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Potenza: piantare alberi di solidarietà e di speranza

1/12/2021

La scuola dell’infanzia e primaria di S. Antonio Casalini con #UNICEF Potenza educa cittadini responsabili e solidali
“Piantare un albero fa bene al morale! Piantare alberi è l’unica arma contro il disastro climatico”. Questo è il monito lanciato da Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale di fama internazionale. L’albero non è solo una pianta! E’ vita, entusiasmo, amore! E nella scuola di S. Antonio Casalini il 30 novembre, con la collaborazione fattiva di tutte le insegnanti, in qualità di Presidente del Comitato Provinciale UNICEF di Potenza, ho piantato alberi di generosità.
Mi accoglie la maestra della scuola dell’infanzia Anna Maria Polito che controlla il mio green pass e inseme prepariamo il tavolo della solidarietà con i gadget natalizi dell’UNICEF. Con lei l’insegnante Catia Donato e otto piccoli che, seduti attorno a un tavolo, mi mostrano le coccarde della gentilezza che hanno ricevuto in premio perché, giocando a pallone, quando hanno chiesto aiuto, hanno usato le parole “ grazie, prego, scusa, per piacere “. E orgogliosi mi mostrano i disegni nei quali hanno illustrato gesti di amicizia e giocano con me con il barattolo dei sorrisi.
Attenti osservano il logo dell’UNICEF, i disegni della Pimpa , di Gino il pollo e i grandi fogli colorati delle avventure della pigotta che hanno conosciuto nell’incontro a distanza che ho fatto con loro l’anno scorso. Con le maestre mi mostrano orgogliosi il loro teatro dei diritti, con il quale, con l’aiuto di un folletto fatto con il mocio, hanno cominciato a riflettere sui diritti dei bambini.
Chiedo delle mamme, dei papà, dei nonni e delle nonne e felici i piccoli mi dicono i loro nomi, le coccole che ricevono, i piatti gustosi che per loro vengono preparati. Ma soprattutto mi confidano che amano riposare con i nonni sul divano, nel lettone..ascoltando storie fantastiche. E io, che non voglio essere da meno, racconto loro la storia della colomba della pace che, stanca di vedere i bambini che litigano, si arrabbia, sporca le sue penne e perde i colori dell’arcobaleno che l’accompagnano sempre. Solo un piccolo corvo tutto nero la fa ragionare. La colomba si calma e torna a portare la pace e i colori ai piccoli che finalmente giocano senza litigare.
L’infanzia possiede ogni bellezza ed ogni ricchezza: “Il bambino possiede in lui importanti risorse. Esse si rivelano se egli può dialogare, essere ascoltato con affetto e rispetto, essere difeso” (dalla Charte du Bureau International Catholique de l’Enfance del 2007).
I più grandi della scuola primaria si dispongono in cerchio nel grande salone a distanza di sicurezza, portando con sé le sedie dalle aule. Con loro le maestre Alba Colonna,Basile Maria e Beatrice Gerardi e che prendono posto accanto ai bambini.
Mi conoscono perché ho avuto la possibilità di incontrarli molte volte nel corso di questi anni, grazie alla disponibilità della dirigente scolastica Viviana Mangano e della responsabile del plesso Rosanna Leone. La conversazione è centrata sui diritti dei bambini e degli adolescenti e, sollecitati, mettono al primo posto il diritto al gioco. E quando chiedo se i genitori giocano con loro raccontano cosa fanno con le mamme e gli amici. Un bambino confessa “ Mio papà non ha tempo per giocare con me. Lo vedo solo la domenica”. Alcuni dicono che hanno molti amici in chat quando si sfidano con partite interminabili con i videogame. E subito li invito ad usare con intelligenza i social, a ragionare, perché se un amico che conosci può tradirti, ancora più pericolose possono essere le amicizie virtuali. E subito un’alunna dice “ Quando ho qualche dubbio su chi frequento on line, parlo subito con i miei genitori.”In cerchio con loro le maestre Maria Mecca e Rosanna Di Stefanoche ,appena arrivate a scuola, si sono messe in gioco.
E così questi alunni dimostrano di essere consapevoli che alla tentata violenza si risponde con la solidarietà, con il rispetto dei diritti di ogni persona. Si risponde con la forza della comunità. La scuola c’è e dice ‘no’ all’odio, agli abusi.

Nel gruppo che mi ascolta c’è una bambina che viene dall’India e un bambino di colore. Nei fatti la scuola di S. Antonio Casalini dimostra che non c’è spazio per le discriminazioni. Accoglie ogni persona e di ogni persona riconosce il valore. E’ anche per questo che i piccoli ascoltano con grande attenzione il mio racconto di un’amicizia fra un ragazzo del Senegal e un rumeno che un giorno litigano in maniera feroce per un disegno e che poi sono capaci di fare pace, di tornare amici. L’educazione, è la chiave a nostra disposizione per produrre un cambiamento culturale verso comunità sempre più di pari opportunità e rispetto.
I piccoli e i più grandi, quando l’incontro termina, si avvicinano al tavolo con gadget natalizi che aiutano l’UNICEF a vaccinare, portare cibo e istruzione ai bambini poveri. E i loro sorrisi mi confermano che il loro cuore è vivo e pieno d’amore, che sono capaci di piccoli gesti di solidarietà che mi danno un senso di gioia e di pienezza e rendono il nostro mondo più bello.



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