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Al MIG di Castronuovo Sant’Andrea Antoni Clavè

17/11/2020

Il compito di valorizzazione, formazione e trasmissione della storia della grafica che il nostro Museo svolge ogni giorno a livello nazionale, non si ferma. Perciò, sabato 14 novembre 2020, alle ore 18.30, via web e social network, si inaugura la mostra antologica di Antoni Clavé, il grande artista spagnolo che anche nella grafica ha mostrato il suo carattere di sperimentatore pieno di risorse, costantemente rivolte verso la contemporaneità ma senza mai dimenticare le origini catalane.

I lavori dell’adolescenza e della prima giovinezza (imbianchino, cartellonista pubblicitario, decoratore) che lo porteranno alla conoscenza approfondita dei materiali praticati dalle avanguardie (corde, stoffe stampate, sete, cartone ondulato, legno, lastre di rame, sacchi, velluto, bronzo, gesso, carte sgualcite, giornali, ecc.), i linguaggi adottati, spesso combinati insieme (pittura, scultura, disegno, collage, assemblages, scenografia, grafica), il pensiero, coltivato in frequentazioni fondamentali per un artista di razza (Dürer, Rembrandt, Goya, il Barocco, El Greco, Bonnard, Vuillard, Rouault, Soutine, Picasso), guideranno la ricerca di Clavé nella costruzione di un mondo carico di immagini e colori senza confini: uno scrigno di ricordi e di valori perduti ma anche un annuncio delle complessità del nostro futuro che lo rendono una delle figure più interessanti della storia dell’arte del Novecento.

La mostra continua il lavoro di informazione iniziato il 20 agosto 2011 con la storia della grafica europea e proseguito con le personali di Daumier, Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Bernard, Mirò, Dufy, Picasso, Calder, Ben Shann, Secessione di Berlino, Pechstein, Zadkine, Marcoussis, Assadour, Henri Goetz, Gentilini, Strazza, Accardi, Ciarrocchi, Consagra, Melotti, Maccari, Anselmo Bucci, Perilli, Raphaël, Del Pezzo, Mascherini, Bartolini, Marino, Azuma, Guarienti, Richter, Viviani, Arp, Viani, Breton e il Surrealismo, Fazzini, Max Bill, Sol LeWitt, Bram Van Velde, Gruppo CoBrA, Martin Bradley, Jean Messagier, Lucio Venna, De Chirico/ Apollinaire; “I Calligrammes”, Vedova, Fontana, Della Torre; è a cura di Giuseppe Appella che in questa occasione vuole ricordare gli incontri con Clavé, la recente scomparsa del gallerista di Barcellona Joan Gaspar, l’editore svizzero Nesto Jacometti e la mostra romana del 1973; comprende 65 opere datate 1946/1948-1975, dal libro d’artista “Candide” di Voltaire, edito da Jean Porson, con 46 litografie in bianco e nero (un vero e proprio manifesto: “Le Monde est un grande naufrage. La devise des hommes est: Sauve qui peut! J’en reviens toujours à CANDIDE: il faut finir par cultiver son jardin”), profondo nella penetrazione psicologica dei personaggi resi con cristallina chiarezza nella loro scoperta del mondo reale, alle acqueforti, acquetinte, carborundum che sottolineano l’amicizia con Henri Goetz al quale il Mig nel 2015 ha dedicato una vasta antologica, rievocativa anche dei passaggi da Castronuovo.

“Candide” anticipa l’intero lavoro di Clavé che, alla ricerca di un “suo” linguaggio, tutto gesto, segno e forma sostenuti da un approccio classico e dal colore-bagliore protagonista assoluto, non si è risparmiato esperienza alcuna ma sempre sottraendosi, con occhio disincantato, al compiacimento delle materie usate e all’estetismo. Il corpo a corpo con le tecniche, da “combineur des choses”, evidente nella scultura come nella grafica, è sottolineato da una sottile malinconia che pervade l’universalità del suo racconto spesso incantato e lirico, portato a non escludere lo scorrere del tempo di continuo presente nelle “tracce” che imprimono sia i dipinti che le incisioni, il ruolo fondamentale della donna, le violenze cui ci sottopone l’esistenza (con dimentichiamo che Clavé ha combattuto nell'esercito repubblicano, durante la guerra civile spagnola), una sotterranea sensualità, l’invito a guardarci dentro.



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