclass di due coppie di Maestri argentini: Edith Paez e Daniel Canuti, e Malena Veltri e Luis Delgado, e la partecipazione della cantante Laura Colangelo e della bandoneonista Gabriela Galí; musicalizza don Nicolás del Arrabal.
È attesa la partecipazione di tangheri provenienti oltre che dalla nostra regione, anche da Puglia e Campania.
La serata si concluderà con un buffet ed un piatto della tipica pasta di farina di Miskiglio, cucinata dalle signore del posto.
Domenica 15 ottobre, in piazza Risorgimento, alle ore 10:00 verrà intitolata a José Libertella una sala comunale
e alle ore 10:15 ci sarà il “Vernissage” del dipinto “Omaggio al Sexteto Mayor” del Maestro Antonio Cillis di Pietragalla.
Alle ore 10.30 nella Sala multimediale del Museo Anamnesis si svolgerà il Seminario-spettacolo multimediale “Celebrando José Libertella, il musicista lucano che ha salvato il Tango dall’oblio“, condotto da Nicola Corona, presidente dell’Associazione culturale “Alma Latina” di Melfi, partner di questa Amministrazione nell’ideazione e realizzazione dell’intero progetto.
Dopo i saluti istituzionali verrà presentato il libro di Mariano Libertella e Nicola Corona “José Libertella - Vita, Passione e Tango - il musicista lucano che ha salvato il Tango dall’oblio“ con lettura di brani scelti.
Seguiranno contributi critici con proiezione di foto e video, opportunamente intervallati con l’esibizione degli artisti predetti, a cui si aggiungerà la cantante italo-argentina Marcela Gargia, di origine calverese.
Tutti gli artisti presenti porteranno testimonianze personali su Pepe Libertella,
Alle ore 12.00 si svolgerà lo Spettacolo di musica e danza “Passione” nell’ambito del FAME, Festival Appennino Mediterraneo, cui seguirà un ricco buffet.
Il Seminario-spettacolo “Celebrando José Libertella, il musicista lucano che ha salvato il Tango dall’oblio“ verrà poi replicato, con variazioni marginali, mercoledì 18 ottobre alle ore 19:00 presso il Chiostro comunale di Avigliano, e a Potenza sabato 21 ottobre alle ore 18:00 presso la Sala del Centro Sociale “Malvaccaro”, concludendo così una settimana in onore di un grande Figlio della nostra terra.
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