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| Chiaromonte: alla scoperta degli Enotri |
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16/12/2019 | Popolo, mistero, mito, archeologia. Un viaggio nel tempo che ha portato i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Chiaromonte, guidati dalla dirigente Maria Vitale e dagli insegnanti Pasqualina Ferrara, Antonia Pangaro e Alessandro Di Pierro, tra i rivoli della storia, alla scoperta degli Enotri. Uno studio affascinante, sulle tracce di un popolo arrivato da lontano, dall’altra parte dello Jonio, sino alle colline della Campania, della Calabria e della Basilicata. Il progetto dal titolo “A scuola di archeoantropologia, gli Enotri a Chiaromonte, il mio museo racconta”, ha portato insegnanti e alunni, mano nella mano, spalla a spalla, alla scoperta delle proprie radici. Un progetto articolato, grazie al Programma Operativo Nazionale, che mira alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Un lavoro suddiviso in varie fasi didattiche: lezioni, laboratori, visite e ricerca sul campo, per meglio conoscere il territorio, ma anche l’arte, la cultura, l’organizzazione sociale di uomini e donne che hanno contribuito a farci diventare quelli che oggi siamo. Gli Enotri, come si legge attraverso le quattordici schede multimediali, diventate anche calendario 2020, si stabilirono in Italia, sotto la guida di Enotrio, figlio di Licaone. Un personaggio leggendario, un avventuriero, capace di lasciare la madrepatria, la Grecia, e guidare il suo popolo verso terre lontane, terre misteriose. Risalendo dalla costa, guidati dall’avventura e dalla voglia di ricominciare una nuova vita, iniziarono a popolare alte colline, ricche di acque e di boschi. Un fascino d’altri tempi che ha saputo rapire i ragazzi e farli incamminare in quei sentieri dell’ignoto, un viaggio oltre la porta del tempo. Un viaggio all’incontrario, quasi, partendo dalle alture della nobile Chiaromonte, e poi man mano, solcando i fiumi sino al mare, oltre questo, per raggiungere i luoghi dove tutto ebbe inizio. Piccoli storici, giovani archeologi alla scoperta di minuscoli insediamenti. Documenti alla mano, si va alla scoperta di questo popolo così lontano eppure per certi versi così vicino. Piccoli centri, all’inizio, povere capanne, con una organizzazione sociale poco articolata, basata probabilmente su semplici rapporti di parentela. Anche nel territorio di Chiaromonte vi si stabilirono delle famiglie che solo più tardi, attorno al IX secolo a.C., nella località «Sotto la Croce», si sapranno meglio strutturare, sino a raggiungere un’organizzazione sociale complessa, e questo si capisce grazie a diverse campagne di scavo, a diversi rinvenimenti di ricchi corredi funerari maschili e femminili che i ragazzi hanno potuto vedere a pochi passi dall’Istituto, presso il museo archeoantropologico Lodovico Nicola di Giura, inaugurato il 4 agosto di due anni fa. Verso la metà del V secolo a. C. il mondo enotrio entra in crisi e si assisterà all’emergere dell’ ethnos dei Lucani. Il mistero, la storia, l’archeologia, l’artigianato e la cultura delle comunità enotrio-italiche hanno acceso la mente dei giovani studenti, sino ad appassionarli alla storia dei padri, portandoli sulle orme di donne e di uomini, prestando ognuno l’orecchio verso quei suoni ancestrali di un lontano passato, mentre nella mente e nel cuore si accendeva la voglia di capire se stessi, attraverso le storie di un’umanità che fino a qualche tempo fa sembrava perduta.
Vincenzo Diego
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