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| La Basilicata e la dura realtà dei numeri |
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10/03/2023 | Ci troviamo ancora una volta a parlare della Basilicata e dei suoi strani misteri. Una regione di nemmeno 600mila abitanti, al 31 dicembre 2022 i residenti erano 537.423, dato che colloca la Basilicata al terzo posto dopo Valle d’Aosta e Molise. Ma il dato impressionante (e preoccupante) non è tanto quello della popolazione attuale, quanto piuttosto il numero di persone che nel corso degli anni hanno lasciato la regione. Si è passati infatti da 597.768 abitanti del 2001 ai 541.168 del 2021; in un ventennio abbiamo perso qualcosa come 56.600 persone. Quasi una città come Potenza che è scomparsa!
Ora questi dati dovrebbero interrogarci e porci tutta una serie di domande. Come è possibile che in un ventennio si registri un calo così vertiginoso della popolazione? Ma questo primo interrogativo per meglio essere compreso in tutta la sua portata, va integrato con un’altra considerazione: una regione che presenta uno spopolamento del genere dovrebbe quantomeno rendere evidente questo malcontento alle urne. E invece no, in Basilicata i vari governi regionali che si sono succeduti negli anni hanno sempre avuto maggioranze solide. Allora in sede storico-critica si pone un problema: come mai difronte ad uno spopolamento spaventoso la popolazione conferma una classe dirigente (sempre la stessa!) con maggioranze così solide che potremmo definire bulgare? L’unico parallelismo che si potrebbe fare sarebbe quello con il Veneto e la Lombardia per i risultati ottenuti dalla Democrazia Cristiana e l’Emilia-Romagna e la Toscana per quel che riguarda il Partito Comunista. Ma sia nell’uno che nell’altro caso, accanto a solide maggioranze, troviamo una realtà produttiva e sociale che, almeno a livello logico, giustifica il voto di quelle regioni. Ma in Basilicata perché si è continuato a votare sempre una parte politica se poi giorno dopo giorno la gente abbandonava la regione per la mancanza di lavoro? Proviamo a fornire qualche dato a supporto di quanto andiamo affermando. Dal 1970, anno di istituzione delle Regioni, fino al 2019, in Basilicata per ben 49 anni si sono succeduti soltanto governi di centro-sinistra. Ma ancor di più, in questo lungo arco temporale, bisogna attendere il 2000 con Filippo Bubbico per avere un Presidente di Regione che non sia espressione della DC o del Partito Popolare Italiano. Questo dimostra come la Democrazia Cristiana (e i suoi eredi politici) in Basilicata fosse realmente quello che, giustamente, da più parti è stato definito il “partito-Regione”. Nel dettaglio queste sono le varie Giunte che nel corso degli anni si sono succedute:
1970 -1982: Verrastro (DC)
1982-1985: Azzarà (DC)
1985-1990: Michetti (DC)
1990-1995: Boccia (DC-PPI)
1995-2000 Dinardo (PPI)
2000-2005: Bubbico (DS)
2005-2013 De Filippo (La Margherita-PD)
2013-2019: Pittella (PD).
Analizziamo ora i dati elettorali della Democrazia Cristiana dal 1970 al 1990.
Dal 1995 poi si ha l’elezione diretta del Presidente della Giunta Regionale con la successiva scomparsa dei vecchi partiti della Prima Repubblica, ma la sostanza non cambia per il centro-sinistra:
Nicola Alfano |
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