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| Rivello: 12^ rassegna “Le visioni altre-frammenti autoriali” |
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13/02/2020 | E’ Seul oggi una delle roccaforti nel mondo dove si produce cinematografia di altissima qualità. Nei giorni scorsi il magnifico gioiello “Paraside” di Bong-Joon-ho, già vincitore a Cannes 2019, ha fatto razzia di Oscar, altri recenti lavori (spesso sceneggiati da noti scrittori ) vengono acclamati in tutte le rassegne continentali e al prossimo “Far East Film Festival” ( Udine 24 aprile 2 maggio) una retrospettiva sarà dedicata al cinema sudcoreano degli anni novanta . Intanto, il capolavoro “A taxi driver “ (2017) di Jang Hoon, apre il 14 febbraio, nello spazio dell’Associazione culturale “La biblioteca rivellese”, la dodicesima edizione della rassegna “Le visioni altre-frammenti autoriali” promossa dal “Gal- La cittadella del sapere” e curata dal cinecronista Mimmo Mastrangelo. La rassegna ancora una volta, oltre a far conoscere quelle cinematografie del mondo che aprono squarci di verità sui grandi dilemmi del contemporaneità, punta a strappare dall’oblio un certo cinema cosiddetto classico ( coi nostri De Sica, Rossellini, Lattuada, Risi…). Nel film di Jang Hoo il tempo arretra al maggio del 1980, un taxi si addentra nel buio della città di Gwangju, dove è esplosa una partecipata rivolta popolare contro la dittatura militare. Al volante c’è Kim ( un gigantesco Son Kang-ho), vedovo e indebitato, che quando sente di un fotoreporter tedesco (il bravo Thomas Kretschmann) disposto a pagare molto pur di essere sul posto della protesta, non si lascia scappare l’occasione. La pellicola via via diventa un viaggio nei dieci giorni di lotta e di feroce repressione da parte dell’esercito che cambieranno le sorti dell’intero Paese, ma il regista racconta anche la storia di una toccante quanto improbabile amicizia. Ispiratosi a fatti realmente accaduti, Jang Hoon confeziona un inno universale alla libertà che unisce il potente affresco storico alla dimensione umana tra azione , lacrime e qualche genuina risata. “A taxi driver” è un film che parla a tutti, obbliga ad essere visto e ascoltato per raccontare una verità che non può essere più taciuta. Intenso ed emozionante, il film è uno splendido omaggio a quello che in Corea del Sud è diventato un eroe del popolo. Le prossime visioni del ciclo “Le visioni altre-frammenti autoriali” si svolgeranno nel liceo “F.De Sarlo” di Lagonegro e Latronico. |
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