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| Il covid non ferma il festival dedicato al compositore Sanseverinese Gregorio Strozzi |
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17/12/2020 | Il Covid non ferma il Festival Gregorio Strozzi, seppure in modo virtuale e con ogni tipo di precauzione e attenzione richiesta dalla situazione sanitaria, il tradizionale concerto a ricordo del musicista a cui la cittadina del Pollino ha dato i natali, giunto ormai alla sua diciottesima edizione, si terrà.
L’appuntamento è alle ore 17,30, sul palcoscenico del Palafrido ci sarà il giovane lucano Romolo Saccomanni, in “sala” tutti gli appassionati di musica classica che alle ore 17.30 si sintonizzeranno sulle frequenze di TRM h24, sul canale 16 del digitale terrestre per la Puglia e la Basilicata, sul canale SKY519 sul sito www.trmtv.ti e canali socia trm.
“Nell’ormai lontano 2003 abbiamo dato vita a una manifestazione dedicata a Gregorio Strozzi, con l’obiettivo, dice il sindaco Franco Fiore, di celebrare l’illustre organista e compositore italiano, che nacque a San Severino Lucano intorno al 1615. La sua rivalutazione costituì e tuttora costituisce il punto di partenza per una riscoperta del patrimonio musicale della Basilicata e di tutta la scuola napoletana. Il Festival, continua il primo cittadino, quest’anno non potrà essere seguito dal pubblico in presenza data la situazione sanitaria, ma non abbiamo voluto interrompere la tradizione, abbiamo così fatto ricorso ai media.
Il Festival, conclude il sindaco sta diventando ogni anno più significativo, grazie ai maestri di musica che vengono ad allietare il pubblico sanseverinese e non solo, quest’anno, come altre volte sarà un giovane lucano”.
Il programma del concerto è formato da arie sacre e profane di autori contemporanei e dell'epoca successiva al compositore G. Strozzi.
I brani eseguiti saranno:
- Amato ben, tu sei la mia speranza da “La verità in cimento” (A. Vivaldi)
- Piangono al pianger mio (S. D'India)
- Si dolce è ‘l tormento (C. Monteverdi)
- Aus Liebe da “Matthäuspassion”(J. S. Bach)
- Crude furie degli orridi abissi da “Serse”(G. F. Haendel)
- Les Baricades Mistérieuses (F. Couperin)
- In Furore iustissimae irae “1 movimento”(A. Vivaldi)
- Nel profondo cieco mondo da “Orlando Furioso”(A. Vivaldi)
- Del tradimento è questa la pena da “Giuseppe Riconosciuto” (E. R. Duni)
Romolo Saccomanni, classe 1999, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte a soli 12 anni. Consegue nel 2020 il Diploma Accademico Magistrale in pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio di Matera. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ha frequentato masterclass con docenti quali P. De Maria, R. Prosseda, F. Libetta e P. Camicia. Attualmente collabora con artisti di chiara fama internazionale quali K. Ricciarelli, D. Garattini, F. Zingariello, A.M. Sarra, P. Veleno e per importanti festival come il Festival Duni di Matera. Svolge intensa attività concertistica in qualità di solista, in formazioni da camera e come pianista accompagnatore.
Gregorio Strozzi lo ricordiamo fu Organista e compositore italiano, nacque a San Severino Lucano intorno al 1615. A Napoli, dove si era trasferito, perfezionò gli studi musicali con G.M. Sabino e prese gli ordini sacri.
Nel 1634 ottenne nella chiesa dell’Annunziata il posto di organista lasciato vacante dal Sabino per la nuova nomina a maestro di cappella, in tale posizione era ancora nel 1643, nonostante una promessa di promozione da organista ordinario a maestro di cappella o a I° organista. Noto pure come didatta di canto, appare designato coi titoli di abate, doctor in utroque jure e protonotario apostolico.
L’opera di maggiore interesse nell’ambito della produzione di Strozzi è “Capricci da sonare cembali et organi”, concepita nella tradizione della cosiddetta scuola “cembalo-organistica” napoletana. Stampata in partitura comprende 3 capricci veri e propri, 3 ricercate, 3 sonate, 4 toccate, 3 gagliardi, 1 madrigale diminuito, 8 correnti, 2 balletti, 1 ballo e 3 serie di var., vale a dire quasi tutti i generi di musica per tastiera del tempo. Accanto alla sua appartenenza alla scuola napoletana, sono presenti in Strozzi altri aspetti diversi: un gusto spiccato per cromatismi, arditezze armoniche e dissonanze che convive con un senso della scrittura dotta e severa; una certa inclinazione per l’originalità che si denota nell’impiego di figurazioni e abbellimenti insoliti ed estrose relazioni armoniche. Si può cogliere un nesso fra quest’opera e quella dei suoi predecessori quali Frescobaldi e Trabaci, individuabile , ad es. nei capricci (concepiti come susseguirsi di var. contrappuntistiche, secondo la forma Frescobaldiana), nelle ricerche che, con più temi trattati contemporaneamente, riportano a Trabaci. All’es. unito di entrambi si possono ricondurre le toccate, mentre le 3 sonate rivelano più spiccatamente l’influenza di Frescobaldi, appartenendo al genere della canzona – variazione con passaggi da una sezione all’altra in stile recitativo e toccatistico. Queste affinità con opere antecedenti giustificano molte perplessità che nascono dalla considerazione della tardiva data di pubblicazione (1687) e rendono inclini a considerare questi lavori composti nella prima metà del secolo e pubblicati con sensibile ritardo. Interessante è, infine, la dicitura “ Passa Y calla” (in spagnolo, “passa e taci”) posta all’inizio della Toccata de Passacagli che conduce l’opera e che può essere presa in considerazione per la dibattuta spiegazione del significato della parola “passacaglia.” |
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