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Ricordo di Leonardo Riccardi: 'Oggi siamo tutti più poveri'

30/05/2023

Oggi siamo tutti più poveri: con la prematura scomparsa del maestro Leonardo Riccardi tutti abbiamo perso qualcosa! E’ più povera Terranova di Pollino, paese dove viveva con la sua famiglia, lo è San Paolo Albanese, suo paese di origine (era nato in contrada Prastia in territorio di San Paolo), lo è la Val Sarmento e l’intera Basilicata. Ma siamo più poveri, tutti, da un punto di vista culturale, perché con la scomparsa di Leonardo Riccardi tutta la cultura popolare perde il rappresentante più genuino di una tradizione, un interprete semplice che ha dato voce e lustro ad un territorio, alle sue ansie e alle sue aspettative per il futuro. Un interprete che ha saputo cantare la storia di un popolo coinvolgendo i giovani e le nuove generazioni, riallacciando i fili di una tradizione che rischiava (e rischia ancora) di essere risucchiata nel vortice della globalizzazione e del relativismo culturale.
Tutti oggi perdiamo un amico: un amico che riusciva a riempire le piazze di giovani al suono della zampogna e della surdulina; un amico che, nonostante le tante asprezze della vita, ci faceva sentire orgogliosi di appartenere ad una terra che giorno dopo giorno ci alimenta con i suoi valori, con le sue tradizioni che Leonardo, poi, abilmente metteva in musica per la gioia di tutti.
E’ stato giustamente detto che oggi è morto un monumento: il monumento della cultura popolare del Pollino! Esistono monumenti come il pino loricato simbolo del Parco Nazionale del Pollino, le banxhurne che crescono sul monte Carnara a San Paolo, le tante bellezze artistiche e naturali dei nostri territori e poi ci sono persone, come Leonardo Riccardi, che hanno la capacità di racchiudere tutto questo patrimonio in una ballata accompagnata dal suono melodioso e arcaico della zampogna, che rende tutto questo eterno, e farlo diventare patrimonio dell’umanità!
Oggi non è facile dire e accettare che questo monumento della cultura contadina e agro-pastorale della Basilicata sia morto ma chi semina valori non muore mai: le persone muoiono, le idee, i valori, ciò in cui crediamo sono eterni e trascendono la nostra stessa esistenza!
Oggi siamo tutti più poveri: ma il seme gettato da Leonardo Riccardi non dovrà andare disperso; oggi tutti dobbiamo portare fieramente avanti la sua opera perché, se un insegnamento ci ha lasciato l’amico Leonardo, questo è l’amore per le nostre radici, per la nostra cultura e per le tradizioni dei nostri padri.
Oggi, accanto al pino loricato sul Pollino e alle banxhurne sul monte Carnara, un altro monumento ci spinge e ci incoraggia a riscoprire la bellezza e la ricchezza del nostro passato.
Riposa in pace caro amico, noi vogliamo ricordarti sempre con il tuo sorriso bonario, con il tuo mantello e il tuo cappello neri e la tua inseparabile zampogna tra le mani e suona, suona ancora perché anche l’eternità conosca la tua tanto amata Val Sarmento!


Nicola Alfano



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