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Sexum Superando: la storia della poetessa del castello di Valsinni

22/01/2013

2005, a distanza di cinque secoli rivive la storia della poetessa lucana Isabella Morra. Marta Bifano con il suo “Sexum Superando” porta sullo schermo la vera storia della giovane poetessa lucana, nata a Favale (l’odierna Valsinni) nel XVI secolo. Isabella Morra, la giovane donna che nella prima metà del ‘500 illuminò il panorama letterario italiano, emergendo come l’esponente principale tra le poetesse petrarchiste del Rinascimento.
A soli 26 anni Isabella fu uccisa dai due fratelli, per via di una presunta relazione clandestina con il barone Don Diego di Bollita (l’odierna Nova Siri), anche lui appassionato di poesia. Dopo aver pugnalato Isabella, i due assassinarono anche Don Diego, tendendogli un agguato nel bosco. Isabella era veramente innamorata di Diego? O vedeva in lui solo la possibilità di evadere dalla sua famiglia? L’unica verità è e rimane la poesia di Isabella Morra.
All’inizio de ‘900 Benedetto Croce, incuriosito dalla particolarità delle sue rime, si recò in Basilicata per indagare personalmente sulla vita della poetessa.
Isabella, giovane vittima di un’epoca che considerava la donna intellettualmente inferiore all’uomo, in un paese dove, come avrebbe scritto Carlo Levi, nessuna donna poteva frequentare un uomo se non in presenza di altri. Ad Isabella è stato negato il conforto di una famiglia che la amasse, e ci ha lasciato una storia che è uno spaccato del suo tempo e della sua terra. La sua poesia contiene , come disse Croce, un concentrato di immediatezza passionale e di abbandono al sentimento che sono le virtù della miglior poesia femminile. È la triste figura di una poetessa che rappresenta tutte le donne schiave e vittime di una realtà ostile, che impedisce la libera espressione della vita e dei sentimenti. Le vicende femminili, come quelle umane, si ripetono nei corsi e ricorsi della storia: la storia di Isabella dà voce alle donne che non hanno voce, la cui storia è o è stata simile a quella della poetessa lucana.
Il film, nel 2005, è stato proiettato in anteprima alla Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia.
Set del film sono stati il Castello di Melfi e quello di Lagopesole, dimore di Federico II di Svevia.
Nel cast il lucano Erminio Truncellito ha vestito i panni di Decio Morra.

Nicoletta Fanuele



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