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| ''Raccontatemi chi era mio padre per voi'' |
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23/11/2020 | Ho conosciuto Carmen una sera di dicembre di pochi anni fa, a Roma, davanti al teatro nel quale, di lì a poco, avremmo incontrato e ascoltato Francesco Guccini, passione in comune. Tra noi due l’empatia ha costruito una trama solida grazie ad una coincidenza meravigliosa: lei è romana, ma suo marito è originario di un paese, Francavilla in Sinni, a venti chilometri dal mio, in Basilicata. Un legame, il suo con la Basilicata, d'amore e di sangue, avrei scoperto dopo.
L’ultima nostra telefonata risale al periodo buio del primo lockdown e fu sempre Guccini a darci il pretesto per sentirci. Fu una telefonata lunga, di timori legati alla pandemia ma, soprattutto, di paura legata a quanto grandi fossero i risvolti psicologici, soprattutto per i bambini, per sua figlia, e quanto lunga potesse essere la scia di questa eredità emotiva e di questa esperienza che pare senza fine.
Pochi giorni fa, però, Carmen affida anche ai social l’ultimo saluto a suo padre Luigi, originario anche lui di Francavilla in Sinni. Non avevo avuto modo di notare, di capire, prima di quel messaggio, le condivisioni di poesie, testi dell’onnipresente Francesco, quella canzone che lui dedica a sua figlia che amo ma che non riesco ad ascoltare senza piangere.
Il padre di Carmen, Luigi Iannibelli, se ne è andato a causa di un cancro. Una malattia terribile e fulminea, che da luglio lo ha costretto in un campo di battaglia per una guerra che ha ‘’perso’’ solo dopo 5, durissimi interventi.
E allora? Perché scrivo questo?
‘’Mio padre era una persona amabile, sempre con un sorriso per tutti, senza rancore per nessuno- mi ha scritto Carmen- È stato un grande lavoratore, diligente, un grande stacanovista ricordato da ogni persona con cui ha avuto a che fare. Era un padre ‘’ermetico’’, di poche parole ma di enorme affetto. Ci ha insegnato la dignità nel non fare un passo più del dovuto, aveva il senso dell’unione familiare ma anche con le persone con cui aveva a che fare’’.
Carmen mi ha chiesto di aiutarla. Vorrebbe, attraverso questo primo articolo, raccogliere testimonianze per conoscere suo padre anche attraverso altri occhi e altri racconti.
Attraverso gli occhi e i racconti di chi lo ha conosciuto, di chi lo ha incontrato anche solo una volta, di chi può raccontare aneddoti mai raccontati. E’ anche questo un modo per costruire l’immortalità, no?
Mariapaola Vergallito
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